• 18 Febbraio 2026 14:54

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Finte società di noleggio, come difendersi dalle truffe

Feb 18, 2026

Il settore dell’autonoleggio cade nella rete delle truffe. Finti operatori vendono servizi inesistenti con l’unico scopo di incassare pagamenti e sparire senza lasciare traccia. Con una nota di servizio, Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, mette in guardia sui tentativi di frode, che iniziano online e finiscono con il conte corrente svuotato. Le articolate strategie della malavita hanno già creato diversi problemi, ma prestando attenzione a una serie di piccoli indizi è possibile porre un freno a un fenomeno crescente.

I criminali sono tutto fuorché degli sprovveduti sulle tecniche informatiche: creano annunci sponsorizzati su Google utilizzando parole chiave e loghi quasi identici ai marchi principali del settore, così da conquistare la fiducia dell’utente un po’ distratto. A quel punto, la conversazione passa presto su canali informali, dove il finto operatore cerca di blandire la vittima a pagare per un servizio in realtà mai erogato.

La trappola: dai motori di ricerca alla chat

Secondo quanto rilevato dall’Associazione si sta registrando un aumento delle frodi messe in atto da organizzazioni criminali che si spacciano per società di noleggio auto o per agenzie intermediarie. Dopo il primo contatto telefonico, il raggiratore chiede di proseguire su WhatsApp ed è qui che viene inviato un preventivo falso e richiesto il saldo anticipato, spesso con l’aggiunta di una cauzione.

Aniasa spiega nel dettaglio la modalità di pagamento sospetta: i versamenti vengono richiesti tramite bonifico bancario – il più delle volte istantaneo – in massima parte a favore di persone fisiche o presso punti “Tabacchi”, attraverso l’invio di “Codici QR”.

Come smascherare il finto operatore

La truffa emerge nel momento in cui il cliente si reca fisicamente al desk della società di noleggio, scoprendo di non avere alcuna prenotazione. Per evitare questo scenario, Aniasa ricorda che le comunicazioni ufficiali seguono regole rigide:

e-mail: provengono solo da domini aziendali ufficiali (es. @nomeazienda.it) e mai da indirizzi privati;
telefono: i veri operatori usano esclusivamente i numeri pubblicati sui portali istituzionali;
canali: le prenotazioni non vengono mai formalizzate tramite WhatsApp o social network.

Le società di autonoleggio utilizzano esclusivamente carte di credito o di debito indicate nei rispettivi siti ufficiali. Non ricorrono a social network o piattaforme di messaggistica per gestire prenotazioni o pagamenti e se chiedono di corrispondere anticipi su carte prepagate o conti intestati a privati è meglio stare alla larga: con ogni probabilità, il presunto operatore nasconde un secondo fine.

In caso di dubbi, Aniasa invita ad aprire il sito ufficiale della compagnia e a cercare i riferimenti nella pagina dei contatti, dopotutto, è sempre meglio dedicare due minuti a una telefonata di controllo che perdere centinaia di euro in un bonifico istantaneo. Nessuno chiederà mai via telefono o mail codici riservati come Pin, password usa e getta (Otp) o il Cvv della carta: se lo fanno, sono truffatori.

Davanti a un tentativo di raggiro, la mossa corretta è avvisare immediatamente il servizio clienti della società di noleggio ufficiale. Bisogna bruciare sul tempo i contatti dei pirati informatici: segnalare è l’unico strumento reale che abbiamo per oscurare i loro canali e impedire ad altri automobilisti di incorrere nella stessa beffa.

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