Capire quando cambiare le gomme dell’auto significa saper verificare il battistrada. Ecco i parametri reali per distinguere la tolleranza di legge e la sicurezza su strada. In officina vediamo troppi automobilisti fidarsi del falso mito: “c’è ancora spessore”, ignorando la cristallizzazione della mescola e i cedimenti strutturali. Vediamo che cosa bisogna fare.
La differenza tra sanzione e tenuta di strada
Circolare con un battistrada sotto la soglia di 1,6 mm significa rischiare una sanzione che va da 80 a 350 euro, oltre alla possibile decurtazione dei punti patente, l’eventuale fermo del veicolo e la bocciatura durante la revisione ministeriale. Da nuovo, uno pneumatico ha scanalature profonde circa 8 mm, quando scende, la capacità di espellere l’acqua cala di oltre l’80%. Vediamo i parametri per non rischiare l’aquaplaning anche a basse velocità e senza aumentare lo spazio di arresto su asfalto bagnato:
soglia di sicurezza a 4 mm: a prescindere dal tipo di pneumatico montato, scendere sotto i 4 mm compromette la capacità del battistrada di evacuare l’acqua, neve o fango. Sotto questa quota, la gomma perde la sua efficienza compromettendo la stabilità;
misurazione con profondimetro o metodo della moneta: lo strumento più preciso è il calibro di profondità, un attrezzo da pochi euro che consente di rilevare con esattezza lo spessore residuo. In alternativa, puoi usare il metodo della moneta da 2 euro la cui corona argentata misura circa 4 mm;
limite TWI a 1,6 mm: sono dei tasselli di gomma dura alti 1,6 mm posizionati sul fondo dei canali, individuabili dal triangolo o dalla dicitura “TWI” sulla spalla. Quando il battistrada arriva a filo del risalto, la gomma è necessariamente da sostituire;
codice DOT: impresso dentro un ovale sul fianco, riporta 4 cifre che indicano settimana e anno di produzione. Una gomma che ha superato i 5-6 anni tende a cristallizzare e perde aderenza anche se il battistrada sembra ancora alto.
Perché i tasselli alti non bastano
Con il passare del tempo, i raggi UV e le continue escursioni termiche tendono a seccare la mescola trasformandola in plastica rigida. Il battistrada smette di consumarsi semplicemente perché si è vetrificato, scivolando sull’asfalto invece di aderire al manto stradale. In officina verifichiamo lo stato della mescola con 4 controlli rapidi:
test dell’unghia: prova ad affondare con forza l’unghia sul battistrada. Se la mescola è sana la senti elastica e ritorna subito in forma, se è rigida come il PVC da cantiere, la gomma ha perso la sua aderenza;
presenza di screpolature: controlla alla base dei tasselli e sulla spalla se noti la presenza di crepe dovute all’invecchiamento, queste non garantiscono più la tenuta strutturale dello pneumatico;
codice DOT: sul fianco, dentro un riquadro ovale, trovi le quattro cifre che indicano la settimana e l’anno di fabbricazione (es. 2421 significa 24ª settimana del 2021). I produttori consigliano di sostituirle al massimo ogni 10 anni, così da evitare possibili cedimenti strutturali della carcassa;
perdita di aderenza: è il sintomo tipico di una gomma cristallizzata. L’auto slitta in partenza su asfalto umido, tende a pattinare sulle rotatorie o in curva e si attiva continuamente l’ABS o l’ESP anche a basse velocità.
I consigli del meccanico
Per evitare brutte sorprese e allungare la durata degli pneumatici, ecco alcuni consigli che puoi applicare subito:
controllo pressione ogni mese: viaggiare con soli 0,3 bar in meno rispetto alla misurazione consigliata di fabbrica tende a surriscaldare la carcassa e consumare i bordi esterni e interni, per questo consiglio un controllo mensile;
bolle sul fianco: se noti un’ernia sulla spalla dello pneumatico significa che le tele interne si sono danneggiate. In questa condizione la gomma non si può riparare e va sostituita subito prima che scoppi all’improvviso;
inversione ogni 10.000 km: ruotare le ruote da anteriore a posteriore garantisce un’usura uniforme del battistrada;
ispezione a ruote sterzate: controlla le spalle interne ed esterne con la ruota sterzata al massimo, così da verificare se l’usura è anomala, prevenendo problemi alla convergenza o ai silentblock.