AGI – Dal buio alla luce. È soltanto questione di ore e il tondo musivo nella Basilica di San Paolo fuori le Mura dedicato a Papa Leone XIV sarà illuminato e prenderà vita.
Il ritratto del Pontefice eletto l’8 maggio scorso è stato già posizionato nella fascia sovrastante gli archi che dividono le navate ma – come ha verificato l’AGI – è ancora spento. Verrà acceso solo da domani: l’occasione saranno i Vespri per la solennità della conversione di San Paolo, presieduta dal Papa, in basilica alle 17.30.
Il nuovo tondo e la fine del buio
Il tondo che raffigura Papa Leone XIV, nuovo di zecca, consegnato dallo Studio del Mosaico Vaticano della Fabbrica di San Pietro il 14 gennaio scorso, è stato posto al fianco di Francesco nelle navata destra della Basilica. Il tondo di Bergoglio, in ‘luce’ per tutta la durata del suo pontificato, era stato spento il 21 aprile al momento della sua morte. Da allora, in attesa dell’elezione del nuovo Pontefice e poi dei necessari lavori tecnici dei mosaicisti, la galleria dei Papi era rimasta oscurata e ‘orfana’ della luce irradiata dal nuovo Santo Padre. Dopo quasi 9 mesi di buio, e quasi 8 mesi dall’elezione di Papa Leone, la luce torna. Oltre al ritratto di Papa Leone, è stata aggiornata anche la data della durata del pontificato di Bergoglio: 2013-2025.
Una tradizione secolare
L’attesa è finita e viene così rispettata una tradizione secolare che accompagna l’elezione di ogni Papa. Nei tondi – oggi 267 contando quello nuovo di Papa Leone XIV – sono ritratti tutti i Pontefici, da San Pietro in poi. Solo il Papa del pontificato in corso viene illuminato da una luce che lo fa spiccare su tutti gli altri (che restano nell’ombra), consentendo a chiunque di ammirarlo con facilità, anche da lontano.
La storia della galleria dei Pontefici
La tradizione dei tondi, realizzati con la tecnica del mosaico e su sfondo oro, fu iniziata nel 1847, durante il pontificato di Pio IX. L’idea di questa galleria affonda le radici nell’antica basilica, dove erano presenti ritratti seppur dipinti. Attualmente i tondi con i Pontefici sono 267. I ritratti sono in buona parte di fantasia, tranne per quelli più recenti: le fattezze realistiche si hanno dal XVI secolo in poi. Lo Studio del Mosaico Vaticano della Fabbrica di San Pietro ha eseguito tutti i tondi per la Basilica in via Ostiense dopo l’incendio del 1823.
La leggenda e i tondi futuri
Sui tondi circolano anche delle profezie. Poiché secondo una leggenda Cristo ritornerà quando non vi sarà più spazio sufficiente per un nuovo medaglione, sotto Giovanni Paolo II, essendovi solo ancora tre medaglioni liberi, furono realizzati altri 25 tondi. Attualmente nella Basilica di San Paolo ci sono ancora 25 medaglioni liberi. Come reso noto dal Vaticano il 14 gennaio, lo Studio ha completato il ritratto destinato alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, su richiesta dell’Arciprete, il Cardinale James Michael Harvey.
Il Vaticano, un tondo con “smalti vetrosi e ori”
Il tondo, dal diametro di 137 centimetri – si legge sul sito del Vaticano – è stato realizzato con smalti vetrosi e ori su una struttura metallica, all’interno dei laboratori dello Studio del Mosaico Vaticano. Le tessere sono state preparate secondo l’antica tecnica del mosaico tagliato e fissate con il tradizionale stucco oleoso della tradizione vaticana, a conferma di un sapere artigianale tramandato nei secoli senza cedere alle scorciatoie moderne.
Per l’esecuzione dell’opera si è partiti da un bozzetto pittorico del Maestro Rodolfo Papa, un olio su tela delle stesse dimensioni del tondo musivo, concepito fin dall’origine per la trasposizione in mosaico. Un passaggio tutt’altro che decorativo, ma strutturale, che garantisce fedeltà iconografica e resa cromatica nel delicato passaggio dalla pittura alla tessera.
Il ritratto adesso collocato nella navata destra della Basilica, accanto a quello di Papa Francesco, si trova a un’altezza di circa 13 metri, entrando così a far parte della storica teoria dei Pontefici che accompagna il percorso dei fedeli.
Il bozzetto pittorico originale, invece, sarà conservato presso la Fabbrica di San Pietro in Vaticano, insieme all’intera serie dei ritratti dei Pontefici, come testimonianza del processo creativo e della continuità artistica che ancora oggi sostiene il volto visibile della Chiesa.