• 28 Ottobre 2026 16:31

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Confindustria Energia celebra 20 anni, al centro resta la competitività

Ott 28, 2026

AGI – Energia a condizioni competitive, sicurezza degli approvvigionamenti e investimenti capaci di accompagnare la trasformazione industriale senza perdere capacità produttiva e lavoro. Sono le priorità indicate da Guido Brusco, presidente di Confindustria Energia, alla Conferenza annuale “Generare Futuro: Venti anni di Dialogo tra Parti sociali, Industria e Istituzioni”, ospitata alle Scuderie di Palazzo Altieri a Roma.

Nel celebrare i vent’anni della Federazione, Brusco ha richiamato la necessità di tenere insieme decarbonizzazione, competitività e sostenibilità sociale, attraverso una pluralità di soluzioni tecnologiche e condizioni economiche e autorizzative che rendano concretamente realizzabili gli investimenti.

“Il costo dell’energia incide sul potere d’acquisto delle famiglie e sulle decisioni delle imprese: dove produrre, quando modernizzare un impianto, se investire – ha dichiarato Brusco -. Dobbiamo affrontare sia la volatilità provocata dalle crisi sia il divario strutturale che penalizza l’industria italiana. Servono forniture diversificate, contratti di lungo periodo e investimenti in generazione ed efficienza, con tempi autorizzativi affidabili. La transizione deve poter contare su condizioni economiche che la rendano realizzabile”.

 

 

Sicurezza energetica, gas e dipendenze strategiche

Nel suo intervento, Brusco ha richiamato le vulnerabilità emerse con la guerra in Ucraina e le crisi nel Golfo e lungo le rotte di Hormuz, insieme agli effetti delle politiche energetiche e commerciali e alla concentrazione in Cina di passaggi strategici delle filiere tecnologiche.

“L’Europa deve evitare di sostituire una dipendenza con un’altra. La sicurezza richiede alternative nelle fonti, nelle rotte e nelle capacità produttive, oltre a un mercato europeo più integrato”.

“Il gas naturale resterà necessario ancora a lungo per la produzione industriale e per la sicurezza e la flessibilità del sistema elettrico. Occorre programmare approvvigionamenti e investimenti con orizzonti coerenti, riducendo le emissioni con tecnologie mature come la cattura dell’anidride carbonica. Anche la raffinazione va riconosciuta come un settore strategico europeo: preservare e modernizzare impianti competitivi significa evitare nuove dipendenze dai prodotti importati. Una capacità industriale perduta non si ricostruisce nel tempo di un’emergenza”.

Un indirizzo che, per la Federazione, si inserisce nella pluralità tecnologica: sviluppare rinnovabili efficienti, ma anche le soluzioni per i settori più difficili da decarbonizzare.

Oltre 200 miliardi di investimenti potenziali per la riconversione dei siti dismessi

In questo quadro, il presidente ha richiamato anche lo studio “Rigenerare per trasformare”, promosso dalla Federazione e dalle associazioni con il supporto di Teha Group e il contributo diretto degli operatori industriali: nei diversi scenari, oltre 200 miliardi di euro di investimenti iniziali potenziali con circa 300 miliardi di valore aggiunto diretto, indiretto e indotto, attraverso l’integrazione tra risanamento e riconversione dei siti dismessi per progetti di transizione energetica e di economia circolare.

Le stime si riferiscono alla progressiva realizzazione degli interventi nei diversi scenari, con effetti economici cumulati. “Bonificare con una destinazione significa restituire una prospettiva produttiva ai territori”, ha sottolineato Brusco.

Pichetto Fratin: “Sicurezza, competitività e decarbonizzazione devono avanzare insieme”

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha affrontato le priorità nazionali e le condizioni per accelerare gli investimenti: “Sicurezza degli approvvigionamenti, competitività e decarbonizzazione devono avanzare insieme. Il confronto con imprese e territori è essenziale per realizzare le infrastrutture e accompagnare la trasformazione del sistema produttivo”.

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto: “La sicurezza energetica non può essere affrontata soltanto attraverso interventi emergenziali, ma richiede investimenti, capacità produttiva ed infrastrutture adeguate. Transizione energetica, competitività industriale e sviluppo territoriale devono procedere insieme. È così che rafforzeremo la nostra industria, proteggeremo i cittadini e costruiremo un’Europa più resiliente, autonoma e competitiva. Saluto molto positivamente anche l’intesa raggiunta tra il governo italiano e la Commissione europea sul decreto bollette e le opportunità che scaturiranno dalla flessibilità energetica”.

Il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e vicepresidente del Consiglio dei ministri Antonio Tajani ha sottolineato: “Diversificare gli approvvigionamenti e rafforzare la cooperazione nel Mediterraneo significa costruire relazioni durature, sostenere le imprese italiane e creare opportunità condivise con i Paesi partner. L’Italia deve valorizzare infrastrutture e competenze per rafforzare il proprio ruolo di collegamento tra Europa e Africa”.

Nel suo intervento il rettore della Luiss, Paolo Boccardelli, ha sottolineato come “la transizione energetica è davvero efficace solo se genera e garantisce la competitività del nostro sistema produttivo. Oggi l’energia è diventata una componente essenziale della sicurezza economica e industriale del Paese: l’autonomia strategica si costruisce riducendo le vulnerabilità, adottando un approccio pragmatico fondato sul principio della neutralità tecnologica, rafforzando le reti e l’integrazione del mercato energetico europeo e garantendo un quadro regolatorio stabile e prevedibile per gli investimenti”.

Energia e industria, il confronto su investimenti e competitività

La tavola rotonda “Energia e Industria: costruire la competitività di domani” ha approfondito le condizioni per trasformare le strategie energetiche in investimenti: finanziabilità dei progetti, coordinamento tra infrastrutture e domanda industriale, trasferimento tecnologico e sicurezza delle forniture.

Stefania Lenoci della Banca Mondiale ha evidenziato come “la cooperazione energetica con i Paesi emergenti, a partire dal Mediterraneo e dall’Africa, è essenziale per la competitività italiana. Ma in quei Paesi gli investimenti arrivano ancora troppo poco, frenati da rischi che i privati da soli non riescono a gestire. Il Gruppo Banca Mondiale li riduce con regole più chiare, reti adeguate, finanziamenti e garanzie: per i Paesi partner significa crescita e lavoro, per le imprese italiane nuove opportunità nei mercati emergenti”.

Per Francesca Mariotti dell’Enea “per passare dalla ricerca all’industria è necessario investire in efficienza, competenze e innovazione tecnologica. Enea è al fianco delle imprese in questo percorso: i nostri laboratori sono aperti per prove sperimentali e servizi di ricerca, a partire dalle esigenze delle aziende, per innovare prodotti, servizi e modelli di business, con meno costi e meno rischi”.

Confindustria: “Utilizzare rapidamente i 14 miliardi di flessibilità”

“Il perdurare degli alti costi dell’energia si sta traducendo nel rallentamento di alcune produzioni e, nei casi delle imprese più esposte, nella perdita di capacità industriale”, ha osservato Aurelio Regina, vicepresidente Confindustria per l’Energia.

“Per questo chiediamo al Governo di intervenire subito, dando piena attuazione al DL Bollette dopo il via libera Ue e utilizzando rapidamente i 14 miliardi di flessibilità per investimenti che riducano strutturalmente i costi dell’energia. Servono misure immediate per colmare il divario con i nostri competitor europei e difendere la capacità produttiva italiana”.

“Diversificazione delle forniture e investimenti in infrastrutture sono essenziali per la sicurezza energetica e la competitività del Paese”, ha precisato l’ad di Snam Agostino Scornajenchi.b”Il gas resta una componente fondamentale di questo equilibrio, perché garantisce la flessibilità necessaria a integrare le diverse fonti e accompagnare la decarbonizzazione, salvaguardando al tempo stesso il tessuto industriale. Accompagnare l’evoluzione del sistema energetico non significa cancellare filiere e competenze, ma dotarle degli strumenti per farle crescere”.

I vent’anni di Confindustria Energia e il ruolo delle parti sociali

Il ventennale ha offerto l’occasione per richiamare le radici della Federazione nelle relazioni industriali e nel Contratto nazionale Energia e Petrolio, e il ruolo del Tavolo strategico con le organizzazioni sindacali nel preparare competenze e accompagnare le trasformazioni del lavoro. “La sostenibilità nella quale crediamo è ambientale, economica e sociale. La riduzione delle emissioni deve accompagnarsi alla competitività delle imprese, alla qualità del lavoro e alle prospettive delle comunità locali”, ha concluso Brusco. La Conferenza si è conclusa con la presentazione del libro celebrativo dei vent’anni di Confindustria Energia, con il presidente Guido Brusco e il direttore generale Modestino Colarusso.

 

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