Come prevedibile, la notizia stata accolta con gioia. Preferiamo stare in quarantena negli Stati Uniti, ha dichiarato John alla radio Npr. Siamo eccitati e sollevati, fanno eco altri due americani. Per tutti gli altri invece l’attesa si allunga. Dopo lo sbarco di un primo gruppo di 11 passeggeri anziani negativi ai test e dopo che sono stati individuati 67 nuovi casi a bordo, la fine della quarantena stata posticipata dal 19 febbraio al 21 a causa dei ritardi nei test. Notizia comunicata con una lettera dell’armatore Jan Swartz e letta dal capitano sul ponte. E si fanno pi dure anche le condizioni di isolamento: l’ora d’aria stata ridotta da 90 a 60 minuti e le distanze da mantenere sono state portate da un metro a due.