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Concessioni, Atlantia può perdere 10 miliardi di indennizzi in caso di revoca

Dic 23, 2019

autostrade

Le nuove norme del decreto Milleproroghe in via preliminare potrebbero dimezzare gli indennizzi che lo Stato dovrebbe pagare alla società in caso di revoca della concessione

di Andrea Franceschi

23 dicembre 2019


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(ANSA)

2′ di lettura

In una giornata dai volumi di scambio contenuti per via delle festività natalizie il titolo Atlantia perde oltre il 4% e si attesta in fondo alla lista delle società a maggior capitalizzazione. Un tonfo che arriva alla riapertura dei mercati dopo che il Consiglio del ministri del 21 dicembre ha approvato, salvo intese, un emendamento alla bozza del decreto milleproroghe che dovrebbe rendere più semplice e meno oneroso per lo Stato la revoca delle concessione. Non solo, sempre sul tema autostrade, è stata inserita una nuova norma che prevede una revisione della normativa delle tariffe che potrebbe danneggiare tutto il comparto.

Lunedì 23 dicembre il decreto torna in consiglio dei ministri per una seconda e definitiva lettura. Dopodiché ci sarà la conversione in legge da parte del Parlamento che, trattandosi di un Milleproroghe, dovrà avvenire entro l’anno. Sul tema non c’è unità di vedute all’interno della maggioranza visto che Italia Viva ha fatto mettere per iscritto la propria contrarietà. Oggi quindi ci sarà prevedibilmente l’ultimo tentativo di negoziato all’interno della maggioranza dopodiché la palla passerà al Parlamento.

Cosa prevede il Milleproroghe

L’articolo che più di altri alimenta incertezza per Atlantia è il numero 33. La norma prevede il subentro dell’Anas in caso di revoca e un drastico taglio agli indennizzi. Su quest’ultimo fronte si prevede che le nuove norme siano «inserite di diritto nei contratti e nelle concessioni autostradali, anche in quelle già in corso di esecuzione alla data del presente decreto legge».

Ma nello specifico in che modo saranno definiti gli indennizzi? Nella bozza si fanno due ipotesi: una è quella in cui la revoca delle concessioni avvenga in assenza di una responsabilità del concessionario e una in cui avvenga in ragione di una concreta responsabilità. Nel primo caso si prevede sostanzialmente un rimborso pieno degli investimenti sostenuti e delle penali previste per legge. Nel secondo caso invece si prevede che dagli indennizzi sia detratto «quanto il concessionario è tenuto a pagare per il risarcimento dei danni derivati dal suo inadempimento». Inoltre, qualora il concessionario debba incassare una somma (perché il risultato resta positivo) quel valore «è indisponibile» da parte del concessionario «fino al completo soddisfacimento dei crediti risarcitori accertati in giudizio».

Un salasso per Atlantia

Se la norma dovesse passare in questa formulazione si prevede che Atlantia debba subire un dimezzamento dell’eventuale indennizzo che incasserebbe in caso di revoca e che, stanto a una recente stima di JPMorgan si attesterebbe intorno ai 20 miliardi di euro.

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