• 9 Giugno 2026 12:08

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Frode finanziaria da 5,8 milioni di euro nell’Aretino

Giu 9, 2026

AGI – Una frode finanziaria di circa 5,8 milioni di euro, una tra le più ingenti degli ultimi anni nel territorio aretino è stata portata alla luce dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Risparmio Tradito”. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Arezzo e condotte dalla compagnia di San Giovanni Valdarno, hanno accertato una truffa ai danni di 35 risparmiatori, residenti principalmente tra Arezzo e il Valdarno, per una perdita complessiva di circa 5,8 milioni di euro.

Al centro dell’inchiesta un consulente finanziario che, tra il 2012 e il 2024, avrebbe gestito in modo illecito oltre 9,3 milioni di euro affidatigli dai clienti. Secondo quanto emerso dalle indagini, il professionista operava in provincia di Arezzo all’insaputa dell’istituto di credito per il quale svolgeva l’attività e dei risparmiatori stessi, destinando i loro capitali a investimenti altamente speculativi e incompatibili con i profili di rischio dichiarati. L’uomo avrebbe conquistato nel tempo la fiducia dei propri clienti promettendo investimenti sicuri, rendimenti costanti e, in alcuni casi, interessi annui garantiti del 5%. Molte delle vittime, tra cui persone anziane e particolarmente vulnerabili, gli avevano affidato i risparmi accumulati in una vita, spesso per importi di centinaia di migliaia di euro e, in alcuni casi, superiori al milione di euro.

Falsificazione dei profili finanziari

Le indagini hanno rivelato un articolato sistema di falsificazioni e raggiri. Il consulente avrebbe alterato i questionari Mifid, documenti fondamentali per la valutazione del profilo finanziario degli investitori, inserendo dati non veritieri e falsificando le firme dei clienti. Analoghe irregolarità sarebbero state riscontrate nei mandati di acquisto e vendita di strumenti finanziari e nella documentazione necessaria per l’apertura di nuovi conti correnti mai richiesti dai titolari.

Operazioni non autorizzate

In alcuni episodi, secondo gli investigatori della Gdf, sarebbero stati effettuati bonifici non autorizzati e raccolti assegni privi dell’indicazione del beneficiario, successivamente utilizzati per operazioni speculative sconosciute agli stessi risparmiatori. Per mantenere intatta la fiducia delle vittime, il professionista avrebbe inoltre consegnato periodicamente prospetti riepilogativi falsi, rappresentando una situazione patrimoniale ben diversa da quella reale. In diversi casi, i presunti rendimenti corrisposti ai clienti sarebbero stati in realtà restituzioni di somme già investite.

Investimenti ad alto rischio

Gran parte del denaro raccolto sarebbe stata impiegata in titoli denominati in una valuta estera particolarmente volatile. La successiva e marcata svalutazione della moneta avrebbe contribuito a generare perdite ingentissime, in alcuni casi vicine all’80% del capitale investito.

Radiazione e risarcimenti

Alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari, l’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari (Ocf) ha disposto la radiazione del professionista dall’Albo. Successivamente, il gip del Tribunale di Arezzo ha emesso una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, condannando l’imputato per truffa aggravata. Resta aperto il fronte del risarcimento dei danni. Come previsto dall’articolo 31 del Testo Unico della Finanza, l’istituto di credito per conto del quale operava il consulente potrebbe essere chiamato a rispondere in solido dei danni subiti dai risparmiatori, anche qualora la responsabilità del professionista sia stata accertata in sede penale.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close