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Giornalisti dell’Espresso aggrediti dai neofascisti, il gruppo Gedi sarà parte civile

Ott 21, 2019

ROMA – Anche il gruppo Gedi, editore dell’Espresso, insieme alla Federazione nazionale della stampa e all’associazione Ossigeno per l’informazione sarà parte civile al processo contro Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova, e Vincenzo Nardulli, esponente di Avanguardia nazionale, che devono rispondere di lesioni, rapina e minacce per l’aggressione a due giornalisti del settimanale.

Era il 7 gennaio scorso quando il cronista dell’Espresso Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti furono aggrediti a calci e schiaffi al mausoleo dei martiri fascisti nel cimitero romano del Verano durante la commemorazione, a 41 anni dall’episodio, delle vittime della strage di Acca Larentia. Nei video dell’aggressione si sente anche l’audio con le minacce: “A me delle guardie nun me frega un cazzo, te sparo in testa”.

“Tra gli assalitori – riferì allora il giornalista Giovanni Tizian – c’era anche il capo romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, in violazione del regime di sorveglianza speciale”: un fatto che suscitò la decisa condanna dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Nei giorni scorsi, Castellino e Nardulli furono perquisiti e denunciati per minacce, lesioni personali e violenza privata

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L’aggressione era nata da una lite fra gli organizzatori e i due cronisti, rei di voler riprendere con una telecamera le varie fasi della cerimonia. Castellino dal giugno 2018 è sorvegliato speciale dopo un Daspo emesso dalla questura per una somma di vari reati tra i quali resistenza a pubblico ufficiale durante uno sfratto, minacce a manifestazioni anti-migranti, tafferugli durante una manifestazione con i tassisti e ha l’obbligo di firma per una maxi-truffa sugli alimenti per i celiaci ai danni del Servizio sanitario, per la quale è stato anche arrestato.

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