• 11 Gennaio 2026 9:35

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Coronavirus, in Cina 7 nuovi contagi dall’Italia: lavoravano nello stesso ristorante a Bergamo – Il Fatto Quotidiano

Mar 3, 2020

Prosegue la curva discendente dei contagi in Cina, che con 125 nuove infezioni registra il livello più basso delle ultime 6 settimane. Trentuno le vittime delle ultime ore, tutte concentrate nella provincia epicentro dell’epidemia dell’Hubei. Ci sono però altri sette casi di “contagio di ritorno” dall’Italia, relativi allo Zhejiang. Sono cittadini cinesi rientrati la scorsa settimana che, secondo il network statale Cgtn, lavoravano nello stesso ristorante di Bergamo e avevano stretti contatti con la primadonna rientrata il 28 febbraio e risultata positiva. I decessi a oggi in Cina sono 2.943 e le infezioni complessive 80.151. I casi di contagio hanno seguito un trend al ribasso negli ultimi giorni, malgrado gli 11 casi segnalati oggi fuori dall’Hubei rappresentino il livello più alto degli ultimi 5 giorni. Intanto continuano ad aumentare i contagi in Corea, e la Croazia ne registra un altro, che si aggiunge agli altri 8 già accertati: si tratta di un camionista che era stato in Nord Italia.

Croazia – Accertato un nuovo caso di contagio, che porta il totale a nove. Si tratta di un camionista di Varazdin (nord) che era stato in nord Italia. Finora si erano registrati cinque casi di contagio a Rijeka (Fiume) e tre nella capitale Zagabria. Nel Paese non sono state imposte finora particolari restrizioni, ma le autorità hanno invitato coloro che sono stati in Paesi e zone interessate dall’epidemia di coronavirus a non frequentare riunioni e luoghi affollati. Si tratta di Cina, Giappone, Hong Kong, Singapore, Corea del sud, Iran e le regioni italiane Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.

Usa– La Nba ha invitato i suoi giocatori ad evitare gli ‘high-five’ e la firma di autografi ai tifosi per evitare il rischio di contagio. Il campionato, in un promemoria, ha dato 10 consigli ai giocatori con la speranza di ridurre il rischio di contagio, tra cui evitare di prendere oggetti come penne, pennarelli, palloni e maglie dai cercatori di autografi. Il memo è stato inviato alle squadre domenica e visionato dall’Associated Press.

Cina– Il governo di Qingtian ha spiegato sul suo account WeChat che i sette lavoravano nello stesso ristorante di Bergamo della donna di 31 anni risultata essere la prima contagiata certa. La scorsa settimana, sei di loro hanno viaggiato da Milano a Shanghai in aereo con scalo a Mosca, mentre la settima è arrivata a Shanghai facendo uno scalo in Germania. Tutti sono risultati positivi ai test lunedì, non appena arrivati a Qingtian e nessuno di loro si era recato a Wuhan o in regioni cinesi a rischio. Le autorità di Shanghai, municipalità che confina con lo Zhejiang, hanno individuato 71 persone venute a stretto contatto con i sette, disponendo per loro una quarantena di 14 giorni. Il Global Times ha ricordato come il “contagio di ritorno” sia una minaccia, citando il caso delle cinque persone accertate che sono tornate in Cina negli ultimi giorni da altre parti, dall’Iran e dal Regno Unito, importando il virus.

Corea del Sud– Prosegue l’ondata di contagi nel Paese, che ne ha registrati altri 600, portando il totale delle infezioni a 4.812, con un allarmante incremento a Daegu, la città dove ha sede la Chiesa di Gesù Shincheonji, rivelatasi il vero focolaio dell’epidemia. In base ai dati aggiornati del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) ricontati e riorganizzati per data, ci sono anche tre morti ufficiali in più per un totale di 28 decessi. Il nuovo balzo del numero di contagi segue i 1.062 registrati domenica e gli 813 di sabato. “La crisi nella città di Daegu e nella provincia del Nord Gyeongsang ha raggiunto il suo picco – ha detto il presidente sudcoreano Moon Jae-in, citato dall’agenzia di stampa Yonhap – e tutto il Paese è entrato in guerra contro la malattia contagiosa”. Moon ha annunciato nuovi fondi per 25 miliardi di dollari per rispondere all’epidemia di Covid-19.

Hong Kong – Organizzati 4 voli charter per rimpatriare i cittadini rimasti nella zona di Wuhan, in Cina, epicentro della diffusione del coronavirus. A rientrare saranno 14 donne in attesa di un bambino, 11 studenti della scuola secondaria e chi necessita di cure urgenti per malattie gravi.

Russia– Il cittadino russo al quale è stato diagnosticato il coronavirus dopo un viaggio in Italia ha raccontato di essere stato ricoverato in un ospedale di Mosca nella stessa stanza con altri casi sospetti e di non essere sicuro di essere stato contagiato in Italia. Lo riporta il Moscow Times. David Berov, 29 anni, si era recato nel nord Italia per un viaggio sciistico il 14 febbraio ed era tornato il 23 febbraio. Giovedì, sentendosi male, ha visitato un ospedale locale, che lo ha trasferito all’ospedale pubblico per le malattie infettive n. 1 di Mosca. Lì è stato sistemato in una stanza con altri cinque uomini rientrati da poco da altri Paesi a rischio, come Iran e Corea del Sud. Berov è stato sottoposto al test per il virus due volte e ogni volta il test è risultato negativo. Poi, domenica pomeriggio, un terzo test è risultato positivo. “Quando siamo arrivati abbiamo chiesto al personale medico perché eravamo nella stessa stanza: ognuno di noi avrebbe potuto infettare gli altri”, ha detto Berov dall’ospedale. “Non ci hanno risposto”. Il personale dell’ospedale, ha raccontato Berov, sembrava essersi reso conto di aver commesso un errore. Quando il medico capo lo ha chiamato domenica pomeriggio per dargli il risultato positivo del test, gli ha chiesto di non menzionare al personale del Rospotrebnadzor, l’Autorità sanitaria russa, chiamata a svolgere i contro-test di rito, che aveva tenuto un gruppo di pazienti sospetti tutti in una stanza. Berov ha anche notato che la dottoressa ha detto di non sapere se lui avesse preso il coronavirus in Italia o da uno dei pazienti con cui aveva condiviso la stanza d’ospedale. “Il caso di Berov – scrive il quotidiano – mette in evidenza quanto il sistema sanitario russo sia impreparato a combattere un’epidemia di coronavirus, dagli ospedali che non dispongono di procedure di quarantena efficaci alle cliniche che non dispongono delle giuste attrezzature per i test”. Berov è ora isolato in una stanza separata, come gli altri pazienti.

India– 248 persone sono state messe in isolamento nelle loro abitazioni in alcune città del Karnataka, tra cui anche Bangalore, per sospetti sintomi di Coronavirus. Il ministero della salute informa che ad Agra sei persone sono state messe in isolamento dopo che nei giorni scorsi hanno avuto contatti con l’uomo di Delhi, ammalato dopo essere rientrato da un viaggio in Italia. I campioni dei loro test sono stati inviati al Centro nazionale di virologia di Pune per la conferma. Nella capitale, questa mattina la scuola privata frequentata da uno dei figli dell’ammalato di Delhi è stata chiusa per essere disinfestata e gli esami sono stati rinviati: venerdì scorso numerosi bambini e adulti hanno partecipato ad una festa di compleanno a casa dell’uomo poi risultato positivo e sono tutti sotto osservazione. Il ministro Harsh Vardhan ha chiesto di non diffondere il nome del paziente per evitare discriminazioni e stress nei confronti della famiglia e ha invitato tutti a evitare il panico. I casi di coronavirus sinora confermati in India sono sei.

Pakistan– Accertato quinto caso. Si tratta di una donna di 45 anni di Gilgit, nel Pakistan settentrionale, che attualmente si trova in quarantena a Islamabad. Le altre quattro persone contagiate dal coronavirus in Pakistan, due delle quali a Karachi, sono ricoverate in ospedale. Il Pakistan ha chiuso il suo confine con l’Afghanistan per una settimana per limitare la diffusione del Covid-19. Chiuse anche le scuole in via precauzionale.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,

Peter Gomez

Articolo Precedente

Migranti, il ripetuto ricatto di Erdogan all’Europa per vincere in Siria e chiedere nuovi aiuti economici. Ma così rischia l’isolamento

next

Articolo Successivo

Coronavirus, in Spagna il contagio avanza ma i cittadini sono fiduciosi (e non se la prendono con gli italiani)

next

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close