• 15 Gennaio 2026 16:22

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Fiat, un limite alla velocità per abbassare i costi: la proposta che fa discutere

Gen 15, 2026

Arrivano come una voce fuori dal coro le ultime dichiarazioni rilasciate da Olivier François, amministratore delegato di Fiat, sulle auto di nuova generazione. Invece di ribadire la corsa sfrenata alle prestazioni e alla tecnologia, l’alto dirigente ha una proposta dirompente: limitare elettronicamente la velocità massima delle citycar a circa 117-118 km/h. Non serba sfiducia sulle capacità ingegneristiche del marchio, ma per garantirsi un futuro ritiene indispensabile abbassare i prezzi.

Il peso della tecnologia sulle “piccole”

Negli ultimi anni, le citycar hanno registrato una decisa impennata nei listini, al punto da rimettere in discussione il concetto stesso di “auto democratica”. François attribuisce gran parte del rincaro alle recenti leggi europee sulla sicurezza, che impongono l’installazione di sofisticati sistemi ausiliari alla guida pure su veicoli destinati quasi esclusivamente al contesto urbano:

“Fondamentalmente pensiamo che, con queste norme di sicurezza, la parte meno sostenibile risieda nelle citycar e nella guida urbana. Perché tutte queste auto sono piccole, democratiche ed economiche, acquistate dai giovani e così via per gli spostamenti quotidiani in città. E vengono guidate a velocità molto più basse. Faccio fatica a capire perché dobbiamo installare tutto questo hardware davvero molto costoso: sensori, telecamere, riconoscimento della segnaletica stradale. Trovo tutto questo abbastanza inadeguato, un po’ folle. Ha contribuito ad aumentare il prezzo medio di un’auto da città del 60% negli ultimi cinque o sei anni”

Una scelta di campo

I cosiddetti ADAS, obbligatori per legge, entrano in funzione a supporto del conducente in situazioni critiche, legate perlopiù alle alte velocità autostradali, e a questo punto scatta naturale una domanda: ha senso costringerne l’adozione su vetture quali la Panda o la 500, che passano buona parte della loro vita tra semafori e parcheggi? No, almeno per l’esponente principale del brand Fiat, secondo cui i modelli di pochi anni fa erano già abbastanza sicuri in relazione alla loro modalità d’uso effettiva:

“Non credo che le citycar del 2018 o del 2019 fossero estremamente pericolose. La nostra proposta era letteralmente quella di dire ‘facciamo un passo indietro rispetto al sovraccarico delle auto con hardware costoso’. Per questo motivo in Fiat potremmo prendere in considerazione l’idea di abbassare la velocità massima di alcune delle nostre auto”

La logica del limite legale

Produrre mezzi capaci di toccare i 160 km/h o più richiede componenti (freni, sospensioni, pneumatici e, appunto, sensori) sovradimensionati rispetto alle reali necessità legali e pratiche di una citycar. Da qui l’idea di fissare il limite a 118 km/h, in linea con le normative nel Vecchio Continente:

“Se si considera la velocità massima media legale in Europa, è di 118 km/h, quindi oltre i 118 km/h è spesso illegale andare. In più, la maggior parte dei radar, dei sistemi ADAS e di tutto il resto sono stati sviluppati per consentire alle auto di superare di gran lunga il limite di velocità. Limiterei volentieri le mie citycar, quelle più piccole, a quello che è oggi il limite massimo di velocità legale. È già una limitazione. C’è qualcosa di strano nel fatto che io debba sovradimensionare le mie auto per superare il limite di velocità legale”

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