• 7 Marzo 2026 11:28

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GP Australia, qualifica: Ferrari stordita dal rapporto di compressione Mercedes

Mar 7, 2026

Il sabato mattina di Melbourne è iniziato in salita: un ritardo di 20 minuti per pulire la pista dai detriti della F3 e una successiva bandiera rossa causata da un problema tecnico sulla vettura di Carlos Sainz, di fatto hanno ridotto drasticamente il tempo a disposizione dei team. La pista, definita ancora molto “green”, ha reso complicato il lavoro di ricerca del grip.

In casa Maranello, il lavoro si è diviso tra le indicazioni di Carlo Santi a Lewis Hamilton e quelle di Bryan Bozzi a Charles Leclerc. Hamilton ha faticato inizialmente con le temperature: l’inglese si è impegnato parecchio nei tratti ad alta velocità verso la curva 11, con il chiaro obiettivo di attivare le Pirelli Soft (C5), che su questo asfalto tendono a raffreddarsi eccessivamente all’anteriore.

Leclerc, dopo un inizio sporco con un lungo in curva 1, ha ritrovato fiducia grazie a una piattaforma aerodinamica finalmente stabile. Su richiesta del monegasco, i meccanici sono intervenuti sul carico dell’avantreno con diverse modifiche per migliorare l’inserimento, specialmente nel terzo settore dove la SF-26 è apparsa particolarmente efficace.

Il momento di massima tensione è arrivato a metà sessione: Kimi Antonelli ha perso il controllo della sua Mercedes in curva 2, impattando violentemente contro le barriere e distruggendo la sua W17. Un errore che ha gelato il box di Toto Wolff e ha interrotto nuovamente i programmi di lavoro.

Alla ripartenza, negli ultimi 5 minuti i valori sono emersi con prepotenza. Sebbene Hamilton sia riuscito a scavalcare Leclerc nel finale, il riferimento assoluto resta George Russell: l’inglese ha rifilato oltre 6 decimi al compagno di squadra, confermando una Mercedes apparentemente imbattibile sul giro secco. I valori in campo verso le qualifiche erano piuttosto chiari.

Gli onboard suggerivano una certa gerarchia, pur con l’incognita dei carichi di benzina: Mercedes pareva inattaccabile sul piano della performance pura, con Ferrari giocarsela per il ruolo di seconda forza con la Red Bull e la McLaren. Il verdetto era rimandato alle qualifiche, dove la Ferrari aveva un buon potenziale e la consapevolezza che sino alla Q3 non sarebbe uscito realmente il reale valore delle vetture.

GP Australia, Qualifica: Dominio Mercedes e brivido Ferrari. Verstappen fuori dai giochi

Le prime qualifiche della stagione 2026 all’Albert Park consegnano una griglia di partenza sorprendente, segnata da incidenti illustri e una gestione delle gomme che ha messo a dura prova i nervi dei top team. Se la Mercedes conferma una superiorità schiacciante, in casa Ferrari si mastica amaro per un distacco che, in ottica gara, accende più di un campanello d’allarme: Leclerc quarto, Hamilton settimo.

Q1: Il dramma Verstappen e il “miracolo” Antonelli

La sessione inizia in salita a causa delle temperature asfalto più basse rispetto al venerdì, rendendo l’attivazione delle Pirelli un’operazione chirurgica. Il primo colpo di scena arriva da Max Verstappen: l’olandese perde la sua Red Bull in curva 1 e l’impatto con le barriere chiama la bandiera rossa. Il crash del campione del mondo regala però una chance inaspettata a Kimi Antonelli.

I meccanici Mercedes sfruttano l’interruzione per ultimare i riparazioni sulla W17 dopo il botto delle FP3, permettendo all’italiano di scendere regolarmente in pista. La Ferrari supera il taglio senza affanni utilizzando peraltro le gomme Medium. Questo nonostante un errore di Leclerc in curva 1 che però non compromette affatto il passaggio del turno.

Q2: Allarme Power Unit per Hamilton e “plus 2 click”

Nel secondo segmento si passa alle gomme Soft, e la musica cambia. Il motore Ferrari sale di giri, ma sorgono i primi problemi. Hamilton trema: durante il suo giro lanciato, Lewis accusa un calo di potenza che lo costringe a rientrare ai box. Per fortuna si tratta solo di un falso allarme elettronico: risolto il problema, l’inglese torna in pista e si piazza sesto, pur lamentando vibrazioni eccessive ai retrovisori.

Leclerc cerca il bilanciamento: Charles al contrario fatica a gestire la dinamica del veicolo che di fatto produce un controsterzo importante alla curva 4 che gli costa tempo prezioso. Anche per lui, come nelle libere, scatta il correttivo sul carico anteriore (+2 click) per domare un handling ancora non perfetto. Alla fine trova la quadra e mette assegno un buon giro.

Q3: Il giallo del ventilatore e il verdetto finale

L’ora della verità è disturbata da un episodio bizzarro: Lando Norris colpisce un detrito in pieno rettilineo, causando una nuova bandiera rossa. Si scoprirà poi che l’oggetto era un ventilatore di raffreddamento dimenticato dai meccanici sulla Mercedes di Antonelli. Alla ripartenza, le Ferrari tentano il tutto per tutto, ma devono fare i conti con una netta supremazia Mercedes.

Sebbene l’avantreno della SF-26 fatichi a entrare in temperatura, costringendo i piloti a uno zig-zag esasperato nei tratti veloci, non è poi quello il grattacapo. Charles Leclerc sfodera un ottimo terzo settore e chiude in quarta posizione. Lo fa mancando il terzo tempo per soli 34 millesimi a favore della Red Bull di Hadjar. Lewis, con una guida più nervosa delude, chiudendo solo settimo a un decimo e mezzo dal compagno.

Ferrari SF-25: il gap che preoccupa

Il dato che gela i tifosi della Rossa è il distacco dalla super Mercedes di Russell: parliamo di ben otto decimi netti dal tempo del britannico. Un distacco figlio non solo del setup, ma in gran parte del vantaggio sul rapporto di compressione Mercedes del quale il propulsore tedesco gode: un fattore che appare quantomeno preoccupante in vista dei 300 km di gara.

Se Leclerc è riuscito a mettersi dietro le due McLaren, la sensazione è che senza l’errore di Verstappen la terza fila sarebbe stata un rischio concreto. Domani la gestione del clipping con la ricarica delle batterie reciterà un ruolo chiave. Parliamo delle uniche armi di questa Formula motore per provare a insidiare il podio e chiudere perlomeno dietro le due vetture di Brackley.

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