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Decreto coronavirus, Lombardia contro il Governo: “Servono norme rigide, non appelli” – IL GIORNO

Mar 8, 2020

Milano, 8 marzo 2020 – “In queste ore e’ stato fatto un lavoro di coordinamento molto intenso ed e’ abbastanza chiaro a tutti che si e’ passati dalla prima fase, con le prime tre regioni in una condizioni, altre tre in un’altra, a una fase in cui ci si avvicina tutte a regole molto simili. La Lombardia ha una disciplina chiara con 11 province, ma stiamo andando tutti insieme verso l’omogeneizzazione delle Regioni per rafforzare sempre di piu’ il nostro Sistema sanitario nazionale”. Ad annunciarlo il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, in conferenza stampa con il ministro della Salute Roberto Speranza e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. “E’ pronta un’ ordinanza unica di Protezione civile per tutte le regioni per chiarire alcuni aspetti fondamentali che e’ necessario trasmettere. Lo Stato – ha aggiunto – sta facendo una serie di sforzi, con decreti gia’ varati piu’ i 7,5 mld che saranno varati la prossima settimana. Quelle risorse consentiranno di accelerare sempre di piu’ l’impegno che lo Stato sta ponendo su tutto il territorio nazionale per rafforzare presidi e posti di terapia intensiva”. Poi, ha specificato: “L’ordinanza riguarda tre punti su un passaggio a nuova fase per l’intero Paese, esplicitati per le Regioni specie del Sud che hanno ritenuto di dover approvare, riguardano circolazione merci, lavoratori e specie di chi ha legami continui e su più territori, così come apertura uffici pubblici”.

Zone a rischio, ai lavoratori basta un’autocertificazione per spostarsi

Controlli in aeroporti, stazioni, caselli autostradali; autocertificazione per i cittadini che si spostano; rischio carcere per chi viola la quarantena. Sono le direttive inviate dal Viminale ai prefetti per un’applicazione “unitaria e corretta” del Dpcm approvato dal governo e per l’attivazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato” della Lombardia e di 14 province del nord Italia. Alla direttiva ha lavorato tutto il giorno il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in stretto contatto con il capo della Polizia Franco Gabrielli, le direzioni del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e i prefetti sul territori. Nello specifico, la direttiva prevede la convocazione immediata, anche da remoto, dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’assunzione delle necessarie misure di coordinamento. Previste anche indicazioni specifiche per i controlli sugli spostamenti nelle ‘aree di sicurezzà’ che, dice il Viminale, “potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia”. Autocertificazioni che potranno essere soggette a controlli. C’è invece il “divieto assoluto, che non ammette eccezioni” per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus. Un reato per il quale si rischia il carcere. I controlli sul rispetto delle limitazioni agli spostamenti avverranno innanzitutto lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Su autostrade a e viabilità principale saranno eseguiti dalla Polizia Stradale mentre Carabinieri e polizie municipali si occuperanno della viabilità ordinaria. Controlli anche alle stazioni, affidati alla Polfer con la collaborazione del personale di Ferrovie, delle autorità sanitarie e della protezione civile: viene prevista una canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni “al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori” con i termoscanner. Anche negli aeroporti lombardi e delle 14 province, i passeggeri in partenza e in arrivo saranno sottoposti al controllo dell’autocertificazione. Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti nelle aree di sicurezza mentre per quelli in arrivo i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso.

Scontro Regione-Governo

Le polemiche però non si placano, anzi. L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, è tornato sull’argomento a Stasera Italia, su Rete4, attaccando duramente il governo. “Le nostre richieste sono state in parte recepite – ha detto – ma molto poco. Rispetto a ieri, il decreto è in parte più chiaro. Ma se io dico che si devono evitare gli spostamenti che non siano da casa al lavoro e dal lavoro a casa, salvo emergenze, e poi lascio aperti i negozi cosa vuol dire? Se vado da casa al lavoro non mi posso fermare a comprare una borsa o un paio di scarpe”. Gallera è tornato a sottolineare di auspicare “una risposta, ma anche che si recepisse la nostra proposta di chiudere gli esercizi commerciali. Ci vuole sì un appello ai cittadini, ma anche delle norme molto forti e molto rigide che diano evidenza della situazione”. Entrando nel dettaglio, l’assessore lombardo ha ricostruito che “noi abbiamo fatto le nostre proposte perché per noi il dpcm era ancora troppo blando e di queste alcune sono state recepite e altre no, per esempio se i ristoranti e i bar chiudono alle 18 è grazie a Regione Lombardia, altrimenti rimanevano aperti tutta la notte”. Gallera ha quindi concluso che “sono due settimane che combattiamo una battaglia e abbiamo compreso che non è sufficiente fare un appello ai cittadini, ci vuole ma ci vogliono anche norme molto forti e rigide che diano l’evidenza al cittadino della situazione in cui ci troviamo”.

Campagna social ‘Io resto a casa’

“I numeri sono numeri significativi, e le misure giuste i cittadini le rispettino”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza in una conferenza stampa alla Protezione civile. “I cittadini – ha ribadito Speranza – ci aiutino con comportamenti individuali a vincere questa sfida. Abbiamo bisogno di grande collaborazione di ciascuno con corretti comportamenti individuali”. Il ministro ha quindi annunciato la campagna social che vede volti noti dello spettacolo, uomini e donne di cultura: ‘Io resto a casa’. Speranza ha sottolineato poi il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e ha ringraziato le Regioni per il lavoro e il confronto condotto in queste ore dopo il Dpcm. “Evitare il più possibile le occasioni di contagio”, ha ribadito Speranza.

Delpini: “Madonnina simbolo di speranza”

Mario Delpini, arcivescovo di Milano, è intervenuto alla trasmissione ‘Che tempo che farà’ e, rispondendo alle domandi del conduttore Fabio Fazio, ha invitato alla determinazione a resistere e a prendersi cura del prossimo. “Milano centro del mondo è diventata un deserto – ha detto – urgono parole di speranza. Ci sono danni di salute, all’economia, al turismo. Ma quando alzo lo sguardo, in cima al Duomo c’è ancora la Madonnina. Ho speranza”. Quanto agli ospedali in sofferenza, il presule si rivolge a medici e operatori sanitari: “Sento una grande ammirazione per loro. Vorrei dire al mondo della sanità grazie, ammirazione, e curatevi anche voi stessi per un po’ di riposo, preghiera e vita familiare”.

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