• 24 Febbraio 2026 19:07

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Ferrari all’avanguardia: la nuova ala posteriore genera benefici tangibili

Feb 24, 2026

Durante la seconda settimana di test in Bahrain, la Ferrari ha testato una soluzione tecnica che ha fatto molto discutere all’interno del paddock: un’ala posteriore che abbiamo visto per sole cinque tornate. Al centro della discussione ci sono i due flap aggiuntivi, quelli mobili secondo il regolamento tecnico per l’aerodinamica attiva: straight line mode. Di norma i foil ruotano rispetto al bordo d’uscita di una certa misura, mentre nella versione italiana l’escursione supera in maniera abbondante i 200° riducendo maggiormente il drag nel momento in cui si attiva la “modalità rettilineo”.

L’interpretazione brillante della Ferrari sull’ala posteriore

L’ala mobile posteriore delle altre vetture è disegnata per ruotare i flap di una quantità più contenuta. Tutti i team provano a minimizzare l’area frontale, per cui ci cerca di allineare il bordo d’ingresso a quello d’uscita. C’è anche chi ha fatto qualcosa di più particolare, come ad esempio l’Alpine, che fa ruotare i flap rispetto al bordo d’ingresso. Tuttavia è la Ferrari che ha scelto una strada molto diversa e di fatto assolutamente inedita.

La rotazione avviene sempre rispetto al bordo d’uscita, ma i flap si muovo in uno spazio compreso tra i 180° e i 270°. Parliamo di un giro molto più accentuato che capovolge completamente il plane: il ventre dei due flap è orientato verso il basso e crea risvolti super interessanti. Incrementare la rotazione rende il sistema più lento di qualche istante nell’arrivare alla posizione definitiva e questo potrebbe aiutare a ridurre ulteriormente la resistenza all’avanzamento.

La posizione di questi flap è definita da alcuni box regolamentari della FIA, mentre l’angolo di rotazione non viene normato dalla Federazione Internazionale. Viene da chiedersi se questa configurazione produca anche alcuni punti di “lift”, ovvero di portanza. In altre parole, potrebbe pure creare una certa spinta verso l’alto. Ma il punto è questo: ruotando l’ala, il bordo d’uscita originario diventa quello d’ingresso nella configurazione da rettilineo.

Pertanto l’ala si trova a lavorare al contrario. Non è progettata per questo e fisicamente non produce lift nel modo classico. Potrebbe anche generare una sovrappressione sul ventre dell’ala, quando capovolto, ma con ogni probabilità pure questo non è l’intento della Rossa. Creando una forza verso l’alto, si ridurrebbe la forza che agisce verticalmente sull’asse posteriore. Per agire sul drag serverebbe quindi intervenire sulla forza orizzontale che si oppone alla vettura.

Ferrari, l’ala posteriore ruota sino a 270°: i vantaggi relativi alla resistenza

Presupponendo che la forza che spinge verso l’alto sia effettivamente significativa nell’equilibrio complessivo delle forze in gioco, si tende a fare l’esatto contrario: si cerca di comprimere ulteriormente il posteriore in modo che si abbassi e l’area frontale complessiva della vettura diminuisca. In definitiva, una prima analisi suggerisce che l’ala, nella configurazione rovesciata, non produca affatto portanza ma al contrario riduca il drag in modo più efficace rispetto alla configurazione standard.

Il motivo sta nella direzione che questo elemento impone alla massa fluida in uscita. Ci vogliono sono volute molte ore di sviluppo per mettere a punto questa soluzione, che tramite l’ala ottiene un flusso in uscita che porta con se una componente maggiore verso il basso. Quest’operazione va a “spezzare” il lavoro di estrazione del fondo, che quindi si scarica in una certa percentuale. Ridurre il lavoro del fondo significa ridurre il drag in maniera efficiente contenendo la resistenza indotta.

È chiaro che parliamo di una soluzione molto complessa che lavora con tutta l’aerodinamica dell’auto. Un qualcosa che sottolinea fortemente la voglia del team modenese di non lasciare nulla al caso e spingere sino al limite del regolamento. Un po’ quello che succede con il nuovo diffusore Ferrari, dove sfruttando le norme della FIA  muovendo l’asse posteriore è stato allungato il passo. Grazie a questa idea il team può gestire i gas di scarico per modificare la deportanza dell’ala posteriore.

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