La riscrittura del Codice della strada interviene sul sorpasso di biciclette e monopattini e sull’ingresso nelle rotatorie. In realtà, la distanza laterale di almeno 1,5 metri non nasce con il nuovo decreto legge. Le norme in vigore disciplinano già il sorpasso dei velocipedi da parte dei veicoli a motore. La disposizione richiede un distanziamento adeguato alla velocità dei due mezzi, all’ingombro del veicolo che sorpassa e alla minore stabilità della bicicletta.
Nel nuovo testo compare una precisazione: il metro e mezzo va mantenuto “ove le condizioni della strada lo consentano”. Resta obbligatorio l’adeguato distanziamento laterale che deve essere valutato rispetto alle circostanze concrete della manovra. Alla disposizione si affiancano i controlli preventivi del sorpasso: visibilità sufficiente, assenza di pericolo e disponibilità dello spazio per completare la manovra, anche rispetto ai veicoli che arrivano in senso contrario.
Distanza laterale e velocità
Nell’articolo 55 dello schema, dedicato al sorpasso, il controllo dello spazio laterale riguarda biciclette, monopattini elettrici e cicli a propulsione. Anche qui il riferimento di 1,5 metri è accompagnato dalla formula “ove possibile”. Quando la strada non consente quella separazione, il testo prescrive di adeguare la velocità a quella dei mezzi sorpassati. È il passaggio aggiuntivo rispetto alla formulazione in vigore: la velocità durante l’affiancamento viene collegata allo spazio disponibile.
Si immagini una strada extraurbana con un ciclista davanti, un’auto in arrivo e un tratto in curva poco oltre. Per decidere se passare, chi guida deve considerare l’intera esecuzione della manovra, compreso il rientro. Se lo spazio libero è insufficiente, le regole già in vigore impongono di rinunciare al sorpasso in quel momento, anche quando il ciclista procede lentamente.
L’articolo 141 richiede poi di regolare la velocità in funzione della strada e del traffico e di conservare il controllo del mezzo e la capacità di arrestarsi davanti agli ostacoli prevedibili. Il limite indicato dal cartello resta una velocità massima, non un’andatura da mantenere in qualunque circostanza. [7] Anche una linea continua richiede attenzione. L’articolo 40 vieta di oltrepassare le strisce longitudinali continue, salvo le eccezioni previste dalla disciplina.
Biciclette elettriche monopattini e gruppi sportivi
L’articolo 50 comprende fra i velocipedi le e-bike conformi ai requisiti stabiliti, fra cui l’interruzione dell’assistenza al raggiungimento dei 25 km/h o prima, se il ciclista smette di pedalare. Lo schema introduce anche un caso particolare che impedisce di riassumere la proposta come una regola identica per ogni bicicletta.
Il richiamo ai gruppi di ciclisti sportivi esclude i gruppi: fino a otto biciclette, al massimo su due file, entro una corsia e senza andatura particolarmente ridotta. Fra gruppi successivi sono previsti almeno cinquanta metri, con una disciplina diversa per gli allenamenti organizzati. Restano gli obblighi generali di sicurezza del sorpasso.
Chi ha la precedenza all’ingresso di una rotatoria
La normativa in ricava la precedenza nelle rotonde dalle regole delle intersezioni e dalla segnaletica presente. L’articolo 145 impone la massima prudenza e, in assenza di una diversa disciplina, assegna la priorità a chi arriva da destra. La forma circolare dell’incrocio non cancella questo principio.
Nella rotatoria comunemente definita all’italiana, senza segnali che modifichino la precedenza, chi entra arriva dalla destra di chi percorre l’anello e può avere la priorità. Con il dare precedenza all’ingresso, caratteristico del modello detto alla francese, è invece il conducente in entrata a dover attendere i veicoli già presenti nella rotatoria.
Nel testo di riforma le rotatorie diventano tutte alla francese: “Salvo diversa segnalazione, i conducenti che percorrono le rotatorie hanno la precedenza su quelli che vi si immettono da bracci laterali”.