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Grecia al voto, i mercati puntano tutto sulla vittoria del centrodestra

Lug 6, 2019

ATENE – La Grecia va alle urne domenica prossima ma i mercati hanno già dato il loro voto, festeggiando a suon di record la probabile vittoria del centrodestra di Kyriakos Mitsotakis e la sconfitta di Alexis Tsipras. I numeri parlano da soli: la Borsa di Atene è cresciuta da inizio anno del 45% circa, la miglior performance a livello mondiale, con una fiammata al rialzo dopo il successo di Nea Demokratia (Nd) alle europee di fine maggio. Benissimo sono andati anche i titoli di stato ellenici. Il rendimento del bond decennale è crollato dal 4,4% di inizio anno al 2% attuale mentre lo spread sui Bund tedeschi si è ridotto da 420 punti a 240 punti. Come dire che il “rischio” Grecia è prezzato oggi solo 40 centesimi più di quello italiano contro i 280 di giugno 2018.

Le ragioni dello sprint, dicono tutti i report delle banche d’affari, sono semplici: i mercati sono convinti che la vittoria di Nd – favorevole a un taglio alle tasse e a un’accelerazione delle privatizzazioni – possa creare un ambiente più favorevole agli investimenti esteri, scatenando una caccia agli asset – anche finanziari – di Atene. Lo specchio migliore della fiducia è la performance stellare dei titoli bancari, fino a qualche mese fa il tallone d’Achille dell’economia nazionale. La situazione degli istituti di credito non è cambiata, i prestiti in sofferenza sono al livello allarmante del 45%. Ma le azioni del settore hanno lo stesso fatto boom, con Attika Bank in rialzo del 360% da inizio anno e Piraeus del 240%. Il listino viaggia con una valutazione pari a 17 volte gli utili delle aziende quotate, il 20% in più della media europea, un altro segno dell’attesa dei mercati per una decisa ripresa economica e di un balzo della redditività dei grandi gruppi nazionali.

Il rebus adesso – almeno fino alla chiusura delle urne – è se Mitsotakis otterrà la maggioranza assoluta e riuscirà a formare un governo “monocolore”. In quel caso, forte del mandato elettorale robusto, avrebbe mano libera anche nella scelta dei ministri, dicono gli analisti, riuscendo così a rinnovare davvero l’estabilishment e la politica nazionali e mettendo le basi per un altro recupero dei listini. In caso contrario – se dovesse cercare compromessi per formare una coalizione di governo – il compito sarebbe più difficile e i mercati sceglierebbero con ogni probabilità una posizione d’attesa. L’ipotesi più preoccupante per Borsa e bond greci è invece quella di un verdetto elettorale incerto. Nd, senza una maggioranza chiara, potrebbe chiedere subito il ritorno alle urne. Uno scenario che potrebbe mettere a rischio il 2019 da record della finanza di Atene.

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