Un venerdì di studio per la Ferrari targata Gran Premio del Brasile, che ha restituito uno scenario non affatto facile da analizzare. Buono il passo gara solo nelle Fp1, poi tante difficoltà nel giro secco nelle Fp2 dovuto alla difficile attivazione e gestione delle coperture. Serve un passo in avanti sulla messa a punto delle monoposto, così come una maggiore capacità di amministrare le mescole nell’arco della tornata.
GP Brasile, resoconto Fp1: Lewis senza grip all’anteriore, test aero per Beganovic
Ferrari schiera Dino Beganovic al posto di Charles Leclerc. Questo significa che le informazioni più importanti per quanto riguarda la messa a punto di base verranno fornite dal sette volte campione del mondo di Formula 1, Lewis Hamilton, che anche per questo non perde tempo e scende in pista subito. Lo fa con le gomme Hard, solita tattica per capire come si comporta la vettura in pista.
Anche Dino abbandona la pitlane, e lo fa, per il primo run, con un vistosissimo rastrello aerodinamico nella parte posteriore della monoposto. E per poco, prima di lanciarsi, non si pianta contro le barriere nel T3 per una distrazione. Il suo programma è chiaro: realizzare un paio di passaggi per raccogliere dati utili a studiare l’aerodinamica al retrotreno della SF-26.
Nel mentre Lewis spinge, sebbene abbia un problema inerente il portare in temperatura l’asse anteriore. Un fattore che lo limita nel fornire la giusta aderenza alla vettura. Carlo Santi è molto attivo in radio, suggerendo una serie di modifiche per migliorare l’handling dell’auto. Hamilton recepisce, ma arriva lungo in curva 1 sempre per la solita ragione: temperatura target errata sull’avantreno.
Lewis conferma la sensazione sulle coperture sommando una considerazione importante: parliamo di un’asincronia sul lato destro, in quanto la temperatura sale di più e non si riesce a raffreddare bene. Un vero e proprio problema che ovviamente sbilancia l’equilibrio dell’auto. Resta da capire se tale grattacapo sparirà con il migliorare della pista e calzando gomme più performanti.
Ferrari ha un passo gara molto competitivo
Per il secondo run con le Hard si nota una certa difficoltà nel mantenere il corretto equilibrio nel secondo settore, nello specifico tra le curve 8 e 10, dove l’inglese deve migliorare. Sgambata che dura poco, utile più che altro per verificare qualche ritocco realizzato a livello sospensivo. Una breve sosta ai box per passare alle Soft e Lewis torna a spingere,tirando via 1,2 secondi dal tempo precedente.
Tuttavia il britannico non è affatto contento delle coperture, che secondo il suo giudizio non funzionano bene. Un tentativo lanciato e poi ancora in garage, dove i meccanici preparano l’auto per un mini long run con più benzina a bordo. Tre minuti più tardi prende il via la simulazione passo gara, sempre con le Pirelli a banda rossa, dove la SF-26 numero 44 mostra un comportamento molto pulito.
I tempi sono buoni, in media più rapidi delle tornate di Max Verstappen con le stesse mescole. La conferma arriva via radio, con Santi che definisce molto buono il ritmo della monoposto italiana. La prima sessione termina con queste ottime sensazioni che, è ovvio, dovranno essere confermate nelle FP2 quando tornerà al volante l’altro pilota titolare, Charles Leclerc.
GP Brasile, resoconto Fp2: Ferrari lontana dalla vetta
La seconda parte del venerdì carioca si apre con lo stesso refrain delle FP1: le gomme non funzionano come dovrebbero. È ancora Lewis a lamentarsi parecchio di questo fattore, in quanto non riesce ad accedere alla massima aderenza delle gomme Medium, mescola provata per prima. Anche Charles Leclerc ha accennato qualcosa sulle coperture, ma nel suo caso c’era qualcosa che non andava nell’impianto frenante.
Poco dopo, alcune correzioni hanno sistemato le cose, sebbene, esattamente come il compagno di squadra, a livello di tempi sul giro i cronometri dei ferraristi fossero molto lontani dalla vetta. Il comportamento dell’auto non è parso malvagio; solito eccesso di rotazione e una minima difficoltà nel centrare l’apice nei tratti più guidati, dovuta essenzialmente al grip non sufficiente.
Mentre nel primo settore i riferimenti erano bene o male molto simili ai primi della classe, sono le rimanenti due aree del tracciato brasiliano a mettere in difficoltà le Rosse. Va registrata anche una certa instabilità nelle curve ad alta velocità di percorrenza, che non permette agli alfieri della Rossa di spingere quanto voluto. Venti minuti di test in pista e poi garage per raccogliere le idee.
Ferrari non trova il giusto punto di lavoro della SF-26
Nella seconda parte della sessione si passa alle gomme Soft. Lewis realizza il giro ed emerge un fattore: sull’avantreno è difficile mettere energia che poi arriva nel T2 e si alza troppo nel T3, tanto che nel giro di cool down, via radio, Hamilton lo ribadisce sottolineando il problema. Charles scende in pista 3 minuti più tardi e, con le stesse coperture del compagno,chiude il suo primo tentativo.
Nel suo caso il giro era migliore sino al terzo settore, dove una piccola sbavatura in trazione sull’ultima curva e il tappo di un doppiato che gli fa perdere almeno 2 decimi pregiudicano la prestazione. Tuttavia, anche senza questi problemi il tempo non era all’altezza dei primi. I guai arrivano nelle stesse curve dell’inglese, quelle del secondo settore. C’è poi un altro aspetto da tenere in conto: la power unit.
Al contrario del Messico, dove l’altura cancellava questo deficit, in Brasile, sebbene parliamo di circa 800 metri sul livello del mare, i limiti nel deployment vengono a galla. I ferraristi tornano in garage e si preparano per le prove high fuel.Lewis le realizza con le Medium e sin dal primo giro sentenzia: le gomme non funzionano, e i tempi sul giro confermano quanto detto dall’inglese.
Leclerc affronta la simulazione passo gara con le Soft per diversificare la strategia. Anche nel suo caso i tempi non sono super, benché siano migliori rispetto alle Medium del compagno. Vale lo stesso discorso per Hamilton, quando passa alle mescole più morbide per gli ultimi giri. Resta il fatto che ambedue i ferraristi, non sono troppo soddisfatti. C’è da lavorare, insomma.
Tirando le conclusioni, possiamo definire la prima giornata di prove libere della Rossa lontana dalle migliori. Ci sono diversi problemi da risolvere, aggiustando l’equilibrio dell’auto e imparando ad amministrare meglio le gomme, uno dei difetti congeniti della Rossa che, in determinati scenari, emerge limitando il valore prestazionale dell’auto.
Gp Brasile, classifica finale Fp2:
POS.
NO.
PILOTA
TEAM
TEMPO / GAP
GIRI
1
12
Kimi Antonelli
Mercedes
1:10.763
37
2
1
Lando Norris
McLaren
+0.253s
31
3
3
Max Verstappen
Red Bull Racing
+0.259s
23
4
63
George Russell
Mercedes
+0.273s
35
5
81
Oscar Piastri
McLaren
+0.321s
32
6
44
Lewis Hamilton
Ferrari
+0.450s
35
7
16
Charles Leclerc
Ferrari
+0.720s
33
8
5
Gabriel Bortoleto
Audi
+1.017s
33
9
6
Isack Hadjar
Red Bull Racing
+1.076s
33
10
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
+1.228s
36
11
43
Franco Colapinto
Alpine
+1.233s
33
12
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
+1.245s
36
13
30
Liam Lawson
Racing Bulls
+1.279s
36
14
10
Pierre Gasly
Alpine
+1.346s
37
15
14
Fernando Alonso
Aston Martin
+1.775s
34
16
51
Rafael Câmara
Haas F1 Team
+1.798s
30
17
55
Carlos Sainz
Williams
+1.979s
33
18
18
Lance Stroll
Aston Martin
+2.179s
31
19
23
Alexander Albon
Williams
+2.190s
37
20
11
Sergio Perez
Cadillac
+2.553s
34
21
77
Valtteri Bottas
Cadillac
+2.620s
33