Il GP Singapore si correrà in notturna, ma sotto i riflettori di Marina Bay potrebbero essere le mescole Pirelli a prendersi la scena. La F1 sta diventando sempre più un esercizio di pazienza, anche perché in certi circuiti il caldo rimane lì, l’asfalto cambia sotto le monoposto, le barriere sembrano stringersi giro dopo giro e il pilota deve continuare a fidarsi di quattro superfici di contatto larghe pochi centimetri. Quella del prossimo weekend sarà una gara nella quale spesso non vince chi osa di più, ma chi capisce prima degli altri quando è il momento di farlo.
Pirelli arriva al GP di Singapore con una scelta che sulla carta non racconta nulla di sorprendente: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft, esattamente come dodici mesi fa. Ma proprio qui comincia la parte interessante, perché le gomme, nel frattempo, hanno raccontato una storia diversa.
La rivincita della C5
La C5, la mescola più morbida, è stata protagonista negli appuntamenti di Budapest, Monza e Baku mostrando una caratteristica che potrebbe diventare particolarmente intrigante anche a Singapore. Un buon ritmo senza un degrado tale da trasformare il vantaggio iniziale in un problema pochi giri dopo. Tradotto, quella gomma rossa che normalmente si guarda pensando soprattutto alla qualifica potrebbe avere qualcosa da dire anche quando il semaforo sarà già spento. Non è una rivoluzione ma una concreta possibilità.
Marina Bay resta un circuito cittadino, con le barriere vicinissime e poche occasioni per passare. Il giro misura 4,940 chilometri e contiene 19 curve, ma il dato più interessante non è forse il numero. È il modo in cui quelle curve chiedono continuamente qualcosa alle gomme posteriori tra frenate, ripartenze e trazione. Una sequenza che non concede molti momenti per respirare.
L’incantesimo della notte
Le temperature dell’asfalto dovrebbero oscillare tra i 30 e i 35 gradi, condizioni nelle quali le gomme non dovrebbero soffrire particolarmente il surriscaldamento. Lo stress meccanico non è considerato estremo e nemmeno usura e graining sembrano destinati a diventare i protagonisti principali. Sembra quasi una buona notizia per tutti, invece è proprio quando le gomme non gridano che cominciano i dubbi.
La pista di Singapore tende infatti a evolvere molto nel corso del weekend. Ogni passaggio delle monoposto cambia qualcosa. L’aderenza cresce, il comportamento delle vetture si trasforma e il margine tra una scelta prudente e una scelta geniale può diventare sottilissimo. A complicare il quadro ci sono le precipitazioni intermittenti tipiche del clima equatoriale: basta poco per restituire ai tecnici una pista completamente diversa da quella lasciata poche ore prima.
La strategia
La strategia più naturale per i team F1 rimane quella a una sola sosta. Il pit-stop a Singapore costa, le neutralizzazioni sono tutt’altro che rare e inventarsi una gara diversa dagli altri può essere un rischio enorme. Ma il 2025 ha lasciato un dettaglio interessante, la pioggia caduta nel pomeriggio aveva lasciato la pista umida e la Hard era stata sostanzialmente esclusa dalla partenza. Ben 14 piloti avevano scelto la Medium, gli altri la Soft, poi, nel secondo stint, quasi tutti avevano puntato sulla C3. Una gara apparentemente destinata a seguire un copione abbastanza leggibile.
Questa volta, però, il copione potrebbe essere riscritto dalla gomma rossa. Le vetture di ultima generazione sembrano infatti riuscire a sfruttare meglio le mescole più morbide. Migliore gestione delle temperature, carico aerodinamico e caratteristiche delle mescole attuali permettono di chiedere alla C5 qualcosa in più rispetto al passato. Singapore potrebbe essere il posto perfetto per scoprirlo.
L’ultima Sprint
Il GP Singapore prevede il ritorno della gara Sprint. L’ultima del Mondiale 2026 da affrontare in un weekend dove ogni sessione pesa, ogni giro diventa informazione e ogni set di gomme può assumere un valore diverso. Forse la vera domanda non sarà quale mescola durerà di più ma sarà un’altra: quanto a lungo potrà essere spinta quella più morbida prima che qualcuno decida di fermarsi?
A Marina Bay, dove tutto accade di notte e spesso sembra già scritto, potrebbe essere proprio una gomma rossa a cambiare la storia.