“Lo faccio soltanto scendere”. La frase accompagna una scena quotidiana, quella di un’auto che accosta davanti a un portone, il passeggero slaccia la cintura e il conducente pensa di poter ripartire prima di creare problemi. A fare la differenza in quei pochi secondi è la differenza fra divieto di sosta e divieto di fermata. Il primo lascia spazio a una vera fermata; il secondo vieta anche l’interruzione volontaria della marcia destinata alla salita o discesa delle persone.
La distinzione tra sosta e fermata
L’articolo 157 del Codice della Strada definisce la fermata come una sospensione temporanea della marcia destinata alla salita o discesa delle persone oppure ad altre esigenze di brevissima durata. Il conducente deve rimanere presente, pronto a ripartire, senza intralciare la circolazione. La sosta consiste invece in un’interruzione protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento del conducente.
La funzione dell’interruzione e il comportamento del guidatore pesano insieme alla durata. Un passeggero che scende subito configura una situazione diversa dall’attesa di qualcuno che deve ancora uscire dall’edificio.
Entrambi i segnali del divieto di sosta e del divieto di fermata hanno forma circolare, fondo blu e bordo rosso. Il divieto di sosta presenta una sola barra diagonale rossa. Sul divieto di fermata ci sono invece due barre che si incrociano formando una X. Le eventuali eccezioni vanno lette sul segnale e nei suoi pannelli integrativi.
Orari e pannelli integrativi
Sulle strade urbane, il divieto di sosta, in assenza di indicazioni diverse, vale dalle 8 alle 20, come stabilisce l’articolo 7. Se compare “0–24”, la prescrizione copre l’intera giornata. Altri pannelli indicano fasce orarie o giorni specifici.
Diversa è la validità ordinaria del divieto di fermata, permanente in assenza di iscrizioni integrative. Senza indicazioni differenti anche il divieto di sosta sulle strade extraurbane si estende alle ore notturne. Frecce e pannelli possono precisare inizio, continuazione, fine o estensione del tratto.
Con il divieto di sosta il passeggero può scendere
Una direttiva ministeriale sulla segnaletica chiarisce che il divieto di fermata va impiegato quando anche una breve interruzione, come la discesa di un passeggero, può causare intralcio. Negli altri casi può bastare il divieto di sosta. Applicando questi criteri, la situazione è quella di una persona pronta a scendere, che apre la portiera dopo aver controllato, lascia l’abitacolo e permette la ripresa immediata della marcia. Diverso è mantenere l’auto ferma mentre il passeggero parla attraverso il cellulare, cerca un oggetto o saluta a lungo. L’intenzione dichiarata di farlo scendere non basta a mantenere qualsiasi attesa nella categoria della fermata di brevissima durata.
Nel Codice della Strada manca in ogni caso l’indicazione della soglia che trasforma una fermata in sosta dopo uno, tre o cinque minuti. A incidere è il rispetto delle condizioni previste per la fermata mentre l’allontanamento del conducente cambia la situazione.
L’articolo 157 del Codice della Strada richiede un conducente presente e pronto a riprendere la marcia, senza usare la formula “sempre seduto a bordo”. Durante la sosta il motore va spento. Quando la discesa comporta assistenza, va valutato il mantenimento di quelle condizioni.
Dopodiché azionare il pulsante con il triangolo rosso rende visibile una segnalazione luminosa di pericolo, senza modificare i divieti della strada. L’articolo 153 ne prescrive l’uso in casi come ingombro della carreggiata, improvvisi rallentamenti, avaria con marcia particolarmente lenta o fermata d’emergenza pericolosa.
Dove la fermata è vietata anche senza cartello
L’assenza di un segnale non garantisce che il luogo sia utilizzabile. L’articolo 158 vieta fermata e sosta sui passaggi e attraversamenti pedonali, sulle piste ciclabili e ai loro sbocchi, sui dossi, nelle curve, nelle gallerie e sui marciapiedi, con le eccezioni previste. Nei centri abitati il divieto comprende le intersezioni e la loro prossimità, a meno di cinque metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, al netto della presenza di una segnalazione diversa.
Lo stesso ragionamento vale per una curva scelta come riparo dal traffico o per un incrocio vicino alla destinazione. Il vantaggio per chi scende va valutato insieme alla sicurezza degli altri utenti, senza occupare spazi protetti o ridurre la visibilità.
Prima di rallentare, il conducente deve verificare che l’avvicinamento al punto scelto avvenga senza creare pericolo o intralcio e segnalare con anticipo la propria intenzione. L’articolo 154 disciplina anche le manovre eseguite per fermarsi e quelle con cui ci si immette nuovamente nel traffico. Salvo diverse disposizioni, l’auto va collocata vicino al margine destro della carreggiata, parallelamente e secondo il senso di marcia. Senza marciapiede rialzato bisogna lasciare ai pedoni almeno un metro.
La sosta in seconda fila è vietata alle automobili. Una breve fermata per la discesa va invece valutata rispetto alle sue condizioni. Se obbliga il traffico a manovre, impedisce il passaggio o blocca altri veicoli, manca il requisito dell’assenza di intralcio. Il passo carrabile offre un esempio differente in quanto il segnale vieta la sosta, ma una fermata può essere ammessa purché non intralci. Pesa la libertà dell’accesso, oltre alla natura dell’interruzione.
Quali multe sono previste
L’importo dipende dalla norma contestata, dal luogo e dalla condotta accertata:
violazione di un divieto locale di sosta o fermata in ambito urbano, riconducibile alla disposizione generale: tra 42 e 173 euro
violazione di un divieto di fermata disposto fuori dai centri abitati, riconducibile alla disposizione generale: tra 87 e 344 euro
fermata o sosta su passaggi e attraversamenti pedonali o sui passaggi per ciclisti: tra 87 e 344 euro
fermata o sosta nelle intersezioni urbane e nella prossimità vietata: tra 165 e 660 euro
In presenza dei presupposti dell’articolo 159, alla sanzione pecuniaria può aggiungersi la rimozione del veicolo. La norma comprende diverse ipotesi di sosta vietata, pericolo o grave intralcio, oltre ai divieti legati alla manutenzione e pulizia della strada.
Come scegliere il punto in cui far scendere qualcuno
La scelta comincia prima di arrivare davanti al portone. Individuare un tratto consentito e visibile, verificare il segnale completo e prevedere quanto tempo richiede la discesa permette di evitare manovre improvvisate. Se il passeggero deve raccogliere diversi oggetti o ricevere assistenza, uno stallo regolare offre condizioni più adatte rispetto a una fermata da completare subito.
Sotto il divieto di sosta, la discesa può avvenire durante una fermata che rispetta tutte le condizioni. Sotto il divieto di fermata, la discesa del passeggero è vietata durante la validità della prescrizione.