ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil colloquio con paolo lattanzio (m5s)
Paolo Lattanzio – deputato M5S, capogruppo Commissione Cultura e componente della Commissione Antimafia – ha presentato una richiesta formale di istituire un Comitato che indaghi sulle infiltrazioni delle mafie nelle tifoserie. Si intende valutare quanto le organizzazioni criminali riescano a entrare nel business dei servizi accessori degli stadi, quali parcheggi, ristoranti, bar e sicurezza
di Ivan Cimmarusti
17 ottobre 2019

3′ di lettura
«Valutare» quanto le organizzazioni mafiose riescano – sfruttando il canale delle tifoserie – a «penetrare» il business del calcio accaparrandosi i «servizi accessori» agli stadi (quali parcheggi, ristoranti e bar), ma anche a veicolare le scommesse sportive e a riciclare denaro sporco. I legami tra criminalità organizzata e mondo del tifo finiscono sotto la lente della Commissione parlamentare Antimafia. Al momento si tratta di una proposta, ma strutturata e inviata all’attenzione del presidente Nicola Morra.
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Il deputato M5S Paolo Lattanzio: istituire un Comitato d’indagine
Con una istanza ben documentata, Paolo Lattanzio, deputato del Movimento 5 Stelle, capogruppo Commissione Cultura e componente della Commissione Antimafia, chiede l’istituzione di un Comitato sulle infiltrazioni delle mafie e della criminalità organizzata nel mondo dello sport. «Le mafie potrebbero aver contaminato uno dei pochissimi spazi di aggregazione sociale, quali sono le curve degli stadi», spiega Lattanzio, che negli ultimi mesi ha analizzato le principali vicende giudiziarie (come gli arresti di 12 capi ultras della Juventus, accusati di avere legami con la ndrangheta, ma anche l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, conosciuto con il soprannome di “Diabolik”, uno dei capi ultras della Lazio).
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Il rischio, continua il parlamentare, «è che si sia creata una presunta saldatura tra mafie, alcune parti delle tifoserie e gruppi eversivi» legati all’estrema destra. Il risultato potrebbe essere un ulteriore «controllo del territorio – continua – con pressioni sulle società e possibilità di arrivare ai servizi accessori» offerti negli stadi.