Se n’erano perse le tracce il 23 febbraio 2024 ad Asola, teatro della sua ultima scorribanda. Ora sulle strade italiane incombe il vecchio fantasma di Fleximan e sul web si riaccende un fenomeno mai completamente spento. Approfittando della nebbia, che ha coperto movimenti e tempi, nella notte tra il 29 e il 30 dicembre il sabotatore per antonomasia della penisola ha deciso di salutare il 2025 a modo suo: tagliando alla base un Velocar installato lungo la Statale 16 Adriatica, nel territorio di Mezzano. E salgono così a 24 gli autovelox abbattuti in poco più di 30 mesi.
Sotto il profilo giudiziario, si configura il reato di danneggiamento aggravato di bene pubblico, punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni secondo l’art. 635 del Codice penale. Ma risalire all’autore dei gesti è tutt’altra questione, infatti, nonostante le indagini ripetute e coordinate tra Carabinieri e Polizia Locale, l’identità di Fleximan resta sconosciuta.
I rilevatori di velocità abbattuti
All’epoca del primo blitz, il 18 maggio 2023 a Bosaro, in provincia di Rovigo, sembrava poco più di un atto vandalico, e invece i mesi successivi hanno raccontato una storia differente. Al moltiplicarsi delle azioni contro gli autovelox, è cresciuta anche la fama di un personaggio mai individuato dalle Forze dell’Ordine, elevato, almeno da una parte dell’opinione pubblica, a simbolo contro limiti di velocità ritenuti troppo bassi e dispositivi percepiti come strumenti di cassa.
In apertura del 2024 il picco. In poche settimane cadono impianti a Rosolina, al Passo Giau sopra Cortina, poi ancora Reggio Emilia, Cremona, Padova, Bergamo, Ravenna, Mantova e Spoleto. Tra il 24 e il 27 gennaio viene lasciato un avviso proprio nel Ravennate: prima dell’abbattimento, qualcuno appone un cartello con la scritta “in arrivo Fleximan”, una sorta di ‘firma d’autore’ che decreta il passaggio da serie di atti anonimi a fenomeno consapevole della sua risonanza.
I pali troncati (e le rivendicazioni implicite) terminano nel febbraio 2024. Da Asola è sceso il silenzio, interpretato da molti come la fine della vicenda, ma il ritorno di Mezzano rimescola le carte e la scelta del luogo appare tutto fuorché casuale: ormai il Ravennate conta sei dispositivi abbattuti e il Velocar colpito è dello stesso tipo di quello rimosso a Faenza, finito al centro di polemiche dopo aver generato multe per circa un milione di euro nel primo mese di attività.
La spaccatura dell’opinione pubblica
Sul conto di Fleximan l’opinione pubblica continua a dividersi. Da un lato c’è chi lo difende a spada tratta, considerandolo un Robin Hood moderno, dall’altro qualcuno lo definisce un semplice vandalo alla quale è stata concessa fin troppa visibilità. A tal proposito, già nel 2024 l’ex sindaco di Villa del Conte, Antonella Argenti, aveva riconosciuto la portata del fenomeno: “Non condivido questa giustizia fai da te, che però ci deve far riflettere”.
Sono attualmente in corso le indagini sul caso di Mezzano: le telecamere della zona vengono analizzate e la ricostruzione degli orari potrebbero aiutare a definire un responsabile. Che sia l’inizio di una nuova serie o sia destinato a rimanere un episodio isolato, a distanza di anni il mito di Fleximan non si è ancora esaurito.