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I mercati tirano il fiato dopo i record di Wall Street. Germania, Pil sotto le attese

Feb 14, 2017

MILANO – Pausa di riflessione sui mercati nel mezzo di un rally azionario che ha portato Wall Street ad aggiornare i nuovi massimi di sempre. A far scattare le prese di profitto dopo la corsa delle ultime sedute ha contribuito la notizia che il consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, Michael Flynn, ha dovuto lasciare l’incarico imbarazzato da contatti “compromettenti” con le contrparti russe. Milano segna un calo frazionale nelle prime battute, in linea con gli altri listini europei: Francoforte è invariata, Londra lima lo 0,25% e Parigi lo 0,05%.

Ricca la giornata dell’agenda macroeconomica, a cominciare dai dati del Pil tedesco e in attesa di quelli dell’Istat. In Germania il Pil ha mostrato una crescita dello 0,4% nell’ultimo trimestre del 2016: spesa pubblica, consumi privati e spesa nelle costruzioni hanno controbilanciato il calo del commercio estero. L’incremento del Prodotto nei tre mesi finali dell’anno è stato comunque leggermente al di sotto delle attese degli analisti sentiti da Bloomberg, che indicavano un +0,5%, e segue una crescita rivista a +0,1% per il terzo periodo dell’anno. La crescita complessiva del Pil sull’anno è stata confermat all’1,9%, il tasso più alto da cinque anni a questa parte. Dall’economia tedesca è arrivato anche il dato definitivo dell’inflazione di gennaio, pari all’1,9% annuo. Rispetto a dicembre l’indice dei prezzi al consumo ha segnato un calo dello 0,6%, come previsto.

In mattinata si è registrata l’impennata dell’inflazione in Cina a gennaio: l’indice dei prezzi al consumo ha segnato un +2,5% su base annua che si confronta con l’incremento del 2,1% che si era registrato a dicembre. Si tratta del più forte balzo negli ultimi 32 mesi, dal maggio 2014. Su base mensile, l’inflazione è progredita dello 0,2%. In Giappone, invece, la produzione industriale ha segnato a dicembre un aumento dello 0,7% rispetto a novembre e del 3,2% su base annua: nella lettura finale è stata rivista al rialzo rispetto alla stima preliminare che aveva rilevato un +0,5% mensile e un +3% annuo.

L’euro è in lieve ribasso sul dollaro. La moneta unica vale 1,0617 contro il biglietto verde. Ieri, secondo le rilevazioni della Bce, l’euro veniva scambiata a 1,0629. Lo spread tra Btp decennali e i Bund tedeschi apre in calo: il differenziale si attesta a 189 punti con un tasso al 2,22%.

I mercati non hanno accolto positivamente i dati: la Borsa di Tokyo ha chiuso ribasso, in scia all’attenuarsi globale dell’ottimismo scaturito dal vertice del fine settimana tra il premier nipponico Shinzo Abe e il presidente Usa Donald Trump. Le prese di profitto – dopo i recenti guadagni – hanno pesato sull’indice Nikkei che ha ceduto l’1,13% a quota 19.238,98, segnando una perdita di 220 punti. Non sono bastati questa volta i nuovi record che la Borsa di New York ha stampato ieri sera: il Dow Jones ha chiuso gli scambi sui massimi di sempre, a 20.412 punti (+0,7%). L’indice tecnologico Nasdaq ha finito la seduta a 5.763 punti (+0,52%), mentre lo S&P 500 ha toccato il record storico, raggiungendo i 2.328 punti (+0,5%), dopo aver infranto per la prima volta al rialzo la soglia di 20mila miliardi di dollari di capitalizzazione. Da segnalare il nuovo record storico delle azioni Apple, che hanno toccato un nuovo record di chiusura a quota 133,29 dollari per una capitalizzazione di mercato di 688 miliardi, a distanza dai 573 miliardi della holding di Google, Alphabet. L’attenzione oggi viene catalizzata dalla testimonianza del presidente della Fed, Janet Yellen, di fronte al Congresso Usa.

Per le materie prime si registra un avvio di giornata senza sensibili variazioni per il prezzo del petrolio che si mantiene sulla soglia dei 53 dollari al barile.I contratti sul greggio Wti con scadenza a marzo passano di mano a 52,9 dollari come ieri sera. Il Brent segna 55,6 dollari. Quotazioni dell’oro in rialzo sui mercati asiatici dove il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.228 dollari l’oncia (+0,3%).

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