• 28 Settembre 2026 18:09

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Denti di drago, la soluzione al posto di autovelox e dossi

Set 28, 2026

Non lampeggiano, non fotografano la targa e soprattutto non costringono l’automobilista a superare un ostacolo fisico. Eppure possono indurlo a togliere il piede dall’acceleratore. In alcune città della Spagna vengono sperimentati i cosiddetti “denti di drago”, una particolare segnaletica orizzontale pensata per ridurre la velocità sfruttando soprattutto la percezione di chi guida.

Il principio è apparentemente elementare. Ai lati della corsia vengono dipinti una serie di triangoli bianchi rivolti verso l’interno della carreggiata. La successione delle figure modifica visivamente lo spazio disponibile e può dare al conducente l’impressione che la strada diventi progressivamente più stretta. Non c’è quindi un dosso da oltrepassare né una sanzione automatica da temere. È il guidatore stesso che, percependo un tratto più angusto e potenzialmente critico, viene spinto a moderare la velocità.

Come funzionano i denti di drago

In Spagna vengono chiamati “dientes de dragón” proprio per l’aspetto dei triangoli, che ricordano una successione di denti lungo i margini della carreggiata. Le marcature interessano tratti lunghi complessivamente circa 30 metri e vengono utilizzate soprattutto nelle zone dove è necessario aumentare l’attenzione: in prossimità degli attraversamenti pedonali, nei punti caratterizzati da una maggiore incidentalità oppure nelle aree considerate particolarmente delicate per la circolazione.

La loro funzione non consiste nel modificare materialmente la carreggiata. Lo spazio rimane lo stesso, ma cambia il modo in cui viene percepito. L’effetto ottico suggerisce infatti un restringimento della corsia e porta l’automobilista ad affrontare il tratto con maggiore cautela. È quindi una forma di intervento che agisce sul comportamento senza introdurre necessariamente un ostacolo fisico.

In alcuni casi i triangoli vengono inoltre affiancati da segnalazioni a zigzag vicino agli attraversamenti pedonali, aumentando ulteriormente l’impatto visivo della segnaletica.

I primi risultati dalla Spagna

Secondo quanto riportato dalle prime sperimentazioni spagnole, i riscontri sarebbero positivi. Le osservazioni effettuate nei tratti interessati indicano una diminuzione significativa della velocità dei veicoli. È proprio questo risultato ad aver alimentato l’interesse verso una soluzione estremamente semplice rispetto ad altri sistemi utilizzati per ottenere lo stesso obiettivo.

Un dosso artificiale interviene direttamente sul veicolo e obbliga fisicamente a rallentare. Un autovelox agisce invece attraverso il rischio della sanzione. I denti di drago seguono una terza strada: cercano di modificare spontaneamente il comportamento attraverso un condizionamento visivo. Ciò non significa, però, che possano automaticamente sostituire autovelox, dossi o altri strumenti. La loro efficacia dipende dal contesto nel quale vengono utilizzati e dalle caratteristiche del tratto stradale.

E in Italia?

La sperimentazione spagnola rende inevitabile una domanda: potremmo vedere qualcosa di simile anche sulle nostre strade? Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non risulta annunciata un’introduzione generalizzata dei denti di drago in Italia. Parlare di un loro imminente arrivo sarebbe quindi prematuro.

L’esperimento resta comunque interessante perché dimostra come la progettazione stradale possa tentare di influenzare la velocità senza ricorrere esclusivamente a controlli o ostacoli. Bastano, almeno in teoria, alcuni triangoli dipinti sull’asfalto per cambiare la percezione della strada. La carreggiata non diventa realmente più stretta, ma il cervello del conducente può interpretarla così. Ed è proprio in quei pochi metri di illusione ottica che i denti di drago provano a ottenere ciò che normalmente richiede un dosso: convincere chi guida a rallentare.

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