Come avere un tesoro raro e rovinarlo. Procurarsi una Ferrari è già di per sé complicato, figurarsi se il modello in questione è LaFerrari, considerata una sorta di “sacro Graal” da collezionisti e investitori con i suoi 499 esemplari prodotti. I sostenitori della Casa di Maranello farebbero follie pur di vederne una da vicino e, conto in banca permettendo, metterne una in garage. Eppure, nel mondo del collezionismo capita di imbattersi in assurdi casi di incuria: le immagini che ritraggono un esemplare mozzafiato lasciato sotto il sole (e la pioggia) delle Filippine sembrano non trovare spiegazione.
L’acquisto all’asta e il sequestro
Il bolide vittima della trascuratezza ha tutto per emozionare: come restare impassibili davanti alla livrea Rosso Corsa con tetto nero a contrasto? Come non notare la cascata di dettagli in fibra di carbonio a vista e il rivestimento in pregiata pelle marrone chiaro con cuciture rosse dell’abitacolo?
La spettacolare configurazione è passata di mano per l’ultima volta durante un’asta a Riyadh, in Arabia Saudita, nel 2019. Da quel momento in poi la LaFerrari pareva essere svanita nel nulla, fino all’intervento delle autorità doganali filippine, che hanno sequestrato la LaFerrari a Manila, nell’ambito di un’operazione contro le importazioni legali. Senza la prova del pagamento delle tasse d’importazione entro i termini previsti, lo Stato ha preso il controllo del mezzo, lasciandolo in un limbo burocratico in attesa di un’eventuale asta giudiziaria.
Gli effetti del clima tropicale sull’hypercar
Invece di essere custodita in un hangar climatizzato, questa hypercar da oltre 2 milioni di euro è rimasta parcheggiata all’aperto per oltre un anno in un piazzale della dogana. Manila, con il suo clima tropicale, rappresenta l’antitesi di un ambiente di conservazione idoneo. L’escursione termica costante, l’umidità asfissiante e le piogge torrenziali stanno mettendo a dura prova la resistenza dei materiali, in un lento processo di degradazione.
L’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti e l’umidità rischiano di compromettere in modo definitivo un capolavoro di design e ingegneria meccanica. Non meno importante, la pelle marrone dei sedili potrebbe marcire o riempirsi di muffa, compromettendo irrimediabilmente il comfort originale.
Ma il vero dramma si nasconde sotto la pelle di carbonio. Parliamo di una macchina che è un concentrato di tecnologia estrema, dove il sistema ibrido HY-KERS non va d’accordo con l’ossidazione: basta un po’ di umidità nel posto sbagliato per mandare in fumo centraline e cablaggi con danni da capogiro. Nemmeno la meccanica resta a guardare, perché componenti nobili come i dischi carboceramici o i vari fluidi tecnici non sono fatti per restare immobili al freddo e al gelo (o peggio, sotto il diluvio tropicale) senza le dovute precauzioni, quel che si dice un’agonia tecnica, che nessun appassionato vorrebbe mai vedere
Più il tempo scorre, più si profila una perdita finanziaria colossale. Se venisse rimessa all’asta, il fortunato (o coraggioso, dipende dalla prospettiva) acquirente dovrebbe affrontare un progetto di restauro a dir poco complesso. Speriamo che la burocrazia faccia il suo corso il più presto possibile, altrimenti del Rosso Corsa potrebbe rimanere solo un pallido ricordo sbiadito dal sole.