• 11 Marzo 2026 12:25

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Gp Cina alla prova gomme: mescole, strategie e incognite della prima Sprint

Mar 11, 2026

Il primo weekend Sprint della stagione accende subito un tema chiave del Mondiale: la gestione degli pneumatici. A Shanghai, su uno dei circuiti più tecnici e completi del calendario, saranno le gomme a scrivere buona parte della storia del fine settimana. La scelta Pirelli resta nel solco della continuità: C2, C3 e C4, la tripletta già vista nelle ultime edizioni sul tracciato cinese. Tre gradini di durezza che, tradotti nel linguaggio gara, significano Hard, Medium e Soft pensate per coprire esigenze molto diverse tra qualifica, Sprint e GP.

Il circuito

Il layout dello Shanghai International Circuit, 5,451 chilometri che disegnano idealmente l’ideogramma “shang”, “verso l’alto”, è un banco di prova totale per gli pneumatici. Due rettilinei principali, uno dei quali supera il chilometro di lunghezza, sedici curve e un’alternanza continua tra tratti ad altissima percorrenza e sezioni lente da trazione pura. È proprio questa varietà a rendere la scelta delle mescole tutt’altro che scontata. Le curve veloci, come la esse tra la 7 e la 8, generano carichi laterali prolungati che stressano la spalla esterna delle gomme, mentre le combinazioni lente, la spirale tecnica tra curva 1 e 3, la staccata secca della 6 e il tornante della 14, impongono violente sollecitazioni longitudinali in frenata e in uscita. Gli pneumatici devono garantire stabilità in appoggio, trazione meccanica e resistenza al surriscaldamento in un contesto che non concede tregua.

Soft per la massima prestazione

La C4 (Soft) rappresenta l’arma da qualifica e da attacco breve. Offre il massimo grip meccanico e tempi sul giro più rapidi, ma paga qualcosa in termini di degrado, soprattutto se sottoposta a stint prolungati con pieno di carburante. È la gomma ideale per il giro secco e per la fase decisiva della Sprint Qualifying, dove la prestazione pura conta più della gestione. Non a caso, anche il trofeo del Pirelli Sprint Qualifying Award celebra proprio la Soft, il simbolo della massima performance sul giro singolo.

Medium, l’equilibrio che fa la differenza

La C3 (Medium) è invece la mescola più duttile del lotto. Equilibrata tra resa cronometrica e durata, può diventare la scelta chiave per la Sprint da 19 giri. Abbastanza consistente da reggere ritmo elevato senza crolli improvvisi, sufficientemente veloce da difendersi dagli attacchi di chi monterà la Soft. In una gara breve, dove il tempo perso ai box pesa enormemente, la Medium offre il miglior compromesso tra costanza e velocità.

Hard, la gomma da strategia lunga

Infine la C2 (Hard), la più resistente, meno grip immediato ma maggiore stabilità su percorrenze lunghe. È la gomma pensata per gli stint estesi del GP domenicale, quando gestione termica e usura diventano centrali. Sulle lunghe distanze, la sua capacità di mantenere prestazioni lineari riduce il rischio di crolli improvvisi e apre a strategie conservative ma efficaci.

L’incognita asfalto

Shanghai non è solo una questione di mescole. L’asfalto rifatto nell’agosto 2024 ha cambiato radicalmente il comportamento della pista. La superficie più liscia ha aumentato l’aderenza e abbassato i tempi sul giro, ma ha introdotto un’incognita: il graining, soprattutto sull’asse anteriore. Nel 2025 questo fenomeno è stato il vero limite, in particolare nella Sprint, quando la pista ancora poco gommata ha amplificato lo scivolamento superficiale del battistrada. Con il passare dei giri e l’evoluzione del tracciato, la situazione era migliorata nella gara lunga domenicale. Ora, a un anno di distanza, l’asfalto dovrebbe aver perso parte dell’aggressività iniziale. Leggermente invecchiato, ancora liscio rispetto alla media ma potenzialmente meno incline a generare graining. Un fattore che potrebbe ampliare le finestre strategiche, permettendo stint più lunghi e maggiore flessibilità nelle scelte.

Frenate e bloccaggi

Occhi puntati anche sulle frenate. Le staccate di Shanghai, simili per intensità a quelle viste nei test in Bahrain, sollecitano fortemente l’avantreno. I frequenti bloccaggi in ingresso curva non sono solo uno spettacolo per il pubblico, rappresentano una minaccia concreta per la vita utile delle gomme anteriori, creando spiattellamenti e vibrazioni che compromettono rendimento e comfort di guida.

In un tracciato dove si passa da lunghi rettilinei a frenate violente, la gestione della pressione sul pedale diventa una variabile tecnica decisiva. Basta un leggero ritardo nel rilascio o una pinzata troppo aggressiva per compromettere uno stint. In questo scenario, squadre come Ferrari e Mercedes lavorano su assetti e bilanciamento dei freni per proteggere l’asse anteriore, evitando il surriscaldamento della carcassa e l’usura irregolare del battistrada. La stabilità in frenata non incide solo sulla traiettoria ideale, ma anche sulla possibilità di allungare la vita delle mescole e mantenere costante il passo gara, soprattutto nei long run domenicali.

La strategia

Nel weekend Sprint, la gestione diventa un puzzle a incastri. Venerdì con qualifica breve, massima spinta, Soft protagonista. Sabato con gara veloce, 19 giri dove la Medium può essere la scelta più logica per chi vuole evitare cali nel finale, con la Soft alternativa aggressiva per chi punta a guadagnare posizioni subito. Domenica con strategia classica, Hard e Medium a costruire la corsa sul passo. Il precedente del 2025 offre indicazioni preziose. Quasi tutta la griglia scelse la Medium al via, mentre solo tre piloti optarono per la Hard. Nessuno utilizzò la Soft in gara, segnale chiaro di una mescola troppo delicata per gli stint lunghi. La strategia dominante fu a sosta singola, prima parte su Medium e lungo finale su Hard, gomma che garantì stabilità e minore tendenza al graining.

I pit stop decisivi arrivarono tra il 14esimo e il 15esimo giro, finestra che permise di massimizzare il rendimento della Hard fino alla bandiera a scacchi. Una gestione pulita, senza strappi, premiò chi seppe leggere l’evoluzione della pista. Il risultato fu ritmo costante e degrado sotto controllo.

Simulazioni e carichi

Le simulazioni attuali indicano tempi sul giro simili a quelli dello scorso anno. Le nuove monoposto, pur diverse per filosofia aerodinamica e gestione dell’energia, sembrano compensare la perdita di velocità di punta con efficienza nei tratti misti. Tradotto, il carico sulle gomme resta elevato e la loro gestione sarà ancora una volta decisiva. In un tracciato dove la tecnica incontra la strategia, gli pneumatici non sono un dettaglio ma il centro del racconto. Grip contro durata, attacco contro pazienza, Soft contro Hard. A Shanghai si vince anche e soprattutto  scegliendo quando spingere e quando aspettare.

Perché nel Mondiale moderno la differenza tra una gara ordinaria e una memorabile passa da un rettangolo di gomma grande quanto un foglio A4. E questo fine settimana, più che mai, sarà lui a decidere chi salirà sul gradino più alto del podio.

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