• 20 Marzo 2026 9:15

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Ferrari Luce, polemiche sul nome: Mazda potrebbe “vietarlo”?

Mar 20, 2026

Il Cavallino Rampante è pronto a correre nel silenzio dell’elettrico, ma il suo primo passo verso questa nuova era ha generato un rumore inaspettato tra le aule dei tribunali e i database dei brevetti. La Ferrari Luce, la prima attesissima supercar a batteria di Maranello, si trova infatti al centro di un acceso scontro diplomatico con Mazda, che potrebbe porre il veto sull’utilizzo del nome. Il motivo risiede in un passato glorioso che la Casa giapponese non sembra intenzionata a dimenticare: il termine “Luce” è stato infatti il biglietto da visita di una delle vetture storiche di Hiroshima per quasi tre decenni.

La questione è entrata nel vivo

La questione è emersa poco dopo che Ferrari ha depositato ufficialmente il nome il 9 febbraio 2026. Appena un mese dopo, il 4 marzo, Mazda ha risposto registrando nuovamente il marchio “Luce” in Giappone. Questa mossa ha sollevato dubbi sulla possibilità che Maranello possa utilizzare liberamente la denominazione a livello globale, portando alcuni osservatori a ipotizzare una contestazione formale o uno stop forzato in determinati mercati, come quello nipponico.

Entrando nel dettaglio, la Mazda Luce non è un nome qualunque nella storia dell’auto. Debuttò nel 1966 con una berlina elegante disegnata dal maestro Giorgetto Giugiaro e rimase in produzione fino al 1991. Fu un modello versatile e tecnologicamente avanzato per l’epoca, declinato in varianti station wagon e in una raffinatissima versione coupé equipaggiata con il celebre motore rotativo Wankel. Conosciuta all’estero con la sigla 929, la Luce rappresenta per Mazda un pezzo fondamentale della propria identità, tanto che nel 2017 il brand ha celebrato la propria tradizione citando esplicitamente la Luce Rotary Coupé del 1969 come ispirazione per la sua Vision Coupe.

Una promessa di futuro

Dall’altra parte della barricata troviamo la Ferrari Luce, un veicolo che promette di rompere con ogni schema precedente. Si tratta di un crossover super sportivo che eredita le proporzioni muscolose della Purosangue, ma le reinterpreta con un linguaggio stilistico di pura rottura. La vera perla tecnologica risiede negli interni, nati dalla collaborazione con LoveFrom, lo studio creativo di Jony Ive. L’ex designer Apple ha infuso nell’abitacolo lo stile minimalista e iconico che ha reso celebri iPhone e iPad, trasformando la plancia in un’esperienza digitale senza precedenti per il Cavallino.

Nonostante le tensioni, da Maranello filtra una posizione di assoluta tranquillità. La difesa legale di Ferrari poggia su una strategia precisa: l’azienda non ha registrato il termine generico “Luce”, bensì il “marchio composto” Ferrari Luce. Questa distinzione univoca, già utilizzata con successo per modelli come la Ferrari California, dovrebbe garantire l’immunità da conflitti internazionali. Inoltre, fonti vicine al costruttore sostengono che le ricerche preventive abbiano confermato che i diritti di Mazda sul nome fossero ormai scaduti al momento della richiesta italiana. Secondo Ferrari, Mazda avrebbe agito solo per calcolo o scrupolo tardivo dopo l’annuncio ufficiale di Maranello.

Sovente capita nel mondo automotive

Questo tipo di contesa non è nuovo. La storia dell’auto ricorda la Fiat, costretta da Renault a rinunciare al nome Gingo (perché troppo simile a Twingo) in favore di Panda nel 2003, o la Porsche 911, che dovette abbandonare la sigla 901 su richiesta di Peugeot. Curiosamente, la stessa Peugeot si dimostrò più tollerante con Ferrari, permettendole di usare le sigle 208 e 308 grazie a una storica stima reciproca.

Al momento, Ferrari dichiara ufficialmente di essere la titolare del marchio a livello globale e il lancio del modello procede senza intoppi. Resta da vedere se Mazda accetterà che il proprio storico nome illumini il futuro elettrico della sua rivale italiana o se la battaglia legale sia solo all’inizio.

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