• 24 Luglio 2021 9:15

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Gli hedge fund in fuga da Deutsche Bank fanno scattare le vendite su tutte le Borse

Set 30, 2016

MILANO – Petrolio e banche zavoranno i mercati. Ad affossare i titoli finanziari contribuisce la notizia che decina di hedge fund, storici partner di Deutsche Bank, abbiano spostato i loro asset presso altre banche per ridurre l’esposizione verso l’istituto tedesco, le cui condizioni finanziarie sono giudicate precarie dal mercato dopo la maxi-multa da 14 miliardi di dollari. Sul fronte del greggio, invece, dopo l’accordo a sorpresa raggiunto al vertice informale dell’Opec di Algeri, i prezzi sono tornati a calare. I paesi del cartello hanno trovato un’intesa per limitare a 32,5 milioni di barili al giorno la produzione, tagliandola di 750mila barili al giorno: l’accordo verrà perfezionato a fine novembre a Vienna, ma i mercati cominciano ad interrogarsi sui dettagli dell’accordo poiché non è chiaro quali saranno le nuove quote che spetteranno ai singoli paesi, specie quelli, come Iran, Iraq, Nigeria e Libia che non intendono fare tagli ma anzi puntano a incrementare il loro output. Il Wti cede quindi 37 cent a 47,46 dollari e il Brent calano di 38 cent a 48,86 dollari.

In rosso Londra che cede l’1,3%; Milano arretra dell’1,8% e Francoforte perde l’1,6%, mentre Parigi scende dell’1,4%. L’euro si muove sopra 1,12 dollari e il biglietto verde torna sotto quota 101 sullo yen: la moneta europea passa di mano a 1,1220 dollari e 113,18 yen. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi è in lieve allargamento a 134 punti contro i 133 punti della chiusura di ieri. Il rendimento è all’1,21%.

Sul fronte macroeconomico c’è attesa per la disoccupazione e l’inflazione in Italia, nel frattempo in Francia a settembre l’indice dei prezzi è sceso dello 0,2% rispetto ad agosto, ma è salito dello 0,4% sullo stesso periodo del 2015. La spese delle famiglie transalpine, invece, sono salite ad agosto dello 0,7% dopo quattro mesi consecutivi di cali. In Germania le vendite al dettaglio tedesche sono scese dello 0,4% su mese ad agosto, peggio delle attese, e salite del 3,7% su anno.

Preoccupa, invece, la situazione del Giappone dove nonostante le misure straordinarie messe in atto dalla Banca centrale prosegue la deflazione. I prezzi al consumo ad agosto sono calati dello 0,5% annuale, dopo il -0,4% di luglio, registrando per il sesto mese consecutivo il segno meno. La discesa è in gran parte legata al calo del prezzo del petrolio, arretrato di oltre il 10% rispetto a un anno fa. Inoltre, è dalla primavera del 2014 che in Giappone i consumi delle famiglie sono in calo e ad agosto sono arretrati del 4,6% annuale, contro il -2,1% atteso dagli analisti. La produzione industriale in compenso è salita dell’1,5% mensile ad agosto, dopo il -0,4% di luglio. Come se non bastasse, il tasso di disoccupazione nipponico è aumentato di 0,1 punti percentuali ad agosto al 3,1% (la condizione del mercato resta, tuttavia, positiva: ci sono 137 offerte di lavoro per ogni 100 domande).

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dell’1,46%, sulla scia dei deludenti dati macroeconomici di agosto e dei timori per Deutsche Bank. Una preoccupazione che ha condizionato – ieri sera – anche Wall Street dove il Dow Jones ha perso l’1,07%, a quota 18.143,45 punti; l’S&P 500 ha ceduto lo 0,93%, a quota 2.151,13 punti e il Nasdaq è scivolato dello 0,93%, a quota 5.269,15.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close