• 10 Febbraio 2026 12:16

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F1, McLaren svela la MCL40: sarà la macchina da battere del 2026

Feb 10, 2026

C’è qualcosa di profondamente simbolico nel presentare una vettura da Mondiale nel deserto del Bahrain, seconda casa della McLaren e crocevia della F1 moderna. È da lì che il McLaren Mastercard F1 Team ha svelato la livrea della MCL40, la monoposto che affronterà il campionato 2026, primo vero banco di prova di un regolamento tecnico che promette di riscrivere gerarchie, equilibri e filosofie progettuali. In studio, trasmesso in diretta mondiale, c’era tutto lo stato maggiore del team: Zak Brown e Andrea Stella, i piloti Lando Norris e Oscar Piastri, il chief designer Rob Marshall e il marketing chief Lou McEwen. Una passerella studiata, certo, ma soprattutto la celebrazione di una squadra che arriva alla nuova stagione con il peso e l’orgoglio di chi ha appena vinto tutto: Mondiale Piloti e Costruttori 2025.

La livrea dei campioni

Come da tradizione McLaren, quando si vince non si cambia. La livrea 2026 prosegue il filo dorato del successo. Papaya dominante, antracite profondo a scolpire le superfici aerodinamiche e sottili venature a impreziosire il tutto.
Dal punto di vista puramente visivo, infatti, la MCL40 non stravolge la filosofia cromatica che ha accompagnato il recente ciclo vincente, ma introduce alcune variazioni mirate. Nella parte anteriore, papaya e nero carbonio continuano a dominare la scocca, anche se l’arancione appare più esteso rispetto agli ultimi anni, soprattutto nella parte della monoposto, dove muso e fiancate risultano maggiormente avvolti dal colore simbolo del team.

Nella parte posteriore spicca invece una striscia diagonale che interrompe la continuità del papaya sul cofano motore, creando un contrasto grafico deciso e moderno. Il nero resta comunque protagonista nelle aree più funzionali, a partire dal grande airbox superiore incaricato di raffreddare le componenti collocate sopra la power unit. Una scelta che non è solo estetica, ma che sottolinea le superfici tecniche e le zone lasciate volutamente a vista per motivi di peso e dissipazione termica. Una combinazione che guarda al futuro senza rinnegare il passato, capace di fondere aggressività tecnica e identità storica.

Lo stesso linguaggio cromatico si ritrova anche sulle tute dei piloti. Norris e Piastri vestiranno una versione quasi totalmente papaya, con ritorni scuri e numeri l’1 e l’81 messi in risalto nei colori del team.

Zak Brown: “Creatività e aerodinamica devono convivere”

Siamo lieti di presentare la livrea  2026 dalla nostra seconda casa“, ha commentato Zak Brown. “Manteniamo la tradizione di portare avanti i colori delle stagioni vincenti, ma abbiamo anche spinto sull’esplorazione creativa, bilanciando l’impatto visivo con le esigenze aerodinamiche. Penso che sia molto presto e molto rischioso giudicare lo shakedown di Barcellona, ci sentiamo come se fossimo competitivi. Abbiamo bisogno di altri giorni per capire davvero come queste auto correranno“.

Il CEO americano ha ringraziato partner, azionisti e tifosi: “Tutto ciò è possibile grazie a chi ci sostiene e alle persone del team che hanno lavorato instancabilmente per portarci fino a qui“. Degno di menzione, anche il selfie finale di Brown con tutti i partecipanti alla presentazione, condiviso nei canali social ufficiali di McLaren.

Una rivoluzione tecnica senza precedenti

Dietro la vernice scintillante, però, si nasconde una delle trasformazioni più radicali mai viste in F1. La MCL40 non è una semplice evoluzione, è un progetto concepito quasi da zero. “Il 2026 segna una nuova sfida”, aveva già ribadito Andrea Stella. “Telaio, power unit e pneumatici sono cambiati contemporaneamente. Negli ultimi venti mesi abbiamo affrontato il più grande progetto di vettura nuova che io ricordi“.

Il nuovo regolamento punta dritto verso l’elettrico, la potenza sarà divisa al 50% tra motore termico ed energia recuperata. Resta il V6 turbo da 1,6 litri, ma l’MGU-K diventa protagonista assoluta, triplicando la capacità di rigenerazione. Scompare invece l’MGU-H, costringendo progettisti e motoristi a reinventare layout e strategie di raffreddamento. Nonostante i titoli iridati del 2025, a Woking nessuno si illude. “Siamo uno dei tanti team che possono lottare per il titolo. Ripartiamo tutti da zero“, ha spiegato Stella, “Entriamo come sfidanti indipendenti contro cinque grandi costruttori. I risultati passati non contano più“.

Norris e Piastri: fame di vittorie nella nuova era

Lando Norris ha parlato con l’emozione di chi ha appena conquistato il mondo: “Vincere il campionato con la squadra con cui sono cresciuto è stato incredibile. Correre ancora in papaya è speciale. Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno giocato un ruolo nella progettazione e costruzione di questa vettura. Sono pronto a tornare in pista e a spingere più forte che mai“. Dalla sua, oltre il mondiale appena conquistato, ci sono 11 GP vinti, 44 podi, 152 gare disputate e 1430 punti ottenuti. Oscar Piastri, altrettanto determinato, ha aggiunto: “Abbiamo imparato molto nel 2025. Arrivo a questo 2026 con grande positività, mi sento più forte che mai e non vedo l’ora di scoprire cosa possiamo ottenere“.

I primi chilometri: Barcellona e Bahrain

La MCL40 ha già completato lo shakedown pre-stagionale a Barcellona e tornerà in pista il 10 febbraio per il filming day, prima dei test ufficiali in Bahrain dall’11 febbraio. Saranno le prime vere risposte in una stagione che promette equilibrio estremo: “Non sappiamo chi sarà davanti in Australia“, ammettono in McLaren, “ma abbiamo un’idea generale di ciò che aspettarci dalle nuove vetture“.

McLaren all’attacco del futuro

Il segnale lanciato dalla presentazione è inequivocabile, difendere i titoli non basta. La squadra vuole restare al vertice anche nel caos creativo del nuovo ciclo regolamentare. Rischi tecnici sì, improvvisazione no. Dopo il trionfo 2025 è scattato un reset culturale totale, perché in F1 l’inerzia è un lusso che nessuno può permettersi.

Il papaya non vuole scolorire

Sotto le luci del Bahrain, tra sponsor globali e dirigenti in prima fila, la MCL40 si è mostrata come sintesi perfetta tra tradizione e rivoluzione, un ponte lanciato tra la memoria gloriosa di Woking, seconda solo alla Ferrari per numero di partecipazioni in F1, e un futuro tutto da scrivere. Stessi colori da campioni, ma un’anima completamente nuova, scolpita da regolamenti inediti, scelte coraggiose e da una filosofia tecnica che non ammette compromessi.

Il Mondiale 2026 non è ancora cominciato, ma la McLaren ha già mandato un messaggio forte e chiarissimo alla concorrenza: la squadra che ha conquistato il mondo non intende farsi da parte, né vivere di rendita. Il papaya non ha alcuna intenzione di sbiadire. Anzi, sotto il sole del deserto e nei riflessi dei nuovi fari luminosi della F1, promette di brillare più che mai.

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