• 28 Maggio 2024 16:53

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Finanziamenti alle pseudoscienze: il caso Toscana e l’omeopatia

Apr 17, 2024

Quando si tratta di politica sanitaria, si richiede che il legislatore e la pubblica amministrazione prestino la massima attenzione alle prove circa l’efficacia e la sicurezza di un trattamento, per le conseguenze che scelte sbagliate possono avere tanto sul benessere dei cittadini, quanto sulle loro tasche, se si finanziano pseudocure, pseudoscienze e trattamenti che attingono al pensiero magico oppure a visioni obsolete della medicina. La realtà, purtroppo, è ben diversa, e la cosa può provarsi in maniera lampante guardando negli stessi atti legislativi della pubblica amministrazione.

Consideriamo per esempio la regione Toscana, ed il supporto che da sempre, indipendentemente da chi la governa, l’amministrazione di quella regione fornisce ad una pseudoscienza quale l’omeopatia. Per continuare ad usare il denaro pubblico e per difendere la scelta da un punto di vista sanitario, amministratori e politici dichiarano: “noi seguiamo le evidenze scientifiche”. Dunque vediamole, queste cosiddette prove scientifiche dei vantaggi del trattamento omeopatico.

Consideriamo, per esempio, il decreto dirigenziale 19664 del 2021 con cui si è approvato il “Percorso diagnostico terapeutico e assistenziale” di “Medicina integrata per i malati oncologici”. Con questo decreto, la regione ha inteso inserire cose come l’omeopatia nelle prestazioni erogate ai pazienti oncologici, impegnando “le Aziende e gli Enti del SSR ad attenersi alle indicazioni ed applicarne i contenuti”.
Parte “integrante e sostanziale” di questo atto dell’amministrazione regionale è il documento allegato, prodotto da un apposito comitato tecnico scientifico, che dovrebbe contenere appunto anche quelle “prove scientifiche” di efficacia richiamate tante volte. Sulla base di tre articoli scientifici, a pagina 14 di questo documento si sostiene: “L’omeopatia ha evidenziato il miglioramento della qualità della vita in donne con tumore mammario o con diverse neoplasie (115-116). Lo studio di Frass ha dimostrato una qualità di vita significativamente più alta anche in pazienti con tumore del polmone (117).”

Ora, da tempo lo studio clinico di Frass, teoricamente un doppio cieco controllato, è stato demolito dalla comunità scientifica; soprattutto, come ha accertato l’Agenzia per l’Integrità nella Ricerca Austriaca in un suo apposito rapporto per il 2022 (caso 2021/10), “attraverso un’indagine molto elaborata ed esauriente, che comprendeva l’esame in loco dei documenti originali, la commissione è stata in grado di corroborare i sospetti di falsificazione, fabbricazione e manipolazione dei dati”. Non a caso, il lavoro di Frass è da tempo segnalato come inaffidabile anche dalla stessa rivista che l’ha pubblicato.
Per gli altri due articoli citati a supporto dell’omeopatia, sono due piccoli studi, il primo su soli 45 pazienti, ricco di bias, mentre il secondo, su 90 pazienti, si conclude affermando che l’effetto sulla qualità della vita dei pazienti “merita ulteriori indagini”. Guarda caso, l’autore principale è proprio quel Frass, che ha inteso “coronare” questi dati preliminari con il suo successivo studio manipolato. Peraltro, nelle stesse dieci righe del documento che contengono i riferimenti alla carta straccia omeopatica, troviamo decantate le virtù dell’astragalo, supportate da una pubblicazione del 2017 fatta proprio da ricercatori toscani; peccato che, guarda caso, anche questa sia stata ritrattata per evidenti problemi.

Ora, magari si produrrà un nuovo documento tecnico, per rimpiazzare questo evidentemente bacato con cui si è deciso di muovere soldi pubblici su pratiche discutibili e basandosi su articoli scientifici fraudolenti o comunque falsi; e così, per i due tre anni necessari in media a scoprire eventuali nuovi dati problematici, si potrà sostenere ancora che la regione Toscana “segue le evidenze scientifiche”. Basta saper scegliere esperti, comitati tecnici ed articoli, e qualunque agenda politica può trovar supporto.

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