La disinformazione è sicuramente uno dei problemi più grandi che affliggono Internet, ma anche uno dei più inevitabili in un mondo dove vige la libertà di espressione e dove chiunque può scrivere quello che vuole: la vera censura la fa la comunità stessa, che grazie alle proprie opinioni e ai commenti si esprime sulla veridicità o meno di una notizia. Tuttavia le recenti accuse mosse al social network #facebook, di avere costruito un terreno favorevole alla proliferazione della disinformazione, tanto da arrivare a dichiarare che in periodo elettorale certe fonti di notizie non verificate erano più condivise sul social network di quelle ufficiali (andando quindi a condizionare il voto dei cittadini) non hanno lasciato Mark Zuckerberg impreparato, che ha deciso pertanto di esprimersi sulla questione.

Facebook e il suo impegno contro la disinformazione

In un post sulla sua pagina personale Mark Zuckerberg ha espresso alcune delle sue idee per arginare il fenomeno della massiva diffusione di bufale sul social network, mediante una serie di accorgimenti tecnici che, si spera, avranno il loro successo. Innanzitutto verranno migliorati i sistemi automatici di rilevazione di possibili contenuti non veritieri, mentre sarà resa ancora più semplice la possibilità per gli utenti di segnalare qualsiasi contenuto bufala allo staff. Infine anche il servizio Facebook Ads sarà oggetto di migliorie, in modo che i siti web che promuovono notizie false non possano più essere pubblicizzati nel social network.

Facebook e Google per migliorare le news

Facebook, con la sua decisione, ha anche dato un via a #google, in quanto le critiche rivolte al social network si sono inevitabilmente estese a tutto il mondo di internet, mettendo di fatto tutti i grandi colossi americani responsabili della diffusione di informazioni, di fronte alla necessità di esprimersi sulla vicenda bufale. Pertanto non ci si può sorprendere se anche Google ha deciso di controbattere alle critiche, in questo caso con un accorgimento tecnico specifico: nei risultati di ricerca la scritta “In The #news” verrà infatti sostituita con “Top Stories”, in modo che le eventuali notizie false che dovessero apparire, non vengano automaticamente classificate come “news” (alla stregua di una fonte di informazione ufficiale verificata), ma semplicemente come storie che hanno acquisito una loro popolarità, indipendentemente dalla loro veridicità.