AGI – “La situazione è molto critica”, ma “non ci accaniamo e non stacchiamo la spina”. Così Antonio Corcione, direttore dipartimento Area critica dell’ospedale Monaldi di Napoli, parlando con i giornalisti in merito alla situazione del bambino di due anni ricoverato dal 23 dicembre per un trapianto di cuore.
“Noi stiamo applicando una legge dello Stato, del 2017 – spiega – che tutela il paziente. Con i genitori abbiamo condiviso la terapia da fare. Non ci accaniamo, non stacchiamo la spina, non facciamo le cure palliative che si fanno a casa, non facciamo la terapia del dolore. Il bambino è sedato, collegato a un apparecchio e ha una grande insufficienza multiorgano“.
Il bambino non soffre
“Il bambino non soffre. È sedato, è come fare un’anestesia generale. È garantito che il bambino non sente dolore. Con la famiglia abbiamo concordato di non accanirci con le terapie e di tutelare il paziente, che è in gravissime condizioni”, aggiunge Corcione.
Nessun accanimento terapeutico
“Non c’è accanimento – conclude – stiamo facendo l’indispensabile per tutelare il piccolo. L’ECMO continua, è fondamentale, ma dopo tanti giorni ci porta anche tanti problemi, ma alternative non c’erano”.