La grande forza della nuova Dacia Sandero non è il design più maturo, né l’abitacolo più curato, ma ciò che sta sotto la carrozzeria, ovvero la piattaforma CMF-B, la stessa architettura modulare sviluppata dal Gruppo Renault su cui nascono modelli come Clio e Captur. Ed è proprio da qui che bisogna partire per capire perché la Sandero di oggi non è più soltanto un’auto economica, ma un prodotto maturo e affidabile.
Una piattaforma di qualità
L’adozione della piattaforma CMF-B rappresenta il più grande salto tecnico mai compiuto dal modello. Una base pensata fin dall’origine per integrare sistemi di sicurezza avanzati, elettrificazione leggera, maggiore rigidità strutturale e migliori standard dinamici. In altre parole: una base moderna, progettata per durare, adattarsi e crescere. Tutto ciò che mancava alle vecchie Sandero, nate su architetture più semplici e datate.
Il telaio beneficia di una struttura più rigida, con un uso esteso di acciai ad alta resistenza, che migliora sia la sicurezza passiva sia il comportamento su strada. I dati tecnici ci confermano che la rigidità torsionale è aumentata sensibilmente rispetto alla generazione precedente, permettendo una taratura più precisa delle sospensioni e una risposta più coerente dello sterzo. Tradotto: meno rollio, più stabilità e maggiore sensazione di controllo.
La geometria delle sospensioni resta fedele a uno schema collaudato – McPherson all’anteriore e ponte torcente al posteriore – ma viene profondamente rivista nei punti di attacco, nelle boccole e nella taratura degli ammortizzatori. Il risultato è un assetto che filtra meglio le asperità senza perdere compostezza alle velocità più elevate. Un equilibrio raro, soprattutto nel segmento B più accessibile, dove spesso il comfort si paga con una guida imprecisa.
I vantaggi
La piattaforma CMF-B consente inoltre un passo più lungo, che sulla Sandero si traduce in un miglior bilanciamento delle masse e in una maggiore stabilità nei cambi di direzione. Non è solo una questione di centimetri, ma di distribuzione intelligente degli ingombri. Ed è proprio questa base che permette alla Sandero di offrire un’abitabilità superiore alla media della categoria senza compromettere l’agilità urbana.
Dal punto di vista della sicurezza, il nuovo telaio nasce per ospitare fin dall’origine i principali ADAS, come la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento di corsia e il riconoscimento dei segnali stradali, tutti sistemi resi obbligatori dalle normative europee più recenti. Un passaggio fondamentale: non adattare la sicurezza a posteriori, ma integrarla nella struttura stessa dell’auto.
Quando l’economia di scala conviene
C’è poi il tema, centrale per Dacia, dell’efficienza industriale. La piattaforma CMF-B permette economie di scala importanti, condividendo componenti, processi produttivi e soluzioni tecniche con altri modelli del Gruppo. È qui che nasce il “miracolo” Dacia: offrire una base tecnica di livello superiore mantenendo prezzi competitivi.
Alla guida, tutto questo si percepisce. La Sandero è più silenziosa, più stabile, più prevedibile. Non cerca emozioni artificiali, ma restituisce quella sensazione di solidità che mancava alle generazioni precedenti. È un’auto che non sorprende, ma convince. E in un’epoca di eccessi tecnologici, questa è forse la qualità più preziosa. La nuova Dacia Sandero dimostra che il vero progresso non passa sempre dal display più grande o dalla firma luminosa più aggressiva. A volte passa da una piattaforma ben progettata e da una base tecnica condivisa con modelli di categoria superiore. È una rivoluzione concreta, che funziona davvero.