AGI – I carabinieri hanno rintracciato nel Varesotto e arrestato Elia Del Grande, condannato per la ‘strage dei fornai‘, per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali per avere tentato di fuggire in auto provocando lievi lesioni a un militare. Del Grande era scappato da una casa lavoro ad Alba.
La fuga nel giorno di Pasqua
Elia Del Grande, fuggito il giorno di Pasqua da Alba, è stato trovato intorno alle 13 e 30 dai carabinieri della Compagnia di Gallarate a Varano Borghi.
Era alla guida di una Fiat 500 che avrebbe rubato nel cimitero della frazione ‘Lentate’ di Sesto Calende. Le pattuglie hanno incrociato l’auto sulla strada provinciale S18.
La dinamica dell’arresto
Del Grande ha tentato di eludere il controllo fermandosi nella strada di accesso a un’abitazione ma i militari lo hanno raggiunto e bloccato con i loro mezzi.
Uno dei carabinieri si è avvicinato al lato guida intimandogli di scendere e cercando di sottrargli le chiavi. In quel momento, il fuggitivo ha tentato un’ultima disperata manovra, non riuscita, e nella colluttazione, riferiscono i carabinieri, ha provocato lievi lesioni a uno dei militari. La sua fuga, la seconda in pochi mesi da una casa lavoro, è terminata con l’arresto e il trasferimento nel carcere di Varese.
La strage dei fornai
Del Grande, che uccise i genitori e il fratello nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 1998 a Castrezzate, era rinchiuso in una casa di lavoro di Alba in attesa che il giudice della Sorveglianza di Torino si pronunciasse sulla sua pericolosità sociale per avere violato la libertà vigilata, prima, e la detenzione, poi, nella casa di lavoro di Castelfranco Emilia.
La condanna e l’evasione dalla casa lavoro
Per la ‘Strage dei Fornai’, era stato condannato in primo grado all’ergastolo e poi a 30 anni, col riconoscimento della seminfermità mentale, di cui 26 anni e 4 mesi scontati.
L’11 novembre del 2025 era ‘evaso’ dalla casa lavoro emiliana, un istituto dove stava contando una misura di sicurezza, un ‘plus’ introdotto nel Codice Rocco, negli anni ‘30’ e utilizzato in alcune rare situazioni quando, finita la pena, il magistrato di sorveglianza dispone quello che viene chiamato l’’ergastolo bianco’ perché non ha un limite determinato.
Decide il magistrato della Sorveglianza quando deve terminare. Del Grande, uscito dalla cella, aveva trovato un lavoro come giardiniere e si era fidanzato, poi era stato di nuovo fermato per una lite con un vicino e portato a Castelfranco Emilia.
Il 30 ottobre del 2025 era scappato criticando in una lettera alla testata Varesenews le case lavoro da lui definite delle carceri “in piena regola”. Il 12 novembre era stato rintracciato nella sua casa di Cadrezzate, dove c’era il forno di famiglia, dopo un’avventurosa fuga anche in pedalò sul lago di Monate.