Già dalle prime battute è emersa la forza di Ferrari e RB, tra le mani di un determinatissimo Max Verstappen. L’olandese, nonostante una pista con molti avvallamenti e condizioni di vento a raffiche, si è esaltato, mettendosi in scia di Charles Leclerc in prova. Nel primo turno di libere la Scuderia modenese ha effettuato una comparazione aerodinamica, mentre nelle PL2 entrambe le Rosse hanno girato con la specifica più aggiornata.
In qualifica è emersa anche la Mercedes, protagonista con Kimi Antonelli, che ha brillato sui saliscendi americani. Il pilota bolognese è tornato in pole position dopo oltre tre mesi, in uno dei weekend più iconici del calendario, ed è partito in prima fila insieme a Max Verstappen. Dalla terza casella è scattata l’altra Red Bull di Hadjar, davanti a Charles Leclerc. Lewis Hamilton, solo quinto, ha preceduto nella sfida cronometrica George Russell.
Allo spegnimento dei semafori il poleman è scattato in modo impressionante, allungando subito su Verstappen e Leclerc che si sono dati battaglia nei primi due giri. Dopo essersi ripreso la seconda piazza, il quattro volte iridato si è fermato con largo anticipo per andare su una tattica a due soste. Antonelli ha scelto per una strategia a un solo pit stop e ha fatto una differenza di performance enorme rispetto a tutti, compreso il teammate sulla W17. Il mondiale per l’italiano si è avvicinato tantissimo con questo successo davanti a un ottimo Leclerc e un mai domo Verstappen.
I top
Kimi Antonelli: 10 e lode – Dopo un digiuno di 3 mesi (Spa-Francorchamps dello scorso 19 giugno) la pole position conquistata dal leader del campionato nel GP degli Stati Uniti è stata la numero 7 in stagione. Dopo aver battuto il precedente primato italiano di Ascari che resisteva dal 1953, l’enfant prodige della Mercedes al via ha avuto uno stacco di frizione impeccabile, riuscendo subito a distanziare Verstappen in una delle prime curve più insidiose del Mondiale. Il numero 12, partito sulle mescole medie, non è mai stato incalzato dal figlio d’arte di Jos su mescole soft nel primo stint, fermandosi al venticinquesimo giro per montare le dure. L’italiano è tornato al 32esimo giro in prima posizione e non l’ha più persa. Nona vittoria stagionale e mondiale a un passo. Gli basterà una nona posizione in Messico, sempre se Russell riuscirà nell’impresa di vincere il prossimo GP.
Charles Leclerc: 9 – Al primo tentativo del Q3 il monegasco ha fermato i cronometri sull’1’34”336, quarto tempo provvisorio. Con il secondo treno di gomme soft è sceso a 1’34”267, confermandosi quarto. Un risultato al di sotto delle aspettative dopo aver comandato i turni di libere. Il numero 16 della Ferrari non è riuscito a portare le mescole nella giusta finestra di temperatura, soprattutto in Q3, quando la pista si è raffreddata. Il sorpasso all’esterno in Curva-5 nel primo giro è stato da cineteca e ha vinto alla lunga il confronto con il quattro volte iridato della RB. Al giro 15 Charles ha montato le gomme gialle, issandosi persino al primo posto al giro 32 per pochissimi metri con una strategia migliore rispetto a Verstappen, ma non all’altezza di Antonelli. Nell’ultimo stint il ritmo sulle hard è stato ottimo, salendo sul secondo gradino del podio con merito.
Max Verstappen: 7,5 – Secondo in qualifica a 179 millesimi dal miglior tempo, l’olandese ha dato subito filo da torcere al bolognese. Il quattro volte campione del mondo della Red Bull Racing è partito male, insidiato subito dalle Ferrari in Curva-1, dedicata al co-fondatore del circuito Red McCombs. La curva è una delle più note al mondo per trovarsi in cima a una ripida salita con un dislivello e un gradiente superiore all’11% rispetto al rettilineo di partenza. Nello snake successivo l’olandese ha subito il sorpasso da Leclerc, per poi riprendersi la seconda posizione nella tornata successiva. Al quattordicesimo giro ha montato un nuovo treno di gomme rosse ma la RB22 non gli ha dato il giusto feeling e ha chiuso terzo. La VSC negli ultimi giri è servita per salvargli il 3° posto dal numero 44 della Scuderia Ferrari.
Lewis Hamilton: 6,5 – Con un colpo di coda in Q3 Lewis ha registrato 1’34”311, salendo in quinta posizione. Una posizione deludente, che ha complicato non poco la sfida dell’anglocaraibico. Scattato a fionda si è messo in bagarre con Charles, superando Hadjar. Il passo dell’ex pilota di McLaren e Mercedes sulle soft non è stato indimenticabile e chiuso la corsa al quarto posto, avvicinandosi al secondo posto della classifica.
Lando Norris: 6 – Il campione del mondo in carica si è preso un secondo dal poleman. Scattato dall’ottava posizione, davanti alla Racing Bulls di Lawson (voto 7), il nativo di Bristol sulle medie ha faticato a trovare il ritmo giusto. Sulle hard ha fatto il massimo, invitandosi alla festa al vertice contro Verstappen e le Ferrari SF-26. Il quinto posto era il massimo risultato possibile.
I flop
Isack Hadjar: 5,5 – Il francoalgerino sta migliorando settimana dopo settimana e, complice anche il cambio regolamentare, ha avuto un inserimento più soft rispetto ai suoi predecessori. La RB22 è stata un laboratorio nella prima parte di stagione, facendo valere esclusivamente una Power Unit di livello altissimo, ma ora sembra aver trovato anche un discreto bilanciamento telaistico. Il ventiduenne, partito per giocarsi la vittoria, è stato sverniciato dai ferraristi. Ha avuto qualche problema di troppo dopo il primo pit stop con il passaggio sulle hard per poi essere sverniciato nel finale da Hamilton.
George Russell: 4 – Ancora una volta è stato umiliato dal suo compagno di squadra che gli ha rifilato quasi mezzo secondo in qualifica. L’inglese continua a risultare piuttosto altalenante nella guida della W17 e la situazione in gara non è migliorata con una immediata uscita dai limiti del tracciato al primo giro e una sportellata di troppo ai competitor McLaren. Il nativo di King’s Lynn ha subito una penalità di 5 secondi per aver tratto vantaggio dall’uscita di pista. Ha concluso la corsa con una inadeguata ottava posizione anni luce lontano da Antonelli.
Oscar Piastri: 3 – La McLaren è risultata a distanza siderale dalla prima fila. Ad Austin ci si attendeva una riscossa, ma nelle ultime uscite le vetture papaya sono crollate sia sul giro secco che sui long run. L’australiano è stato superato nelle prime battute dal compagno di team e non lo ha più visto. La settima posizione finale è un’altra bastonata.