Dacia sceglie il Salone dell’Auto di Bruxelles 2026 per portare sotto i riflettori una visione diversa di mobilità urbana. A capitanare lo stand è Hipster, concept elettrico già presentato lo scorso ottobre e ora finalmente visibile dal vivo, protagonista di uno spazio che racconta in modo chiaro l’evoluzione del marchio. Volumi squadrati, soluzioni semplici e un approccio dichiaratamente pragmatico: Hipster non nasce per stupire con effetti speciali, ma per far riflettere su cosa serve davvero a chi vive la città ogni giorno.
In un contesto in cui l’elettrico tende spesso a rincorrere dimensioni, potenze e prezzi da segmento superiore, Dacia prova a rimettere al centro l’essenziale. E lo fa attraverso un concept che, pur non essendo ancora destinato alla produzione, anticipa temi e idee che potrebbero diventare concreti nel prossimo futuro.
La Hipster Concept
Hipster è una city car elettrica lunga appena tre metri, ma progettata per offrire quattro posti reali. Una scelta che racconta molto dell’approccio Dacia che vuole dare vita a prodotti coerenti con la vita reale.
Il design è volutamente semplice e spigoloso, con una silhouette cubica che massimizza l’abitabilità e porta le quattro ruote agli estremi della carrozzeria. Una soluzione funzionale prima ancora che estetica, che migliora la stabilità e ottimizza gli ingombri. Il portellone posteriore è diviso in due parti per facilitare l’accesso al vano di carico, mentre i fari posteriori sono integrati dietro il lunotto, scelta che protegge gli elementi luminosi e rafforza l’aspetto robusto dell’insieme.
Coerentemente con la filosofia del marchio, la carrozzeria è tinta in massa all’origine, riducendo al minimo gli elementi verniciati successivamente. Una soluzione che semplifica il processo produttivo, limita i costi e migliora la resistenza all’usura quotidiana. A questo si aggiunge l’utilizzo di materiali innovativi come Starkle, pensati per aumentare la protezione delle superfici e ridurre l’impatto ambientale.
Non mancano quelle soluzioni irriverenti che da sempre caratterizzano il mondo dei concept. Un esempio su tutti è la cinghia al posto della classica maniglia interna per l’apertura delle portiere: una scelta economica e funzionale, che racconta la grande attenzione degli ingegneri all’efficienza e alla riduzione del superfluo. Hipster, in questo senso, è un manifesto più che un esercizio di stile.
Uno stand orientato alla vita reale
Al Salone dell’Auto di Bruxelles 2026, Dacia non si limita a esporre modelli, ma costruisce un vero e proprio spazio esperienziale, coerente con la propria identità. Lo stand è pensato come un ambiente vivo, accogliente e accessibile, dove i visitatori possono muoversi con naturalezza tra i veicoli e riconoscersi nei loro possibili utilizzi quotidiani.
L’universo visivo richiama i codici storici del marchio: materiali robusti, atmosfera outdoor, colori naturali e una presenza forte del logo Dacia. Ogni modello è inserito in un contesto che ne racconta l’uso reale. Spring è associata alla mobilità urbana, Jogger al mondo della famiglia, Duster e Bigster evocano lo spirito d’avventura, mentre Sandero e Sandero Stepway rappresentano la versatilità quotidiana.
In questo scenario, Hipster trova una collocazione naturale come simbolo di una mobilità urbana essenziale e accessibile. Non è un’auto pensata per stupire, ma per rispondere a esigenze concrete: spostarsi in città, occupare poco spazio, consumare meno risorse e semplificare la vita.
Il percorso di visita permette anche di approfondire le novità tecniche della gamma, come il nuovo gruppo motopropulsore Hybrid-G 150 4×4 destinato a Duster e Bigster, presentato attraverso un dimostratore a grandezza reale. Un modo diretto e comprensibile per raccontare l’evoluzione tecnologica del marchio senza perdere di vista la sua filosofia.