• 8 Giugno 2026 15:15

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Guidare a 17 anni, cosa dice il Codice della Strada sulla guida accompagnata

Giu 8, 2026

Uno dei miti più radicati riguardanti la sicurezza stradale e la mobilità in Italia è la convinzione che per mettersi alla guida di un’automobile sia tassativamente necessario aver compiuto il diciottesimo anno di età. In realtà, l’ordinamento italiano prevede da tempo una possibilità diversa, spesso poco conosciuta o sottovalutata: la Guida Accompagnata. Introdotta nel 2012 e disciplinata dall’articolo 115 del Codice della Strada, questa formula permette ai diciassettenni di iniziare a fare esperienza concreta al volante, a patto di rispettare una serie di requisiti formativi e di essere costantemente affiancati da una figura esperta.

Come funziona

Non si tratta di un accesso libero per chiunque. Per poter usufruire della Guida Accompagnata, il minore deve aver già dimostrato una certa dimestichezza con il codice della strada possedendo la patente A1 (per i motocicli leggeri) o la patente B1 (per i quadricicli non leggeri). Una volta in possesso di questo requisito, il giovane aspirante automobilista deve frequentare un corso pratico obbligatorio di 10 ore presso un’autoscuola.

In questa fase, il ragazzo impara i meccanismi fondamentali della guida e inizia a sviluppare quella percezione del pericolo necessaria per muoversi in un ambiente controllato ma reale. Solo dopo questo iter formativo viene rilasciata l’autorizzazione che permette di guidare su tutto il territorio nazionale (ma non all’estero) fino al compimento dei 18 anni.

Gli accompagnatori

La sicurezza della Guida Accompagnata poggia sulla figura dell’accompagnatore. Il minore ha il diritto di designare fino a tre persone, i cui nomi devono essere comunicati ufficialmente alla Motorizzazione Civile. Questi “mentori” non possono essere scelti a caso: devono possedere una patente di guida di categoria B o superiore da almeno dieci anni e non devono aver superato i 60 anni di età. Il loro compito è fondamentale: monitorare costantemente il giovane, correggere eventuali errori di manovra e trasmettere quell’esperienza che solo anni di chilometri sulle spalle possono conferire.

Il vantaggio al compimento dei 18 anni

Il vero “premio” per chi sceglie questo percorso arriva nel momento in cui si soffiano le diciotto candeline. Chi ha completato la Guida Accompagnata si trova davanti a una corsia preferenziale per il conseguimento della patente B definitiva. Entro sei mesi dal compimento della maggiore età, il giovane può iscriversi all’esame pratico senza dover sostenere nuovamente il test a quiz teorico e senza l’obbligo di effettuare le ore di guida certificate in autoscuola, poiché queste vengono considerate già assolte durante l’anno precedente. Se però si lasciano passare più di sei mesi dai 18 anni, questo vantaggio decade e sarà necessario ripetere l’intero iter, comprese le ore di guida obbligatorie.

Costi e ostacoli

Nonostante i vantaggi formativi, la Guida Accompagnata non ha ancora riscosso il successo sperato in Italia. Il primo ostacolo è di natura economica: il costo per attivare questa formula in autoscuola oscilla mediamente tra i 400 e i 900 euro, a seconda delle tariffe applicate e delle voci di spesa che includono iscrizione, certificati medici, marche da bollo e le dieci ore di corso pratico.

Inoltre, un deterrente significativo è rappresentato dai limiti post-patente: anche chi ha fatto un anno di guida a 17 anni, una volta ottenuta la patente B a 18 anni, deve comunque rispettare i tre anni di limitazioni sulla potenza dei veicoli. Per ovviare a questo scarso interesse, associazioni come Confarca hanno proposto di ridurre tale vincolo da tre a due anni per chi ha già guidato a 17 anni, suggerendo anche l’introduzione di sconti sulla polizza RCA.

Il futuro europeo

Il panorama è destinato a cambiare ulteriormente con lo sguardo rivolto all’Europa. Entro il 2029, infatti, è previsto che la patente B possa essere conseguita direttamente a 17 anni dopo aver superato esame teorico e pratico, con l’obbligo di guida accompagnata da parte di chi possiede la licenza da almeno 5 anni e ha almeno 24 anni di età. Una rivoluzione che mira a rendere la strada un luogo più sicuro attraverso una formazione più lunga e consapevole.

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