• 9 Febbraio 2025 0:02

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Fabrizio e Gabriele, morti lanciandosi con il paracadute al Campovolo di Reggio Emilia

Giu 19, 2022

AGI – Erano due paracadutisti esperti Fabrizio Del Giudice e Gabriele Grossi, di 54 e 35 anni, il primo di Torino, il secondo della provincia di Lucca, i due paracadutisti morti durante un lancio al Campovolo di Reggio Emilia. Le vele dei loro paracaduti si sono avvitate mentre cercavano di fare una coreografia in volo, facendoli precipitare.

Dalle prime ricostruzioni della polizia, il più giovane potrebbe essersi avvicinato troppo al più anziano, causando l’incidente. Inutili i lunghi tentativi di rianimazione sul campo operati dai soccorsi presenti sul posto con il defibrillatore.

La gara era stata organizzata dalla società Body Fly University e anche una delle due vittime, Del Giudice, aveva partecipato all’organizzazione dell’evento. In un post su Fb, la BFU annuncia “con ‘grandissimo dispiacere’ l’incidente, avvenuto alle 10.15 di sabato mattina, in occasione di un tentativo di record organizzato dall’Aeroclub di Pisa, con 32 paracadutisti e due videoman, nella fase finale dell’atterraggio, a 50 metri dal suolo”.

“Due espertissimi paracadutisti – si legge ancora nel post – con migliaia di lanci all’attivo ed entrambi istruttori, venivano in collisione. La quota estremamente bassa e la violenza dell’impatto precludevano ogni tentativo di risolvere l’avvitamento delle due vele e i due precipitavano al suolo”.

Il lancio dalla Lanterna di Genova

Intanto è caccia ai tre base jumper che si sono lanciati col paracadute da uno dei fari più antichi d’Europa, la Lanterna di Genova, tra lo stupore dei turisti con i quali avevano raggiunto la sommità del monumento.

I tre, un due uomini e una donna, si sono lanciati da 77 metri. Il fenomeno è abbastanza diffuso nel mondo e coinvolge gruppi di esperti paracadutisti che tentano imprese impossibili e illegali, con salti nel vuoto da record. A voler far luce su questo salto è però ora la Procura di Genova, che ha aperto un’inchiesta: la Lanterna è infatti in area portuale, considerata obiettivo sensibile nei documenti dell’antiterrorismo.

Tra i reati ipotizzati: attentato alla sicurezza dei trasporti, violazione dello spazio aereo e ingresso illegale in porto. Il blitz è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza: i tre sono poi fuggiti a bordo di un furgoncino. 

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