• 9 Giugno 2026 15:04

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Guida autonoma, Londra diventa il primo banco di prova europeo

Giu 9, 2026

Londra potrebbe diventare la prima grande città europea a far salire i passeggeri su un robotaxi prenotabile tramite app. Entro pochi mesi, la collaborazione tra Uber e la startup inglese Wayve potrebbe concretizzarsi per integrare nei veicoli a guida autonoma le avanzate tecnologie IA sviluppate dalla società britannica, non appena le licenze lo consentiranno. La capitale del Regno Unito diventerebbe così il primo vero banco di prova europeo della tecnologia già vista negli Stati Uniti e in Cina, ma ancora assente da un servizio commerciale aperto al pubblico nel Vecchio Continente.

Londra come laboratorio per i robotaxi

Si avanzerà a tappe. Le vetture saranno autonome, ma non completamente abbandonate a sé stesse: nella prima fase bordo a resterà un conducente di sicurezza, pronto a intervenire in caso di necessità. I cittadini della capitale britannica non piomberanno dall’oggi al domani in uno scenario apocalittico, governato da taxi fantasma, ma il processo avrà una fase di lancio controllata, in cui testare la tecnologia con passeggeri in carne e ossa, traffico reale e condizioni stradali tutto fuorché semplici.

Kaity Fischer, responsabile del progetto robotaxi di Wayve, ha detto che la società è “pronta a partire” e che il lancio a Londra è atteso “nei prossimi due mesi”. Secondo la manager, la città costituisce la palestra più severa per la guida autonoma, proprio perché complicata, vecchia, irregolare, lontana dalle strade ordinate e prevedibili di certi quartieri americani costruiti a griglia. Cantieri perenni e ciclisti sono le variabili con cui il sistema dovrà interfacciarsi ogni giorno, in una metropoli dove l’urbanistica sembra andare in direzione opposta rispetto a quanto serve a un veicolo robotizzato.

Gli utenti Uber avranno la possibilità di manifestare il proprio interesse direttamente dall’app e, quando il servizio sarà disponibile, potranno scegliere una corsa autonoma su categorie come UberX, Comfort ed Electric. Il prezzo, almeno nella fase iniziale, sarà lo stesso di una normale corsa con conducente. Uber punta a normalizzare il robotaxi, rendendolo un’evoluzione naturale di quel semplice tocco sullo smartphone a cui gli utenti sono già abituati.

Tecnologia di bordo e test su strada

Le vetture usate, delle Ford Mustang Mach-E equipaggiate con tecnologia Wayve, saranno dotate di sei telecamere, un radar e un computer basato sull’intelligenza artificiale installato a bordo, incaricati dell’osservazione costante del contesto esterno e della relativa pianificazione delle reazioni. Durante una dimostrazione su strada partita dalla sede della società nel nord di Londra, un SUV elettrico dotato del sistema Wayve avrebbe percorso circa quindici minuti nel traffico a totale gestione autonoma, con il supervisore umano in semplice osservazione.

La tecnologia AV2.0 di Waymo manda in pensione le vecchie logiche basate su regole manuali, preferendo modelli IA capaci di crescere attraverso i dati così da garantire un’architettura pronta all’uso in contesti eterogenei: un passo decisivo verso l’abbattimento dei costi di sviluppo necessari a estendere il servizio a diverse metropoli

Uber, dal canto suo, vede nella guida autonoma una delle prossime grandi aree di crescita. La società non ambisce a sviluppare da sola tutta la tecnologia, ma a integrare sulla propria piattaforma partner specializzati come Wayve: il successo dei test e un contesto normativo britannico favorevole guideranno la progressiva espansione del servizio.

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