• 17 Luglio 2024 11:24

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Differenziata, Italia a due facce: ecco i Comuni “virtuosi”

Nov 3, 2017

Più cresce la raccolta differenziata, più risparmiano i cittadini. Sembra un’equazione semplice, ma a quanto pare non tutti i Comuni italiani la applicano. Anzi, sono ancora tanti quelli che continuano a disattendere i diktat europei in materia di rifiuti urbani, preferendo – per interessi politici o di altra natura – conferirli in discarica, creando un danno sia all’ambiente sia alla comunità in termini economici.

A confermarlo è l’ultima indagine Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale, che anche quest’anno ha monitorato il livello di raccolta differenziata (RD) nei piccoli, medi e grandi centri urbani italiani, evidenziando che il nostro Paese smaltisce in discarica ancora il 29% dei rifiuti rispetto a Germania, Svezia, Belgio, Danimarca e Paesi Bassi che fanno registrare percentuali molto basse (fino all’1,4%). Peggio dell’Italia fanno Spagna e Grecia con oltre il 55%. Seguono Cipro, Croazia e Grecia in quali smaltiscono con percentuali che oscillano tra l’80,6% e l’84,3%. In ultima posizione, Malta con il 92,7%.

Restando all’interno dei confini nazionali, l’indagine mostra – in funzione del livello di raccolta differenziata raggiunto nel 2016 – chi sono i comuni capoluogo di regione più virtuosi, quelli che lo sono meno e quelli che non lo sono affatto. Come valore di riferimento è stato preso il costo pro-capite annuo che comprende sia i costi di gestione dei rifiuti indifferenziati che delle raccolte differenziate, nonché i costi generali del servizio e quelli di remunerazione.

Da un confronto incrociato emerge che il 1° posto è occupato da Trento, l’unica città che fa registrare il costo pro capite più basso attestandosi a 152,86 €/abitante per anno, con un livello di raccolta differenziata pari al 78,9%. Seguono Aosta (65,5%, 194,82 €), Perugia (62,2%, 222.84 €), Milano (57,6%, 222,49 €) e Ancona (53,6%, 200,53 €). L’analisi dei dati mostra invece che il costo è più alto nelle città del Mezzogiorno e, in particolare, a Palermo che fa registrare 305,23 €/abitante per anno a cui si lega un livello di raccolta differenziata molto basso pari al 7,2%. Il dato relativo alla città di Venezia che riporta un costo di 335,05 €/abitante per anno va valutato – fa notare Ispra – tenendo conto delle peculiarità del comune sia riguardo ai grandi flussi turistici che alle modalità di raccolta.

In sintesi, i risultati dell’indagine dimostrano chiaramente che, per tutte le classi di popolazione analizzate, all’aumentare della percentuale di raccolta differenziata, alla quale è legata una diminuzione importante della quantità di rifiuti pro capite smaltiti in discarica, diminuisce il costo totale pro capite annuo.

L’indagine però non si è limitata a misurare il livello di RD nei comuni italiani, ma ha anche provato a fare delle simulazioni per illustrare i benefici potenziali di una virtuosa gestione dei rifiuti urbani, prendendo sempre come valore di riferimento il costo totale pro-capite annuo e raggruppando i comuni in 5 sottocampioni per classe di popolazione residente: popolazione minore o uguale a 5000 abitanti (426 comuni campione); 5001 – 10.000 abitanti (156); 10.001 – 50.000 abitanti (124); 50.001 – 150.000 abitanti (14); 150.001 abitanti in su (14).

In particolare, passando da uno scenario con una RD compresa tra il 20 ed il 40% ad uno con una RD superiore al 60%, risulta che, per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, il costo totale pro capite annuo decresce da 191,49 a 121,87 euro/abitante per anno. Passando alle altre classi di popolazione, il costo totale pro capite annuo per i comuni tra i 5.001 e i 10.000 abitanti diminuisce da 209,33 a 126,84 euro/abitante per anno.

Nei comuni compresi nella classe di popolazione da 10.001 a 50.000 abitanti il costo decresce da 197,89 a 124,07 euro/abitante per anno all’aumentare del livello di raccolta differenziata. Anche per i comuni con una popolazione compresa tra i 50.001 ed i 150 mila abitanti risulta sempre che al crescere del livello di raccolta differenziata il costo scende da 204,12 a 172,95 euro/abitante per anno. Infine, per i centri urbani con popolazione maggiore o uguale a 150 mila abitanti il costo pro capite annuo, passando da uno scenario con una RD compresa tra il 20 ed il 40% ad uno scenario con una RD superiore al 60%, mostra che il costo totale decresce da 223,03 a 193,05 euro/abitante per anno.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close