• 19 Marzo 2026 17:10

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Già finito il bonus per i motocicli elettrici: tutto esaurito in un paio d’ore

Mar 19, 2026

È bastato il tempo di un pranzo veloce perché il fondo da 30 milioni di euro, stanziato dal Governo per incentivare l’acquisto di scooter, moto e microcar elettriche, svanisse quasi nel nulla. In appena due ore e poco più, i contributi si sono prosciugati, lasciando sul portale dedicato un residuo quasi beffardo di soli 25 euro. Questa fulminea esauribilità testimonia una domanda senza precedenti per i veicoli di categoria L, trasformando quello che doveva essere un piano di sostegno in un “click-day” dai ritmi frenetici.

Le categoria degli incentivi

La corsa agli incentivi ha riguardato un’ampia gamma di mezzi urbani: dai ciclomotori a due ruote (L1e) ai motocicli (L3e), fino alle sempre più amate microcar, suddivise tra quadricicli leggeri (L6e) e pesanti (L7e). Proprio le microcar rappresentano oggi la nuova frontiera degli spostamenti cittadini, ma è fondamentale distinguerne le caratteristiche per comprendere a chi si rivolgono. Le versioni leggere (L6e), guidabili già a 14 anni con la patente AM, pesano 350 kg (escluse le batterie) e hanno una potenza limitata a 4 kW, con una velocità massima di 45 km/h. Al gradino superiore troviamo le microcar pesanti (L7e): qui la potenza sale a 15 kW e non sono previsti limiti di velocità dalla categoria, ma per impugnare il volante occorre aver compiuto 16 anni ed essere in possesso della patente B1.

Non meno rilevante è stato l’interesse per il mondo delle due ruote, dove la distinzione tecnica ricalca necessità di utilizzo molto diverse. Gli scooter elettrici (L1e) sono i diretti eredi dei classici “cinquantini“, con una velocità massima di 45 km/h e potenza di 4 kW, accessibili già dai 14 anni. Le moto elettriche (L3e), invece, aprono le porte a prestazioni superiori senza limiti prestabiliti di potenza o velocità. L’accesso a queste ultime è regolato da un sistema di patenti a scalare: si parte dai 16 anni per le versioni fino a 11 kW (patente A1), passando per i 18 anni per i 35 kW (A2), fino ad arrivare ai 24 anni (o 20 con esperienza pregressa) per i modelli senza alcun limite di potenza.

I vantaggi degli incentivi svaniti

Ma cosa rendeva questi incentivi così appetibili da giustificare una sparizione in soli 120 minuti? Il meccanismo, previsto dalla legge di Bilancio 2021, offriva vantaggi economici consistenti per chiunque avesse scelto un veicolo nuovo tramite acquisto o leasing. Senza un mezzo da rottamare, l’acquirente poteva beneficiare di uno sconto del 30% sul prezzo finale, con un tetto massimo fissato a 3.000 euro. Il vero punto di svolta, tuttavia, si otteneva con la rottamazione: consegnando un vecchio veicolo della medesima categoria, appartenente alla classe ambientale Euro 0-3 e posseduto da almeno 12 mesi, lo sconto saliva drasticamente al 40%, fino a un massimo di 4.000 euro.

Le condizioni per accedere al contributo erano rigorose: il veicolo acquistato deve essere mantenuto in proprietà per almeno 12 mesi. Questo piano di incentivi faceva parte di uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro, con quote da 30 milioni annui previste fino al 2026. Nonostante l’esaurimento lampo dei fondi di quest’anno, la speranza è che il Governo possa ripristinare la misura per soddisfare l’enorme platea di utenti rimasti esclusi. La rapidità con cui il fondo si è prosciugato dimostra che l’Italia è pronta a cambiare passo verso una mobilità più pulita, a patto che le risorse siano all’altezza di una domanda così consistente.

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