• 26 Febbraio 2026 18:16

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FIA, nuovo accordo: anticipata la scadenza per la conformità delle power unit

Feb 26, 2026

Il panorama della Formula 1 è scosso da una nuova e profonda divergenza tra i motoristi riguardo ai parametri di compressione delle unità di potenza di nuova generazione. La FIA si è vista costretta a ratificare un accordo di emergenza per mitigare la superiorità strategica individuata dai tecnici della Mercedes alla vigilia del debutto iridato. Di conseguenza, il termine ultimo per la conformità regolamentare è stato bruscamente anticipato, traslando la scadenza dal 1° agosto al 1° giugno 2026.

L’enigma termico di Brackley: la gestione inerente la dilatazione del materiale che genera un vantaggio competitivo

L’epicentro della metamorfosi normativa del 2026 risiede nell’ottimizzazione del processo di combustione interna, soggetta a un tetto massimo invalicabile per il rapporto di compressione fissato a 16,0. Tuttavia, la scienza dei materiali pone una sfida complessa legata ai fenomeni di espansione termica. Durante le fasi di massimo stress operativo, con picchi termici che gravitano attorno ai 130°C, le componenti metalliche del motore subiscono dilatazioni microscopiche ma determinanti.

Tali variazioni strutturali determinano solitamente una flessione naturale del rapporto di compressione, che tende a stabilizzarsi su valori prossimi al 15,2/15,3. In questo ambito di tolleranze infinitesimali, il reparto High Performance Powertrains di Brixworth ha interpretato le lacune normative con una perizia ingegneristica che ha destato preoccupazione nell’intero paddock. Secondo le ultime informazioni, Mercedes ha concepito un’unità termica d’eccellenza.

Tale propulsore sarebbe capace di preservare un valore di compressione superiore a 16,1 anche al raggiungimento del regime termico d’esercizio. Questo scostamento, sebbene numericamente esiguo, garantisce una combustione radicalmente più performante sotto il vincolo del flusso energetico di 3.000 MJ/h. Il risultato tangibile è un’erogazione di potenza superiore ai competitor, proprio nel momento in cui la rotazione del motore supera la soglia critica dei 10.500 giri al minuto.

L’intervento della FIA: una strategia regolamentare in due fasi

La reazione degli avversari ha innescato una severa disputa diplomatica in seno alla F1 Commission. La linea d’azione della FIA prevedeva di blindare il codice tecnico entro agosto, introducendo un protocollo di verifica duale: un preciso controllo preliminare a temperatura ambiente e una successiva misurazione a propulsore stabilizzato a livello termico. Una scelta che ovviamente aveva lasciato piuttosto interdetti il resto dei motoristi che partecipano al mondiale 2026.

Nonostante Toto Wolff avesse mostrato una sorprendente predisposizione al dialogo su tale revisione, ne abbiamo avuto prova direttamente nei pre season test in Bahrain, nelle varie conferenze stampa, il blocco costituito da Ferrari, Honda, Audi e Red Bull Powertrains ha manifestato forti perplessità, temendo che la duplice verifica potesse ancora garantire un margine di manovra alla Stella d’Argento. E proprio per questo a Sakhir è andato in onda un’ulteriore riunione tra le parti.

Il nuovo trattato, prossimo alla convalida definitiva a giorni, andrà a stabilire una tabella di marcia decisamente più serrata. L’anticipo della scadenza tecnica al 1° giugno 2026 costringe i vari reparti motoristici a una frenetica rincorsa per la delibera definitiva dei propulsori. In questo caso, il nuovo protocollo operativo sarà strutturato su due stadi distinto: Per l’anno del debutto sarà mantenuto il doppio monitoraggio (freddo/caldo), sperando che possa bastare e non concedere vantaggio troppo grandi.

Mentre a decorrere dalla stagione mondiale di Formula 1 2027, la misurazione del rapporto di compressione sarà effettuata esclusivamente in condizioni di calore estremo. Questa manovra punta a vanificare lo stratagemma della dilatazione selettiva dei materiali, obbligando la scuderia di Brackley a riallinearsi agli standard prestazionali della concorrenza nel medio periodo, pur lasciando un’alea di incertezza per le prove inaugurali del nuovo corso.

Ne avevamo parlato due settimane fa e, in effetti, prendendosi il tempo per studiare al meglio l caso Mercedes, la Federazione Internazionale ha deciso di intervenire facendo fede alle proprie parole. Resta da capire se, nelle prime gare del campionato, le altre scuderie si accontenteranno di questo compromesso che, se da una parte cerca di andare incontro agli altri motoristi, di fatto concede ancora un possibile vantaggio alla scuderia tedesca per almeno 10 Gran Premi. Qualcosa che non dovrebbe succedere.

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