• 18 Marzo 2026 10:03

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Come faccio a sapere la classe ambientale della mia auto e tutti i limiti

Mar 18, 2026

La conoscenza della classe ambientale è un’informazione che incide sulla possibilità di circolare, entrare in una ZTL, evitare divieti stagionali, pianificare un acquisto usato e capire quanto un veicolo sia esposto alle strette che si stanno moltiplicando nelle grandi città e nelle aree più colpite dall’inquinamento. Il quadro normativo è meno lineare di quanto sembri perché gli standard europei convivono con regole locali, deroghe, rinvii e calendari differenti da Regione a Regione.

La classe Euro misura la conformità del veicolo alla disciplina europea sulle emissioni. Le limitazioni al traffico sono invece decise da Comuni, Regioni o zone urbane e usano proprio quella classificazione per stabilire chi entra, chi resta fuori e in quali orari.

Dove si trova la classe ambientale dell’auto

Il modo più semplice per conoscere la classe ambientale del proprio veicolo è guardare il libretto di circolazione. La voce di riferimento è il campo V.9 che identifica la direttiva europea di riferimento e la classe ambientale del veicolo. Non sempre però il dato compare in linguaggio comune con la scritta Euro 4, Euro 5 o Euro 6. Soprattutto nei libretti meno recenti può apparire il riferimento alla direttiva o al regolamento europeo.

Per evitare errori di interpretazione l’alternativa è il servizio del Portale dell’automobilista dedicato alla verifica della classe ambientale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette infatti a disposizione una pagina nella quale, selezionando il tipo di veicolo e inserendo la targa, si ottiene la categoria Euro di appartenenza e il relativo dato di emissione di anidride carbonica.

Cosa significano le classi Euro

Le classi ambientali nascono per fissare limiti sempre più severi alle emissioni inquinanti dei veicoli. Nel corso degli anni l’Unione europea ha alzato l’asticella e imposto standard più rigidi per sostanze come ossidi di azoto, particolato e altre emissioni nocive, fino ad arrivare alle più recenti evoluzioni della famiglia Euro 6. All’interno della stessa galassia Euro 6 ci sono sottoclassi e revisioni normative diverse e in alcune città i calendari dei divieti hanno iniziato a distinguere tra Euro 6 diesel A-B-C ed Euro 6 diesel D-Temp o D.

Con Euro 7 approvato a livello europeo il legislatore ha allargato il campo: non si guarda solo ai gas di scarico, ma anche alle emissioni da freni, all’abrasione degli pneumatici e alla durabilità delle batterie. Per auto e furgoni, il nuovo regolamento mantiene i limiti di scarico Euro 6 ma introduce requisiti più severi sulle particelle solide e standard più ampi sull’intero ciclo di vita del veicolo.

Euro 7 nasce in un contesto in cui dal 2035 l’Unione europea punta a una riduzione del 100% delle emissioni di anidride carbonica per le nuove auto e i nuovi furgoni immessi sul mercato e lo stesso Consiglio dell’Unione europea collega Euro 7 alla fase di transizione che porterà fino a quella data.

Euro 1

La normativa europea Euro 1 ha segnato il primo passaggio verso una regolazione delle emissioni automobilistiche ed è entrata in vigore nel 1993 con applicazione sulle auto a benzina immatricolate da quell’anno in poi. Sulla carta di circolazione compare attraverso diversi riferimenti normativi:

83/351 CE rif. 91/441 CE;
88/77 CE rif. 91/441 CE;
88/436 CE rif. 91/441 CE;
89/458 CE rif. 91/441 CE;
91/441 CE; 91/542 CE punto 6.2.1.A;
93/59 CEE con catalizzatore.

Euro 2

La normativa Euro 2, EC 96, è entrata in vigore il primo gennaio 1997 e sulla carta di circolazione è indicata con i seguenti riferimenti normativi:

94/12 CE;
96/1 CE;
96/44 CE;
96/69 CE;
98/77 CE;
91/542 punto 6.2.1.B.

Euro 3

Le auto immatricolate dal primo gennaio 1999 rientrano nella normativa Euro 3 e riportano sul libretto uno dei seguenti riferimenti normativi:

98/69 CE;
98/77 CE rif 98/69 CE;
99/96 CE;
99/102 CE rif. 98/69 CE;
2001/1 CE rif. 98/69 CE;
2001/27 CE;
2001/100 CE fase A;
2002/80 CE fase A;
2003/76 CE fase A.

Euro 4

Dal primo gennaio 2006 tutte le auto devono essere conformi alla normativa Euro 4 e sul libretto di circolazione compare uno dei seguenti riferimenti normativi:

98/69/CE B;
98/77/CE rif. 98/69/CE B;
1999/96 CE B;
1999/102 CE B rif. 98/69/CE B;
2001/1 CE;
2001/100 CE B;
2002/80 CE B;
2003/76 CE B;
2005/55/CE B1;
2006/51/CE rif. 2005/55/CE B1;
2006/96/CE-B.

Euro 5

Da settembre 2009 tutti i nuovi modelli lanciati sul mercato devono essere conformi alla normativa Euro 5a, mentre per quelli già presenti in gamma l’adeguamento è diventato obbligatorio da gennaio 2011. Dal 2012 è poi entrata in vigore la successiva evoluzione Euro 5b. Sul libretto di circolazione fanno la propria comparsa i seguenti riferimenti normativi:

rispetta la direttiva 1999/96/CE Riga B2;
rispetta la direttiva 1999/96/CE Riga C;
rispetta la direttiva 2001/27/CE Rif 1999/96/CE Riga B2;
rispetta la direttiva 2001/27/CE Rif 1999/96/CE Riga C;
rispetta la direttiva 2005/78/CE Rif 2005/55/CE Riga B2;
rispetta la direttiva 2005/78/CE Rif 2005/55/CE Riga C;
rispetta la direttiva 2006/51/CE Rif 2005/55/CE Riga B2;
rispetta la direttiva 2006/51/CE Rif 2005/55/CE Riga C;
rispetta la direttiva 2006/81/CE Rif 2005/55/CE Riga B2;
rispetta la direttiva 2006/81/CE Rif 2005/55/CE Riga C;
rispetta la direttiva 2008/74/CE Rif 2005/55/CE Riga B2;
rispetta il regolamento 715/2007 e 692/2008 (Euro 5a e Euro 5b);
rispetta il regolamento 715/2007 e 692/2008 (Euro 5 con dispositivo antiparticolato).

Euro 6

La normativa Euro 6 è entrata in vigore dal primo settembre 2014 per le auto di nuova omologazione e dal primo gennaio 2015 per i modelli già in commercio. Questo standard si suddivide in cinque diverse evoluzioni normative tra Euro 6a, Euro 6b, Euro 6c, Euro 6d-Temp ed Euro 6d, ciascuna disciplinata da regolamenti europei riportati sul libretto di circolazione come Regolamenti CE o UE:

715/2007*566/2011 (Euro 6a con dispositivo antiparticolato);
715/2007*566/2011 (Euro 6a);
715/2007*566/2011 (Euro 6b con dispositivo antiparticolato);
715/2007*566/2011 (Euro 6b);
715/2007*692/2008 (Euro 6a con dispositivo antiparticolato);
715/2007*692/2008 (Euro 6a);
715/2007*692/2008 (Euro 6b con dispositivo antiparticolato);
715/2007*692/2008 (Euro 6b);
136/2014 (Euro 6a);
136/2014 (Euro 6b);
136/2014 (Euro 6c);
143/2013 (Euro 6a);
143/2013 (Euro 6b);
143/2013 (Euro 6c);
195/2013 (Euro 6a);
195/2013 (Euro 6b);
195/2013 (Euro 6c);
630/2012 (Euro 6a);
630/2012 (Euro 6b);
630/2012 (Euro 6c);
595/2009*133/2014a (Euro 6);
595/2009*133/2014b (Euro 6);
595/2009*133/2014c (Euro 6);
459/2012 (Euro 6a);
459/2012 (Euro 6b);
459/2012 (Euro 6c);
2015/45 (Euro 6b);
2016/427 (Euro 6b, Euro 6c, Euro 6d-Temp, Euro 6d);
2016/646 (Euro 6b, Euro 6c, Euro 6d-Temp, Euro 6d);
2017/1347 (Euro 6d-Temp, Euro 6d);
2018/1832 (Euro 6c, Euro 6d-Temp, Euro 6d Temp Evap e/o Isc, Euro 6d);
2018/985 (fase IV, fase V).

Perché la classe ambientale conta

L’Italia presenta un mosaico di blocchi strutturali, misure temporanee anti-smog, aree urbane con calendari propri e rinvii che cambiano il destino di intere categorie di veicoli. In Lombardia, per esempio, le limitazioni per le autovetture Euro 4 diesel sono già in vigore tutto l’anno in specifiche aree urbane, mentre per le Euro 5 diesel l’estensione è fissata dal primo ottobre 2026 nei Comuni oltre i centomila abitanti come Milano, Brescia, Monza e Bergamo.

In Piemonte sono previste limitazioni strutturali valide tutto l’anno per benzina e diesel più vecchi, ma affianca anche divieti stagionali nei giorni feriali per i diesel Euro 3 e 4. Quando scattano i livelli di allerta antismog, entrano in campo restrizioni aggiuntive che colpiscono i diesel Euro 5.

In Emilia-Romagna, il PAIR 2030 conferma il rafforzamento graduale delle limitazioni ai veicoli più inquinanti, ma la limitazione strutturale dei diesel Euro 5 è stata rinviata al primo ottobre 2026.

Tra auto ibride ed elettriche

Le auto elettriche e molte ibride plug-in o full hybrid godono in genere del trattamento più favorevole nei sistemi di accesso urbani e nelle politiche di circolazione. In ogni caso non significa che queste alimentazioni sono del tutto fuori dalla questione ambientale. Proprio Euro 7 introduce limiti legati alle polveri da freno e regole sulla durabilità delle batterie.

DI certo c’è che le statistiche comunitarie mostrano come l’Italia resti tra i Paesi con più auto per abitante dell’Unione europea e una quota di veicoli datati continui a gravare sia sulla qualità dell’aria sia sulla velocità del ricambio del parco.

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