La quiete notturna di Montesilvano, solitamente interrotta solo dal fruscio della brezza marina, è stata squarciata nelle ultime settimane da un suono estraneo e violento. Non era il normale traffico cittadino, ma il ruggito cupo di motori sovralimentati e il gemito lancinante degli pneumatici costretti a cercare aderenza sull’asfalto freddo. Nel cuore della notte, l’area dei parcheggi di un noto centro commerciale locale si trasformava in un teatro di illegalità, un’arena improvvisata dove la velocità diventava una sfida alle leggi e alla sicurezza pubblica. Ma il sipario sulle gare clandestine è calato bruscamente grazie a un’operazione coordinata dai Carabinieri.
Da tempo il sonno veniva disturbato
Da tempo, i residenti della zona avevano iniziato a inviare segnalazioni preoccupate. Parlavano di forti rumori compatibili con competizioni automobilistiche non autorizzate, un inquinamento acustico che tradiva la presenza di raduni illegali. Nonostante l’area fosse sorvegliata da un sistema di telecamere, individuare i responsabili si era rivelato un compito arduo: le gare erano fulminee, organizzate con rapidità e protette dal buio. Per rompere questo muro di impunità, i militari della Compagnia di Montesilvano hanno dovuto abbandonare le tattiche convenzionali e agire nell’ombra.
L’operazione è scattata come una trappola silenziosa. Personale del nucleo operativo, vestito in abiti civili, si è mescolato abilmente tra la folla di spettatori che, come in un film d’azione, si erano radunati per assistere alle sfide. Muovendosi tra i presenti, i carabinieri sotto copertura hanno potuto osservare da vicino la struttura di quello che era diventato un vero e proprio circuito improvvisato. Hanno documentato i volti, le dinamiche e il ruolo fondamentale degli organizzatori. La tensione nell’aria è salita quando due icone della potenza motoristica tedesca hanno fatto il loro ingresso nel rettilineo del parcheggio: una Mercedes-AMG e un’Audi RS5.
Come in “Fast & Furious”
Le due vetture, come nella saga cinematografica di Fast & Furious, si sono allineate sulla linea di partenza immaginaria. In quel momento, un uomo si è fatto avanti, impartendo le ultime indicazioni ai piloti e sollevando le braccia per dare il segnale del via. Tuttavia il brivido della corsa è durato un battito di ciglia. Prima che i motori potessero scaricare tutta la loro furia, le pattuglie del radiomobile, già strategicamente posizionate per chiudere ogni via di fuga, sono entrate in azione con i lampeggianti accesi. L’area è stata sigillata in pochi secondi, garantendo la sicurezza degli astanti ed evitando pericolosi inseguimenti.
Quali sono i rischi
Il bilancio del blitz è pesante e segna un colpo durissimo alla scena delle gare illegali locali. Tre persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria, accusate di partecipazione a gare clandestine ai sensi dell’articolo 9-ter del Codice della strada. Per loro è scattato l’immediato ritiro della patente, ma la sanzione più dolorosa per degli appassionati di motori è stata il sequestro delle tre autovetture di grossa cilindrata, ora destinate alla confisca definitiva.
L’indagine, tuttavia, non si ferma qui. I carabinieri stanno setacciando i filmati della videosorveglianza e monitorando attentamente i social network, dove spesso questi raduni vengono pubblicizzati o celebrati con video amatoriali. L’obiettivo è chiaro: risalire all’intera catena di comando di queste organizzazioni e identificare tutti i partecipanti che, notte dopo notte, hanno trasformato un parcheggio pubblico in una pista ad alto rischio. A Montesilvano, per ora, il silenzio è tornato a regnare sovrano, interrotto solo dal ricordo di una notte in cui la legge ha tagliato il traguardo per prima.