• 15 Febbraio 2026 11:44

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Finanziamenti fantasma, come funziona la truffa della concessionaria

Feb 15, 2026

Finanziamenti mai richiesti, clienti che diventavano morosi senza neanche esserne al corrente e oltre 1,1 milioni di euro intascati. Questo è quanto avvenuto in una concessionaria di Verona e venuto allo scoperto grazie all’indagine della Guardia di Finanza

Una vicenda che riaccende i riflettori su un tema delicatissimo nel mondo dell’auto: i finanziamenti collegati all’acquisto di vetture nuove e usate. Strumenti utilissimi per rendere sostenibile la spesa, ma che – se gestiti in modo scorretto – possono trasformarsi in un incubo per i clienti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, decine di persone si sarebbero ritrovate coinvolte in operazioni di credito mai richieste. Il meccanismo, almeno sulla carta, era semplice. Ma le conseguenze, per chi si è trovato con segnalazioni negative e solleciti di pagamento, sono state tutt’altro che leggere.

Quasi 50 persone coinvolte

Il numero fa impressione: quasi 50 clienti sarebbero rimasti coinvolti nella presunta frode. Molti di loro hanno scoperto il problema solo nel momento in cui hanno ricevuto comunicazioni di insoluto o si sono visti rifiutare un nuovo prestito perché risultavano già morosi.

Una situazione paradossale: persone convinte di aver acquistato un’auto regolarmente – magari pagando in contanti o con un finanziamento diverso – si sono ritrovate associate a contratti di credito mai firmati. In alcuni casi, le prime avvisaglie sono arrivate tramite lettere di recupero crediti. In altri, la sorpresa è emersa durante la richiesta di un mutuo o di un finanziamento personale: pratica respinta per via di una segnalazione negativa nei sistemi di informazione creditizia.

È proprio questo uno degli aspetti più delicati della vicenda. Una segnalazione di morosità può compromettere per anni la possibilità di accedere al credito, incidendo su progetti importanti come l’acquisto di una casa o di un’auto nuova.

La truffa

Secondo gli inquirenti, il titolare della concessionaria – dealer convenzionato con una primaria società finanziaria del settore automotive – avrebbe sfruttato la propria posizione per richiedere finanziamenti a nome dei clienti, senza che questi ne fossero a conoscenza.

Il presunto schema prevedeva l’inserimento di pratiche di credito collegate all’acquisto di vetture. Formalmente tutto sembrava regolare: documentazione caricata, richieste inoltrate, somme erogate. Nella realtà, però, i clienti non avrebbero mai sottoscritto quei contratti.

I fondi ottenuti sarebbero stati utilizzati dall’attività commerciale, generando un danno complessivo che supera 1,1 milioni di euro. Una cifra importante, che ha portato al sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria.

Il caso di Verona non è isolato nel panorama nazionale, ma rappresenta uno degli episodi più rilevanti per entità economica e numero di persone coinvolte. E pone una questione cruciale: quanto sono consapevoli i clienti delle pratiche finanziarie legate all’acquisto dell’auto?

La fiducia come valore centrale

Il rapporto tra cliente e concessionario si basa su un elemento chiave: la fiducia. Episodi come quello emerso a Verona rischiano di incrinare un equilibrio delicato, soprattutto in un momento storico in cui il settore automotive sta già affrontando profonde trasformazioni tra elettrificazione, nuovi modelli di acquisto e formule di abbonamento.

Per fortuna, si tratta di casi circoscritti e non rappresentativi della maggioranza degli operatori del settore. Tuttavia, la vicenda dimostra quanto sia importante mantenere alta l’attenzione, sia da parte delle autorità di controllo sia da parte dei consumatori.

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