• 23 Gennaio 2026 13:21

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Del Vecchio jr diventa azionista di maggioranza di Editoriale Nazionale

Gen 23, 2026

Leonardo Maria Del Vecchio diventa azionista di maggioranza di Editoriale Nazionale, il gruppo che controlla Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN. Attraverso la sua società di investimento Lmdv Capital, Del Vecchio ha presentato un’offerta vincolante accettata dal cda di Monrif, finora socio di controllo. Secondo il Sole 24 Ore, la quota acquisita sarà intorno all’80 per cento, sufficiente a garantire il pieno controllo del gruppo editoriale. Un’operazione che segna un salto di scala netto e che conferma quello che il Foglio aveva raccontato già a dicembre: l’obiettivo non era una partecipazione simbolica, ma la costruzione di un gruppo editoriale vero e proprio. Del Vecchio jr tiene fuori dall’operazione la Delfin, la grande holding di famiglia. Per investire nell’informazione usa Lmdv Capital e, più recentemente, una società dedicata, Lmdv Media. L’idea è quella di mettere insieme testate diverse sotto un unico ombrello industriale, scommettendo su efficienza, innovazione e, parola chiave, autonomia.

Il consiglio di amministrazione di Monrif, che finora controllava Editoriale Nazionale con il 63,6 per cento, ha deliberato di procedere alla formalizzazione dell’offerta vincolante presentata da Lmdv Capital. I dettagli finanziari non sono ancora pubblici, ma secondo il Sole 24 Ore la quota che finirà nelle mani di Del Vecchio jr dovrebbe aggirarsi intorno all’80 per cento, una percentuale che garantisce il pieno controllo del gruppo. Resta da capire come verranno redistribuite le quote oggi in mano agli altri soci – da Adv Media di Andrea Della Valle a Tamburi Investment Partners – e chi deciderà di uscire.

Il messaggio politico dell’operazione, però, è già chiaro. “Un progetto industriale di lungo periodo che riconosce all’editoria un ruolo centrale per il paese”, dice Del Vecchio, rivendicando “capitale paziente”, tecnologia e competenze al servizio del lavoro giornalistico, insieme a un confronto diretto con redazioni e comitati di redazione. Andrea Riffeser Monti, presidente di Monrif, parla di un accordo che rafforza “il futuro di un’informazione libera e responsabile”. Formula rituale, certo, ma dentro un passaggio di proprietà che cambia davvero gli equilibri.

Non è un colpo isolato. Il 19 dicembre Del Vecchio aveva acquistato il 30 per cento del Giornale dalla famiglia Angelucci, un’operazione che aveva fatto rumore anche per il contesto: la stessa stagione in cui aveva tentato, senza successo, la scalata a Gedi, con un’offerta da 140 milioni respinta dagli Agnelli-Elkann. Come scriveva allora il Foglio, quello non era un gesto estemporaneo, ma il primo atto di una strategia: entrare nei media italiani non per schierarsi con una parte, ma per costruire una piattaforma editoriale trasversale. Con Editoriale Nazionale, però, il salto è qualitativo prima ancora che quantitativo. Qui non si compra una singola testata, ma un sistema che presidia territori, lettori e culture politiche differenti, dal nord al centro Italia. È una mossa che pesa sul mercato editoriale, che ora dovrà fare i conti con Del Vecchio jr

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