MILANO – Ore 9:15. Come i previsori politici, anche gli analisti finanziari sembrano spiazzati di fronte alla reazione dei mercati all’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Dopo il panico iniziale per la notizia inattesa, che sembrava aprire scenari catastrofici per i listini azionari, si è verificata una vera e propria “inversione a U” nelle sale operative: il recupero è partito già da Wall Street e ha poi trascinato le Borse asiatiche. I listini orientali, dopo il crollo di ieri, hanno rivalutato l’affermazione del Tycoon e la Borsa di Tokyo ha terminato le contrattazioni in rialzo del 6,72%. Hong Kong è avanzata dell’1,9%, Shanghai ha segnato un progresso dell’1,3%. I listini europei si accodano e aprono in netto recupero: Milano sale dello 0,8%, mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile a 155 punti base con un rendimento del decennale italiano all’1,77%. Francoforte aggiunge lo 0,6%, come Parigi, e Londra lo 0,7%.

“Il mercato ha fatto un completo dietrofront”, ha spiegato a Bloomberg Jonathan Golub di Rbs, che pure riteneva che una vittoria di Trump avrebbe schiacciato lo S&P500 di 10 o 12 punti percentuali. “E’ come se il mercato si fosse concentrato sull’agenda economica di Trump piuttosto che sulla sorpresa elettorale”. In effetti, in un primo momento lo S&P500 sembrava destinato al tracollo, con i future giù del 5% mentre venivano contati i voti ed era chiara la sconfitta di Hillary Clinton. Poi il discorso dai toni “presidenziali” di Trump e il focus sulla prosperità economica – con la promessa di tagli alle tasse e investimenti pubblici – ha rimesso le ali ai listini. Ma rischia di essere un periodo d’intensa volatilità, anche perché una simile politica economica è di dubbia fattibilità, a meno di far traballare la finanza pubblica americana. “Nelle prossime giornate si assisterà ad un graduale assestamento delle quotazioni azionarie”, ha pronosticato Alessandro Allegri da Ambrosetti Am.

I mercati rivalutano Trump: Ue in recupero, vola Tokyo

L’andamento delle azioni globali: in picchiata durante la conta dei voti che lasciava presagire la vittoria di Trump, in recupero dopo il suo discorso

Condividi

Marco Vailati, responsabile ricerca di Cassa Lombarda, ha sottolineato in uno studio che il programma economico di Trump porterebbe lo 0,21% di Pil di crescita aggiuntiva in un orizzonte decennale, ma anche 7mila miliardi di dollari di debito in più. Difficile assistere a una sua completa realizzazione, per quanto la vittoria repubblicana sia piena nelle due Camere. “Superata la brevissima fase di turbolenza, la maggiore crescita dovrebbe sostenere l’azionario e portare anche inflazione, con la Fed in azione”: possibile, dunque, che dopo un iniziale congelamento, la Banca centrale arrivi ad accelerare le strette sui tassi con il dollaro in rafforzamento. Dalla consigliera economica di Trump, Judy Sheldon, è arrivata intanto una dichiarazione di distensione verso Janet Yellen: nessuna pressione, ha assicurato al Wsj, per le dimissioni della governatrice.

Oltre allo sguardo sull’America, l’agenda macro odierna prevede la produzione industriale italiana e il Bollettino “Moneta e Banche” di Bankitalia. Dagli Usa arrivano invece le nuove richieste di sussidi per la disoccupazione. In Giappone, gli ordinativi di macchinari ‘core’ sono calati a settembre del 3,3% mensile, più delle attese. Da segnalare, a Piazza Affari, l’utile dei nove mesi di Generali in calo del 5,9% a 1,6 miliardi. Sempre nei nove mesi, l’utile di Erg è salito del 9% a 83 milioni e gli obiettivi per l’intero anno sono stati rialzati.

Il cambio euro-dollaro è stabile a quota 1,09436 dopo gli scossoni di ieri. Il biglietto verde risulta stabile anche rispetto alla sterlina a quota 1,24128. Nel cambio con lo yen il rapporto è di 105,435. Tra le asset class che recuperano terreno c’è anche il petrolio, con il Brent a +0,76% a 46,71 dollari al barile, mentre il Wti sale dello 0,38% a 45,44 dollari al barile. Come accennato, ineri sera gli indici di Wall Street sono partiti in ribasso, poi hanno preso slancio sfiorando nuovi record: a fine seduta il Dow Jones Industrial ha segnato +1,40% a 18.589 punti e il Nasdaq +1,11% a 5.251.