AGI – Una zecca clandestina in grado di riprodurre monete da due euro, cinque cittadini cinesi sottoposti a fermo a Prato. Nel corso della mattinata, nel contesto di un’articolata attività investigativa, è stata data esecuzione a un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, predisposto nei confronti di un presunto consorzio di natura transnazionale, costituito da soggetti cinesi radicati nell’area pratese, tutti ritenuti coinvolti, a vario titolo, in una strutturata attività di falsificazione, distribuzione e smercio di ingenti quantitativi di monete da due euro.
Il livello della contraffazione, secondo quanto reso noto da procura e comandante provinciale dei carabinieri di Prato, è di straordinario livello, in quanto idoneo a superare i più sofisticati dispositivi elettronici di controllo.
L’indagine e il meccanismo della frode
I provvedimenti cautelari d’urgenza sono scattati nella notte tra venerdì e sabato a causa del concreto pericolo di fuga degli indagati verso l’estero. Tra i cinque fermati, ora associati alla casa circondariale di Prato, figurano il vertice dell’organizzazione (47 anni) e due complici (37 e 51 anni). A loro carico l’accusa di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalita’, finalizzata alla produzione e al traffico di monete false. Gli altri due soggetti fermati operavano invece come intermediari per la rete di distribuzione.
La zecca clandestina
Le indagini, avviate a novembre 2025 e condotte dai Carabinieri di Prato con il supporto del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma e della Legione Toscana, hanno svelato l’esistenza di due centri di produzione clandestini: un’officina metallurgica nell’area rurale di Quarrata (Pistoia) e una struttura in via Paoli a Prato.
La filiera industriale delle monete false
Il sodalizio criminale gestiva l’intera filiera industriale, a partire dall’importazione dalla Repubblica Popolare Cinese di oltre una tonnellata di semilavorati (“ring ed inner”, ovvero anelli e piattelli dorati), fatti transitare da hub di sdoganamento in Germania e Belgio.
Il sequestro e i dettagli tecnici della contraffazione
L’inchiesta si è sviluppata a seguito di tredici distinti sequestri che hanno portato al recupero di quasi 20.000 monete false, sistematicamente introdotte nei cambia-monete delle sale slot e video-lottery della provincia di Prato per ottenere in cambio banconote genuine.
Le tecniche dei falsari
Gli accertamenti tecnici del Centro Nazionale di Analisi delle Monete (“Coin National Analysis Center”) della Zecca di Stato hanno classificato i pezzi all’interno di una nuova e insidiosa classe di contraffazione. I falsari erano infatti capaci di replicare fedelmente il peso, le dimensioni e il magnetismo perfettamente baricentrico delle monete originali, riproducendo sia le facce nazionali di sette Paesi dell’Eurozona (Italia, Francia, Germania, Slovenia, Grecia, Belgio, Lussemburgo), sia diverse edizioni commemorative.
Le cooperazioni internazionali
La diffusione del fenomeno ha attivato i protocolli di sicurezza della Banca Centrale Europea. All’operazione hanno preso parte anche Europol e i tecnici della Zecca di Stato, mentre sono già state avviate le cooperazioni internazionali con la Repubblica Popolare Cinese e gli altri Stati europei coinvolti per ricostruire la rete completa dei contatti dell’organizzazione.