• 27 Febbraio 2025 19:53

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Don Nunzio Currao: “Il pregare e l’eucarestia sono una terapia potentissima”

Feb 27, 2025

AGI – Il pregare e l’eucarestia sono “una terapia potentissima di cui il Papa non si priva”: lo ha sottolineato il cappellano del Gemelli, il cappellano Nunzio Currao, durante la quotidiana preghiera per il Pontefice, ricoverato da 14 giorni nel policlinico romano per una polmonite.

 

“Ogni giorno il bollettino medico dice che il Papa ha riposato bene, ha pregato e ha ricevuto l’eucarestia”, ha osservato il cappellano, “secondo voi c’è il bisogno del volantino medico per dire queste cose?”. Il messaggio è che “il pregare, lo stare nell’intimità con il Signore, il ricevere il farmaco dell’immortalità, il pane dei pellegrini” sono “una terapia potentissima di cui il Papa non si priva” e che “non dobbiamo mai privarci dell’eucarestia”.

 

“Papa Francesco sta vivendo in prima persona il mistero della fragilità umana, i suoi momenti di sofferenza – aggiunge il sacerdote – ma anche prima del suo ricovero lui ha anteposto la missione, l’amore per la Chiesa e la passione per il Vangelo, l’ha anteposta anche alla sua salute. Noi abbiamo visto affaticarsi Io penso che chiunque gli avrebbe detto, Santo Padre, si riposi un po’ di più, non si affatichi'”. “Noi ci riuniamo in preghiera affinché il Signore Gesù lo sostenga, gli doni la salute, gli doni il vigore perché possa ancora annunciare al mondo la gioia e la tenerezza del Vangelo”, conclude.

 

“Papa Francesco ci insegna la semplicità, l’essenzialità. Anche le stesse cose lui le vive con quella sobrietà che lui ha sempre voluto allorché è venuto qui in Policlinico. Entrare sempre riservatamente, non vuole dare fastidio, la semplicità. Che bello questo. Ritorniamo, che veramente ci sia questo ritorno a questa semplicità, ma al tempo stesso vivere il Vangelo in pienezza”. Lo dice nell’omelia durante la messa nella cappella San Giovanni Paolo II del Gemelli il cappellano don Nunzio Currao, dedicando un pensiero a Papa Francesco ricoverato da 14 giorni al decimo piano del policlinico. Durante la celebrazione nella cappellina gremita all’inverosimile, il sacerdote ha ricordato tre eminenti figure del Gemelli: il chirurgo cardiovascolare Gegrorio Cina, scomparso oggi, il primario di radioterapia Numa Cellini morto a inizio febbraio fa e soprattutto il luminare di oncologia ginecologica, Giovanni Scambia (‘Giovannino’ come lo chiama Currao di cui era molto amico), deceduto dopo una breve malattia una settimana fa a 65 anni.

 

Parlando di Papa Francesco, il cappellano del Gemelli ha poi voluto regalare ai fedeli un suo ricordo personale: “Quando fu eletto Papa, il 13 marzo del 2013, ricordate che la sera quando si affacciò nella loggia centrale chiese la preghiera, la benedizione del popolo e poi disse: domani voglio andare a pregare la Madonna a Santa Maria Maggiore, ‘Salus Populi Romani’ – dice don Currao nell’omelia – fu accompagnato dal cardinale Agostino Vallini che era il vicario di Roma e che il Papa ha voluto al suo fianco quando si affacciò nella loggia centrale di San Pietro, cosa che non era venuta le altre volte, però lui ha voluto che ci fosse il suo vicario perché il Papa fortemente sottolinea il suo essere Vescovo di Roma. Quando in una riunione al Vicariato abbiamo chiesto al cardinale Vallini quali erano le sue sensazioni – continua – disse che il Papa era fortemente impressionato da tutta la gente che faceva ressa attorno alla macchina, attorno a lui. E il Papa ha chiesto al cardinale: ‘ma questi che vogliono? Com’è tutta questa gente?’. Il Cardinale Vallini gli ha risposto: ‘Santo Padre, sono qui per lei’. Al che il Papa gli ha detto: ‘non si preoccupi, che la ‘francescanite acuta’ finirà presto’. Ma questo perché? Non perché non si vuole più ben al Papa, ma perché lui è così, pane al pane e vino al vino. Dice le cose come stanno. Lui ci sta riportando, pian piano, alla radicalità evangelica”, aggiunge. 

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