• 16 Febbraio 2026 20:39

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Eni e Fabbrica di San Pietro lanciano il monitoraggio integrato della Basilica: ecco “Oltr…

Feb 16, 2026

AGI – Nell’ambito delle iniziative per i 400 anni della dedicazione della Basilica di San Pietro particolare importanza assume il progetto “Oltre il visibile“, presentato oggi, frutto della collaborazione tra la Fabbrica di San Pietro ed Eni per il monitoraggio strutturale, integrato e permanente della Basilica vaticana.

La collaborazione tra Eni, in qualità di sponsor tecnico, e la Fabbrica di San Pietro nasce con l’obiettivo di preservare nel tempo lo “stato di salute” e la magnificenza della Basilica attraverso un lavoro condotto con l’adozione di tecnologie avanzate di indagine geofisica, geologica, topografica e strutturale e che si avvale di sistemi di monitoraggio ad alta precisione. Un progetto che ha permesso di entrare nel cuore della Basilica e di guardare, appunto, “Oltre il visibile”.

 

 

Un modello digitale tridimensionale e interattivo

La collaborazione tra Eni e Fabbrica di San Pietro ha portato alla realizzazione di un modello digitale tridimensionale dell’intero complesso monumentale che permette anche di approfondire lo stato delle fondazioni e del sottosuolo della Basilica. La prima fase del progetto ha comportato l’acquisizione e lo studio delle fonti dell’Archivio Storico della Fabbrica di San Pietro (che vanno dal XVI al XVIII secolo), le informazioni delle indagini condotte da Eni tra il 1997 e il 1999 in occasione del restauro della facciata, e alcune prove geotecniche eseguite negli anni successivi al 2000.

 

 

L’approccio integrato e il monitoraggio in tempo reale

Un approccio integrato e multidisciplinare del progetto ha unito in modo dinamico e interattivo tre livelli di rappresentazione: il modello metrico-architettonico ad alta definizione della Basilica, il modello geologico e idrogeologico del sottosuolo e il modello di monitoraggio strutturale interrogabile in tempo reale, che a sua volta è costituito da tre reti principali installate sulla facciata, sul tamburo della cupola e in altre zone sensibili della Basilica. Tutto ciò consente di rilevare spostamenti millimetrici e inclinazioni dell’ordine del decimillesimo di grado. Questo modello permette ora ai tecnici della Fabbrica e agli enti incaricati di accedere a una mappatura completa dell’architettura e della geologia dei terreni sottostanti la Basilica, con possibilità di interrogazione dei dati di monitoraggio in tempo reale, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, divenendo così strumento di consultazione e di elaborazione di nuove valutazioni su cui basare future azioni di studio, approfondimenti archeologici e conservazione della Basilica.

La campagna operativa, svolta in meno di due mesi, ha richiesto circa 4.500 ore di lavoro, tra giorno e notte, interessando una superficie complessiva di circa 80.000 metri quadrati, visibile – come la facciata, i colonnati, il corpo basilicale, le coperture e il sagrato – e non visibile, come le Grotte Vaticane e la Necropoli, se non attraverso strumenti tecnologici.

La visione della Fabbrica di San Pietro e il futuro

“Negli ultimi anni come Fabbrica di San Pietro abbiamo avviato un percorso organico che ci ha portati a pensare la Basilica come un sistema vivo, da conoscere, custodire e comunicare con strumenti adeguati al nostro tempo”, ha dichiarato il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro. Ha poi aggiunto: “Il progetto realizzato con Eni e le altre iniziative che abbiamo presentato spingono lo sguardo al futuro, verso il quarto Millennio, unendo ricerca storica, studio scientifico e digitalizzazione, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della Basilica e di prendersene cura in modo sempre più consapevole. Se la tecnologia è guidata da visione e responsabilità condivise, può esprimere un linguaggio capace di aiutare l’uomo di oggi a leggere quell’intreccio di storia, arte e spiritualità che fa della Basilica di San Pietro un unicum al mondo“.

 

 

Le competenze Eni al servizio del patrimonio culturale

“Mettere le nostre competenze al servizio della Basilica di San Pietro, in un anno speciale come quello del Giubileo della Speranza, è per Eni motivo di grande orgoglio”, ha dichiarato Claudio Granata, Direttore Stakeholder Relations & Services di Eni. “La nostra collaborazione con Fabbrica di San Pietro ha radici profonde e riflette una visione d’impresa che considera la cura del patrimonio culturale come parte integrante della propria responsabilità verso il bene comune, mettendo in campo tecnologie avanzate e un team multidisciplinare per uno studio scientifico senza precedenti sulle fondamenta della Basilica e della sua Cupola. In Eni siamo abituati a guardare ‘oltre il visibile’: abbiamo applicato la nostra capacità di analisi del sottosuolo per preservare la magnificenza di questo luogo simbolico. Molti dei nostri interventi resteranno invisibili agli occhi dei visitatori, ma sono fondamentali per garantire la stabilità e la salute del complesso monumentale per le generazioni future“.

Grazie alle tecnologie, ha proseguito Granata, “siamo riusciti a monitorare aree molto considerevoli, tutto lo spazio della Basilica, 80.000 metri quadrati. Si è realizzato un progetto enorme con un processo integrato di informazioni che permettono da oggi e nel futuro di poter monitorare tutti i movimenti che possono avvenire per questa opera monumentale così grandiosa e poter, allo stesso tempo, essere di supporto alle figure tecniche che devono visionare e poi soprattutto prendere decisioni”. Si tratta del primo caso di monitoraggio di questo tipo e di queste dimensioni grazie alle “tecnologie che sono fondamentali, perché solo le competenze tecniche aggregate alle innovazioni della tecnologia permettono di fare iniziative di questa natura. Investire nella tecnologia ha un grandissimo ritorno e noi lo abbiamo sperimentato anche in questa occasione”, ha sottolineato il manager.

Per Annalisa Muccioli, Responsabile Ricerca e Sviluppo e funzioni tecniche di Eni “nel corso dei decenni come Eni abbiamo imparato a studiare le profondità della terra e a comprenderne la natura e le molteplici caratteristiche. E anche grazie ai nostri supercalcolatori abbiamo potuto modellizzare la complessità del sottosuolo. Forti di queste competenze e dell’esperienza maturata nella gestione di progetti complessi, abbiamo accettato con grande entusiasmo l’invito a partecipare a questa iniziativa. Il nostro lavoro non è stato solo un mero esercizio tecnico, è stato guidato da una chiara visione e da dei principi saldi che hanno dato forma sostanzialmente a ogni nostra scelta. Sempre di comune accordo con la Fabbrica di San Pietro. Il primo principio che ci ha guidato è stata la valutazione del contesto. Non si può operare in un luogo come questo senza comprenderne a fondo e rispettarne il carattere unico“. Il progetto è raccontato anche nel documentario “Oltre il visibile”, narrato dallo storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani, disponibile sui canali YouTube di Vatican News e di Eni.com, che ha interloquito con i protagonisti del progetto, fondendo il racconto tecnico delle attività con gli aspetti architettonici e storici della Basilica.

 

 

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close