• 9 Marzo 2026 19:51

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GP Australia, Ferrari sbaglia la strategia: lottare con Mercedes era possibile

Mar 8, 2026

Ferrari si riscatta dopo una qualifica problematica. Lo fa con una partenza al fulmicotone che rimette in gioco le due SF-26 nella lotta che conta. Mercedes è molto forte, ma la Rossa ha un ritmo per provare a sfidare le auto tedesche. Ma ancora una volta la strategia non è quella corretta ed è così che Leclerc si deve accontentare del terzo gradino del podio, con Hamilton subito alle sue spalle. Buona la prima, anche se si poteva chiedere di più dal primo weekend del mondiale.

Hamilton e Leclerc sfruttano il bonus alla partenza

Il Gran Premio d’Australia inizia con un lavoro meticoloso delle Rosse nel giro di formazione: tanta “Wave” per stabilizzare le temperature sull’asse anteriore. Leclerc scatta alla perfezione e si prende la leadership in curva 1, imitato da un ottimo Hamilton che risale subito in terza posizione. Il dubbio principale resta la gestione dell’energia; infatti, nel giro successivo, Russell sfrutta meglio l’ibrido e ripassa Lewis senza troppa fatica.

La lotta al vertice però è serrata: Charles si riprende il comando al giro dopo, mentre Lewis mette pressione a Russell. Alle loro spalle, Hadjar non riesce a tenere il passo del terzetto di testa. Gli ingegneri Santi e Bozzi confermano che il consumo di energia è in linea con le stime, anche se la SF-26 soffre visibilmente nel terzo settore, dove arriva “scarica” e fatica a difendersi. Russell ne approfitta per superare di nuovo il monegasco, che però risponde immediatamente.

Al decimo giro le due vetture modenesi e le due Mercedes formano un quartetto compatto, mentre Hadjar è già staccato di 10 secondi. È una Formula 1 che i piloti devono ancora decifrare del tutto, caratterizzata da un evidente effetto “yo-yo” nelle prestazioni, e da un’attenzione maniacale e necessaria verso la ricarica delle batterie. Al giro 12 la gara cambia: Hadjar si ritira per un guasto alla power unit e la Safety Car è costretta ad entrare in pista.

Il muretto della Rossa non reagisce alla Safety Car

La Mercedes reagisce subito richiamando entrambi i piloti per il cambio gomme, mentre la Ferrari decide di restare fuori. Al restart le Rosse guidano il gruppo, ma con lo svantaggio tattico di dover ancora fermarsi. Russell si ritrova così a 11 secondi da Leclerc, con Antonelli poco più staccato. Nei canali radio della Rossa si parla di continuai aggiustamenti alla percentuale di lift-off per gestire l’ibrido in base alle necessità.

Al giro 19 un altro colpo di scena: il ritiro di Bottas chiama la Virtual Safety Car, ma la corsia dei box viene chiusa proprio nel momento in cui le Rosse avrebbero potuto tentare la sosta. Quando si riparte, Hamilton segnala che il degrado è minimo nonostante un leggero accenno di graining. Intanto Russell vola, dimezzando il distacco da Leclerc in pochissimo tempo. Giunti al 23° passaggio Russell è ormai negli scarichi delle Ferrari.

Leclerc viene richiamato ai box: monta le Hard e riceve un ritocco all’ala anteriore, rientrando quarto. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 prova a resistere per qualche chilometro come richiesto da Carlo Santi, ma deve cedere il passo a Russell prima di fermarsi a sua volta. Per lui Hard nuove, nessun cambio d’ala e rientro in pista alle spalle del compagno. La strategia della Rossa, in questo momento, non sembra affatto premiare.

Mercedes non patisce degrado e la strategia Ferrari perde

La tattica del Cavallino Rampante era piuttosto chiara: immaginare che le due vetture tedesche iniziassero a soffrire sulle gomme, scenario che però non si palesa affatto. Russell è convinto di poter arrivare in fondo e lo conferma in radio. Idem Kimi Antonelli. Nonostante il ritmo della SF-26 sia leggermente superiore nell’ultima fase di gara, il vantaggio al giro non è sufficiente per colmare il distacco creato dalla sosta anticipata.

Resta il fatto che non si capisce: il team ha chiaramente sbagliato la strategia e ci può stare, specie all’inizio di un regolamento dove non si hanno riferimenti certi sulle gomme. Ma proprio per tale motivo era più che ragionevole differenziare le strategie tra i due piloti per tenere aperta la sfida con il team di Brackley. Negli ultimi dieci giri le posizioni si congelano. Il divario si riduce leggermente ma non basta per impensierire le Frecce d’Argento.

Il podio di Leclerc e il quarto posto di Hamilton lasciano sensazioni contrastanti: la performance della vettura è stata molto più solida rispetto alla qualifica e non lontana da quella Mercedes, comunque superiore a Red Bull e McLaren. Tuttavia la strategia del muretto ha di fatto escluso la Ferrari dalla lotta per la vittoria troppo presto.

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