• 12 Gennaio 2026 16:21

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Ferrari, all’asta la monoposto di Michael Schumacher: cifre da capogiro

Gen 12, 2026

Il 28 gennaio un pezzo di storia della Formula 1 troverà un nuovo proprietario. A Parigi, nell’asta organizzata da RM Sotheby’s, verrà battuta la Ferrari F310 B, telaio numero 179, per una cifra stimata tra i 5,5 e i 7,5 milioni di euro. Un appuntamento imperdibile sul fronte collezionistico, perché la monoposto in questione si colloca esattamente a metà tra l’era analogica delle corse e la gloriosa avanzata di Maranello, così tanto celebrata anche oggi per la supremazia tecnica e le imprese compiute tra i cordoli da leggende del calibro di Michael Schumacher.

All’asta RM Sotheby’s

Sotto la regia di Jean Todt, la logica spietata dei neoarrivati Ross Brawn e Rory Byrne aveva come unico scopo quello di polverizzare le rivali: l’ultima creatura figlia dell’istinto puro di John Barnard permise di non deludere le attese. Era il 1997, il marchio compiva 50 anni e la Scuderia diede il via a un dominio decennale. Si affidò a una carrozzeria in carbonio più pulita e meno rudimentale della versione precedente, sotto la quale ruggiva il V10 Tipo 046/2 da 3 litri, con un angolo di 75 gradi, capace di scaricare a terra 730 CV.

All’epoca pochissime F310 B videro la luce, solo due con il telaio 179, affinata per essere più agile e ospitare un serbatoio maggiorato, imprescindibile nelle strategie di gara del periodo. Il debutto in scena avvenne in un circuito che non ha bisogno di presentazioni: a Spa-Francorchamps, Michael Schumacher la usò nelle prime fasi, ma quando la pioggia trasformò il GP del Belgio in una lotteria memorabile – la prima gara della storia partita dietro la safety car – preferì accantonarla per un assetto da bagnato estremo. Il telaio 179 finì dritta ai box prima, nelle mani di Eddie Irvine poi. A Monza, il pilota irlandese la portò all’ottavo posto, in Austria un contatto con la Benetton di Alesi fece scorrere su di lei i titoli di coda nella F1.

Certificazione Ferrari Classiche

Abbandonato il dorato mondo delle corse nel 1999, la 179 ha scoperto una seconda giovinezza, entrando nella collezione privata di facoltosi proprietari tedeschi e americani. Dopodiché, apparsa a Goodwood nel 2019, il sigillo su questo pedigree è arrivato tramite la certificazione Ferrari Classiche, con cui è stata messa nero su bianco l’autenticità totale della vettura: motore, cambio e telaio sono quelli di primo equipaggiamento. Nonostante le sollecitazioni dei Gran Premi regge il colpo e il programma F1 Clienti le consente di scendere in pista pure nei giorni nostri, restituendo al pilota feedback onesti. Mentre i valori delle monoposto iridate degli anni Duemila sono un continuo sfoggio di componenti elettroniche di ultimo grido, la 179 chiede rispetto a ogni cambiata del cambio trasversale a 7 marce per sfruttare fino in fondo i suoi 730 CV.

Nell’asta di Parigi qualcuno si assicurerà un frammento di storia, gli altri resteranno ad ammirare un’opera ambiziosa riconducibile al mito di Michael Schumacher. La F310 B telaio 179 è l’ultimo ponte verso una Formula 1 ormai passata, un’era in cui i driver ai nastri di partenza ascoltavano più il cuore che la ragione. E anche per questo le gare sapevano emozionare come nessun’altra competizione al mondo.

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